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Legge

L.R. Emilia-Romagna 9/2017

FUSIONE DELL'AZIENDA UNITÀ SANITARIA LOCALE DI REGGIO EMILIA E DELL'AZIENDA OSPEDALIERA 'ARCISPEDALE SANTA MARIA NUOVA'. ALTRE DISPOSIZIONI DI ADEGUAMENTO DEGLI ASSETTI ORGANIZZATIVI IN MATERIA SANITARIA

Normativa regionaleL.R. Emilia-Romagna 9/2017Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge dispone, dal 1° luglio 2017, la fusione dell’ASL di Reggio Emilia con l’Azienda ospedaliera “Arcispedale Santa Maria Nuova”, il trasferimento del patrimonio, del personale e dell’IRCCS oncologico all’ASL, e detta regole transitorie di adeguamento organizzativo. Introduce inoltre misure su anticorruzione, trasparenza, pubblicazione degli atti, registri sanitari regionali, DAT e medicina di iniziativa, con monitoraggi a 18 mesi e 3 anni.

Fusione delle aziende sanitarie di Reggio Emilia e istituzione di misure organizzative e registri regionali

Fusione delle aziende sanitarie di Reggio Emilia e riassetto organizzativo sanitario

La legge regionale dell’Emilia-Romagna interviene sul governo dei servizi sanitari nel territorio di Reggio Emilia, realizzando una fusione tra azienda territoriale e azienda ospedaliera e introducendo ulteriori misure organizzative, di trasparenza e di tutela dei dati in ambito sanitario. La disciplina riguarda esclusivamente il Servizio sanitario regionale emiliano-romagnolo.

Fusione tra ASL di Reggio Emilia e Azienda ospedaliera “Arcispedale Santa Maria Nuova”

Dal 1° luglio 2017 le due aziende sono fuse in un’unica azienda sanitaria, denominata Azienda USL di Reggio Emilia. Dalla medesima data l’Azienda ospedaliera cessa e l’Azienda USL subentra senza soluzione di continuità in tutti i rapporti attivi e passivi, interni ed esterni.

Il patrimonio dell’azienda ospedaliera, comprendente beni mobili e immobili comunque acquisiti nell’esercizio dell’attività o per liberalità, è trasferito all’Azienda USL. La legge costituisce titolo per la trascrizione del trasferimento dei beni immobili.

I direttori generali in carica alla data di entrata in vigore devono curare tutti gli adempimenti necessari alla fusione e alla cessazione dell’azienda ospedaliera, compresa la ricognizione:

  • del patrimonio immobiliare e mobiliare al 30 giugno 2017;
  • della dotazione organica complessiva al 30 giugno 2017 e dei fondi contrattuali secondo la contrattazione decentrata vigente.

Il personale dipendente a tempo indeterminato o determinato della preesistente azienda ospedaliera è trasferito all’Azienda USL senza soluzione di continuità, nel rispetto della disciplina generale sul lavoro pubblico. La Giunta regionale può impartire indirizzi specifici per l’attuazione.

Prima applicazione, assetto istituzionale e organizzazione aziendale

Gli organi dell’Azienda USL di Reggio Emilia in carica al 30 giugno 2017 restano in funzione fino alla scadenza naturale. Il Collegio di direzione deve però essere ricostituito in coerenza con il nuovo assetto.

Entro il 30 giugno 2018 il direttore generale deve adeguare l’atto aziendale al nuovo assetto istituzionale e organizzativo; l’atto adeguato è poi sottoposto alla Giunta regionale per la verifica di conformità prevista dalla normativa regionale sull’organizzazione del servizio sanitario.

La riorganizzazione deve puntare all’integrazione delle attività amministrative e di supporto logistico e tecnico-professionale, con obiettivi di efficienza, trasparenza, semplificazione e omogeneizzazione delle procedure. Deve inoltre essere prevista la costituzione di un presidio ospedaliero unico articolato in più stabilimenti, comprendente il presidio già esistente dell’ASL e l’Arcispedale Santa Maria Nuova.

