Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08276/2026 del 03/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto la modifica delle prescrizioni della detenzione domiciliare per autorizzazione a svolgere attività lavorativa presso BeOne S.r.l. a Padova (dal lunedì al venerdì, ore 9:00-15:00) e attività di volontariato presso l'Unione Sportiva San Gottardo a Castelfranco Veneto nei weekend. Il Magistrato di sorveglianza ha respinto la richiesta ritenendo le attività da svolgersi in luogo distante dal domicilio e difficilmente controllabili, con riferimento alle informazioni della Questura e a un precedente provvedimento di rigetto.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo la motivazione del Magistrato di sorveglianza, pur sintetica, adeguata: l'autorizzazione è incompatibile con le esigenze di controllo e il contenimento della pericolosità sociale del condannato, considerata la distanza e la difficoltà di controllo dei luoghi indicati. La richiesta di volontariato è stata dichiarata inammissibile e generica (attività proposta presso una associazione sportiva privata senza indicazioni organizzative e temporali precise) e non rientra nelle ipotesi eccezionali di autorizzazione all'allontanamento previste dall'art. 284 c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 47-ter, comma 2, legge n. 354 del 26 luglio 1975 (Ord. pen.)

    Individua la possibilità di modificare le modalità della detenzione domiciliare; il giudice può valutare autorizzazioni a allontanarsi ma richiede valutazione della compatibilità con esigenze di controllo e sicurezza

  • art. 284 cod. proc. pen.

    Disciplina le ipotesi in cui, anche durante arresti domiciliari o detenzione domiciliare, si può autorizzare l'allontanamento per esigenze indispensabili di vita o in caso di assoluta indigenza; la Corte interpreta restrittivamente tale norma escludendo che il volontariato per scopi rieducativi rientri tra le esigenze indispensabili

  • art. 284, comma 3, cod. proc. pen.

    Specifica che l'autorizzazione ad allontanarsi è ammessa solo per esigenze di vita strettamente necessarie; la Corte lo richiama per escludere che attività di volontariato costituiscano tale ipotesi

  • art. 111 Costituzione (penultimo comma)

    Richiamato per legittimare il ricorso per cassazione contro provvedimenti che incidono sulla libertà personale

  • art. 568, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per confermare la possibilità di ricorso per cassazione avverso provvedimenti che incidono sulla libertà personale

  • art. 616, comma 1, primo periodo, cod. proc. pen.

    Norma che legittima la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto

  • art. 52 d.lgs. 196/03

    Norma sulla tutela dei dati personali richiamata per disporre l'oscuramento delle generalità in caso di diffusione del provvedimento

Massime di principio

  • Le autorizzazioni ad allontanarsi dal domicilio per lavoro o volontariato in regime di detenzione domiciliare sono possibili solo se compatibili con le esigenze di controllo e di contenimento della pericolosità sociale; la lontananza e la difficoltà di controllo sono motivi validi di diniego
  • La compatibilità dell'attività con le condizioni di salute non è, da sola, sufficiente a ottenere l'autorizzazione se permangono problemi di controllabilità o rischio sociale
  • Le istanze generiche, senza indicazioni precise su tempi, modalità e soggetto organizzatore (soprattutto se privato), sono inammissibili e possono essere rigettate per difetto di specificità
  • L'art. 284 c.p.p. viene interpretato in senso restrittivo: l'autorizzazione all'allontanamento è prevista per esigenze indispensabili di vita o indigenza, non per la partecipazione ad attività di volontariato intese come percorso rieducativo
  • Per ottenere modifiche delle prescrizioni della detenzione domiciliare è utile documentare fatti nuovi e concrete modalità organizzative che rendano controllabile l'attività richiesta
  • Avverso i provvedimenti del magistrato di sorveglianza che incidono sulla libertà personale è esperibile il ricorso per cassazione per violazione di legge

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.