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Ordinanza

Ordinanza n. 3453/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM di rigetto della richiesta di concessione della cittadinanza italiana ex art. 9, comma 1 lettera f) legge 5 febbraio 1992 n.91- K10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202111452

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto ministeriale di rigetto della richiesta di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91/1992

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno di rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana. L'ordinanza non esamina i motivi di illegittimità dedotti contro il diniego, ma riguarda la verifica preliminare dell'interesse a ricorrere, della compiuta istruzione della causa e della conformità degli atti depositati alle regole del processo amministrativo telematico. Il ricorrente non aveva provveduto alla regolarizzazione delle firme e delle asseverazioni richiesta con comunicazione del 16 novembre 2021. Inoltre, il deposito documentale indicato come effettuato l'8/2/2026 non rispettava le norme tecniche sul PAT, poiché riuniva in un unico file diversi atti che avrebbero dovuto essere caricati separatamente, ciascuno con una denominazione indicativa del contenuto.

La decisione

Il TAR ha assegnato al ricorrente 20 giorni, decorrenti dalla notificazione o comunicazione amministrativa dell'ordinanza, per regolarizzare il deposito degli atti e dei documenti secondo le prescrizioni tecniche del processo amministrativo telematico, comprese le firme e le asseverazioni richieste. La causa è stata rinviata per il prosieguo della trattazione a una data indicata nel dispositivo. Non è stata adottata alcuna decisione sul merito del diniego di cittadinanza né sui motivi di annullamento. Le spese non risultano disciplinate.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    È la disposizione sostanziale richiamata quale base della richiesta di concessione della cittadinanza italiana; l'ordinanza non ne interpreta il contenuto.

  • artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a.

    divieto di rinvio, salvo “eccezionali motivi”

    Sono richiamati in relazione alla necessità di evitare differimenti incompatibili con gli impegni di smaltimento e con gli obiettivi del PNRR, rendendo necessaria la tempestiva regolarizzazione degli atti processuali.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nell'ambito della calendarizzazione delle cause per le udienze di smaltimento, il giudice amministrativo può verificare preliminarmente l'interesse a ricorrere, la completezza dell'istruzione e la conformità dei depositi alle regole tecniche del processo amministrativo telematico.
  • Quando il deposito telematico riunisce in un unico file atti che devono essere caricati separatamente e non risulta completata la regolarizzazione di firme e asseverazioni richieste, il giudice può assegnare un termine perentorio di 20 giorni per la regolarizzazione prima del prosieguo della trattazione.
  • La verifica della regolarità tecnica del deposito può comportare il differimento della trattazione e la fissazione di una nuova udienza, nel rispetto dei limiti al rinvio richiamati dagli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaProcesso amministrativo telematico
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTrasparenza e pubblicità

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