Il processo di fusione, la programmazione dei servizi sanitari e socio-sanitari nel territorio di Reggio Emilia e gli adempimenti connessi avvengono mediante confronto con le organizzazioni sindacali.

Trasferimento dell’IRCCS oncologico all’Azienda USL di Reggio Emilia

Dal 1° luglio 2017 la titolarità dell’IRCCS “Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia”, già costituito all’interno dell’Azienda ospedaliera, è trasferita all’Azienda USL di Reggio Emilia.

L’Istituto continua a svolgere attività di assistenza e ricerca nell’ambito degli indirizzi e della programmazione regionale e concorre ai livelli essenziali e uniformi di assistenza secondo il ruolo previsto per gli IRCCS.

Il suo funzionamento resta disciplinato dalla normativa nazionale e regionale vigente. L’atto aziendale dell’Azienda USL, una volta adeguato, deve disciplinare gli organi e le competenze dell’Istituto, configurarne l’organizzazione e prevedere la collaborazione con l’Università e con la rete europea, nazionale e regionale degli istituti di ricerca in oncologia.

Il Consiglio di indirizzo e verifica e il direttore scientifico in carica al 30 giugno 2017 restano in funzione fino alla scadenza naturale. Il direttore scientifico opera in collaborazione diretta con il direttore generale per assicurare l’integrazione tra assistenza e ricerca. È comunque garantita l’autonomia scientifica, organizzativa e contabile dell’Istituto, con assegnazione di beni, personale e risorse secondo statuto e atto organizzativo.

Prevenzione della corruzione, trasparenza e doveri del personale

Le aziende e gli enti del Servizio sanitario regionale devono perseguire obiettivi di prevenzione della corruzione e promozione della trasparenza mediante l’adozione di migliori prassi applicative della normativa statale.

In particolare devono essere previste:

  • misure di rotazione degli incarichi, soprattutto dirigenziali, nei Piani triennali anticorruzione;
  • misure alternative quando la rotazione non sia possibile, purché adeguatamente motivate;
  • applicazione rafforzata delle regole sulla trasparenza e sugli obblighi di pubblicità;
  • adozione del codice di comportamento dei dipendenti ai sensi della disciplina statale.

Il codice di comportamento deve imporre al personale la dichiarazione annuale completa dei rapporti con soggetti esterni potenzialmente generatori di conflitto di interessi, con indicazione di eventuali emolumenti e benefici, diretti o indiretti. Per i dirigenti, la mancata comunicazione delle informazioni patrimoniali e delle dichiarazioni dei redditi previste dalla legge costituisce fonte di responsabilità disciplinare e rileva anche ai fini civile, amministrativo e contabile. Le amministrazioni devono esercitare il potere disciplinare in caso di inadempimento.

Pubblicità legale degli atti delle aziende sanitarie

Le aziende sanitarie e gli enti del Servizio sanitario regionale devono pubblicare nell’albo previsto dalla normativa statale, nel rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali, le deliberazioni del direttore generale e le determinazioni dirigenziali, anche per estratto.

Gli atti restano pubblicati per 15 giorni consecutivi, salvo diversa disposizione specifica, e diventano esecutivi dal giorno della pubblicazione.

Registri di rilevante interesse regionale

La legge istituisce una serie di registri sanitari di rilevante interesse regionale, per la raccolta sistematica di dati anagrafici, sanitari ed epidemiologici su malattie, condizioni di salute e trattamenti. I registri elencati comprendono, tra gli altri, tumori, diabete, protesi ortopediche, dialisi, malattie rare, malformazioni congenite, BPCO, attività cardiologiche e cardiochirurgiche, malattie reumatologiche, nati pretermine, endometriosi, narcolessia, SLA, gravi cerebrolesioni acquisite, traumi gravi, malattie emorragiche congenite, epilessia e protesi mammarie.

