Cassazione Penale, Sentenza n. 3775/2025 del 29/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato il sequestro finalizzato alla confisca ex art. 240‑bis c.p. di beni a lei riferibili (segnalando di essere terza estranea rispetto all'imputazione principale rivolta al coniuge). Denunciava: insufficiente, apodittica e superficiale motivazione del Tribunale nel non chiarire il suo effettivo ruolo e la sua consapevolezza; assenza di prove dell'amministratore di fatto (il marito) e della provenienza illecita dei capitali; mancata considerazione delle deduzioni difensive e della tabella reddituale alternativa; violazione del principio di proporzionalità perché non fu adottata una misura meno afflittiva che consentisse l'operatività delle società sequestrate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto della procura speciale: l'atto di nomina a difensore risultava mera nomina di fiducia e non conteneva la procura speciale richiesta per i terzi portatori di interesse civilistico ex art. 100 c.p.p. Inoltre la Corte, pur rilevando anche nel merito l'irrilevanza delle censure (il ricorso era generico e non denunciava una specifica violazione di legge), ha sottolineato che il Tribunale aveva adeguatamente motivato il riesame e che non erano stati prodotti elementi di novità decisivi. Conseguentemente è stata disposta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e a una sanzione pecuniaria.
Norme richiamate
art. 100 cod. proc. pen.
Richiede che i soggetti con interesse meramente civilistico (terzi) stiano in giudizio con difensore munito di procura speciale; la mancata procura speciale rende inammissibile il ricorso per cassazione.
art. 240‑bis cod. pen.
Norma che prevede il sequestro finalizzato alla confisca per beni di provenienza illecita/riconducibili a delitti di tipo mafioso; il provvedimento impugnato era un sequestro a quella finalità e la valutazione della sua sussumibilità è compito del giudice del riesame.
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Limita il sindacato della Cassazione sulle ordinanze del riesame relative a provvedimenti reali alla sola verifica di violazione di legge, concretamente rilevabile quando vi sia mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente.
art. 321 cod. proc. pen.
Richiama gli istituti relativi al sequestro e alle misure cautelari reali; la Corte ha valutato anche le censure connesse alla proporzionalità e alla tipologia della misura cautelare e ritenuto che il Tribunale avesse compiuto analisi adeguata.
art. 275 cod. proc. pen.
Norma che disciplina le misure cautelari reali e la loro proporzionalità; la Corte ha ritenuto che la dedotta sproporzione non fosse stata dimostrata con elementi nuovi e specifici.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato la norma e disposto anche una sanzione pecuniaria.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limita la motivazione della cassazione ai profili necessari; la Corte ha ritenuto le deduzioni difensive insufficientemente specifiche e prive di novità tali da giustificare la cassazione.
Massime di principio
- Per i terzi con interesse civilistico colpiti da misure reali (sequestro) è indispensabile conferire al difensore una procura speciale espressa: senza di essa il ricorso per cassazione è inammissibile.
- La Corte di Cassazione, nelle impugnazioni di provvedimenti reali (sequestro/rissequestri), limita il proprio sindacato alla verifica di violazioni di legge evidenti (assenza totale di motivazione o motivazione meramente apparente); le critiche meramente di merito o alternative fattuali non sono ammissibili in questa sede.
- Per contestare efficacemente un sequestro finalizzato alla confisca è necessario allegare e documentare elementi nuovi e determinanti (titolarità, provenienza lecita dei beni, pertinenzialità) che il giudice del riesame non abbia già valutato.
- Le questioni di proporzionalità delle misure cautelari richiedono prove concrete e specifiche che dimostrino l'esistenza di rimedi meno afflittivi praticabili; mere affermazioni generiche non sono sufficienti.
- Prima di proporre ricorso in Cassazione va verificata la completezza formale dell'atto (procure, conferimenti di mandato specifici, corrette indicazioni temporali) per evitare inammissibilità per vizi formali.
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