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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38261/2024 del 18/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente deduce violazione di legge perché il Tribunale non avrebbe ritenuto maturato il termine di dieci giorni decorrente dalla trasmissione degli atti da parte della Procura della Repubblica per la fissazione dell'udienza di riesame. La prima trasmissione degli atti è avvenuta il 30/04/2024 alle ore 12:49; secondo il ricorrente il termine dei dieci giorni è quindi scaduto il 10/05/2024, prima della udienza del 11/05/2024 e della decisione che aveva confermato la custodia cautelare.

La decisione

Il ricorso è stato ritenuto fondato. La Corte ha accertato che la prima trasmissione degli atti al Tribunale è intervenuta il 30/04/2024 alle 12:49 (in orario di apertura) e che la cancelleria aveva preso in carico il fascicolo lo stesso giorno, fissando inizialmente udienza per il 07/05/2024 poi rinviata all'11/05/2024 per difetto di notifica a uno dei difensori. Poiché l'udienza si è svolta oltre il termine di dieci giorni previsto dall'art. 309, comma 10, c.p.p., la Corte ha dichiarato l'inefficacia della misura cautelare disposta nei confronti del ricorrente e ne ha ordinato l'immediata scarcerazione, se non detenuto per altra causa; ha inoltre disposto la comunicazione al Procuratore generale ai sensi dell'art. 626 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309, comma 10, cod. proc. pen.

    Il termine di dieci giorni per la fissazione dell'udienza di riesame decorre dalla trasmissione degli atti da parte della Procura al Tribunale; se l'udienza si svolge oltre tale termine la misura cautelare perde efficacia.

  • art. 626 cod. proc. pen.

    Obbligo di comunicare al Procuratore generale le determinazioni che richiedono la sua conoscenza e le eventuali iniziative da intraprendere a norma di legge.

Massime di principio

  • Il termine per la fissazione dell'udienza di riesame decorre dalla prima effettiva trasmissione degli atti al Tribunale e va calcolato anche tenendo conto dell'orario in cui la cancelleria prende materialmente in carico il fascicolo.
  • Se l'udienza camerale si tiene oltre il termine di legge (art. 309, comma 10, c.p.p.) la misura cautelare adottata diventa inefficace e il detenuto deve essere immediatamente scarcerato, salvo altra causa di detenzione.
  • Trasmissioni successive inviate in orario di chiusura non possono essere fatte valere per posticipare l'inizio del termine se è già intervenuta una trasmissione valida in orario di apertura.
  • Il mancato tempestivo avviso o notifica ai difensori può provocare rinvii che, se successivi alla scadenza del termine, non sanano l'inefficacia della misura; è quindi fondamentale per la difesa contestare la decorrenza del termine e documentare la presa in carico del fascicolo.
  • In simili situazioni è utile richiedere espressamente alla cancelleria la data e l'orario di ricezione/presa in carico degli atti e conservare ogni elemento documentale (PEC, ricevute, timbri) per dimostrare la decorrenza dei termini.

Testo integrale

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