L’istituzione e la gestione dei registri sono subordinate al rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Un successivo regolamento regionale, previo parere del Garante, deve definire:

  • tipi di dati sensibili trattabili;
  • operazioni eseguibili;
  • finalità di ciascun registro;
  • titolare del trattamento;
  • soggetti autorizzati all’accesso;
  • dati conoscibili;
  • misure di custodia e sicurezza.

Tali previsioni devono comunque rispettare i principi di indispensabilità, necessità, pertinenza e non eccedenza.

Portale regionale DAT e disposizioni anticipate di trattamento

Per l’attuazione della disciplina sulle disposizioni anticipate di trattamento, la Regione istituisce un Portale regionale DAT come strumento di raccolta delle informazioni relative ai dati personali e di contatto dei residenti iscritti al Servizio sanitario nazionale che abbiano depositato una DAT, nonché degli eventuali fiduciari.

Il Portale riceve i dati dai Comuni della Regione e, sulla base di apposita convenzione, anche dai notai. La funzione è dichiaratamente transitoria, nelle more della banca dati statale prevista dalla normativa finanziaria 2018, e serve a gestire in modo unificato la raccolta e la comunicazione delle informazioni al momento della presa in carico del disponente.

La Giunta regionale deve disciplinare con successivi atti, anche regolamentari:

  • modalità operative di registrazione e trattamento dei dati;
  • misure di sicurezza;
  • convenzioni con il Comitato regionale dei Consigli notarili dell’Emilia-Romagna.

Promozione della medicina di iniziativa

La legge promuove la medicina di iniziativa come modello assistenziale orientato alla prevenzione, alla diagnosi precoce delle patologie croniche e alla presa in carico integrata e multidisciplinare. La Regione può effettuare la stratificazione del rischio degli assistiti e degli assistibili attraverso l’analisi statistica dei dati presenti negli archivi del sistema informativo sanitario regionale.

Con atto regolamentare la Giunta deve stabilire misure per la diffusione del modello, prevedendo:

  • individuazione dei soggetti a rischio aumentato o già affetti, pur senza sintomi evidenti, da malattie croniche non trasmissibili;
  • presa in carico da parte dell’ente territorialmente competente con modelli e strumenti di gestione personalizzati;
  • attenzione alle determinanti socio-economiche;
  • piano di cura individualizzato e sviluppo dell’autocura;
  • continuità assistenziale nei passaggi tra i livelli di cura;
  • risposta integrata ai bisogni sociali e sanitari;
  • formazione del team multidisciplinare;
  • sostegno alla formazione e informazione di pazienti, famiglie e caregiver.

Il regolamento deve anche individuare i dati personali trattabili, le operazioni consentite e le misure per tutelare i diritti degli interessati. I trattamenti sono giustificati da motivi di rilevante interesse pubblico ai sensi del regolamento europeo sulla protezione dei dati. La Giunta deve riferire annualmente alla commissione assembleare competente sulle azioni attuate nel territorio regionale.

Nullaosta alle sperimentazioni cliniche

Per le sperimentazioni cliniche e gli studi sottoposti al parere del Comitato etico è richiesto un espresso e motivato nullaosta del direttore generale della struttura sanitaria in cui si svolge l’attività, anche per evitare pregiudizi all’assistenza.

L’avvio dello studio o della sperimentazione senza tale nullaosta comporta responsabilità disciplinare e può rilevare anche sul piano civile, amministrativo e contabile dello sperimentatore; le amministrazioni di appartenenza devono attivare il relativo potere disciplinare.

Monitoraggio dell’attuazione

La Giunta regionale deve trasmettere una relazione intermedia alla competente Commissione assembleare dopo 18 mesi dalla costituzione dell’Azienda USL di Reggio Emilia, sullo stato di attuazione delle disposizioni del capo dedicato alla fusione.

Inoltre, dopo tre anni dall’entrata in vigore della legge, deve essere trasmessa una relazione finale sull’attuazione delle medesime disposizioni.

Abrogazione e decorrenza

È abrogata la precedente disposizione regionale sull’istituzione dei registri di rilevante interesse sanitario contenuta nella legge regionale n. 4 del 2008.

La legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna.

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