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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17042/2024 del 23/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per diffamazione aggravata (art. 595, commi terzo e quarto, c.p.). Sosteneva, con due motivi principali, che la sua intervista pubblicata su Facebook costituisse legittima critica politica tutelata dall'art. 51 c.p. (scriminante), essendo diretta a un avversario politico e fondata sull'aumento del 5% delle indennità comunali; inoltre chiedeva si tenesse conto dell'esimente della provocazione ex art. 599 c.p., avendo il CAMMARATA il giorno precedente pronunciato espressioni dure nei suoi confronti. In via subordinata chiedeva il riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato e assorbente rispetto al secondo. Ha valutato nel merito le espressioni contestate (tra cui "bugiardo e incapace", "fannullone", riferimenti a bere "champagnino" ecc.) alla luce del contesto politico, della verità del fatto (l'aumento delle indennità) e del diritto di critica politica tutelato dall'art. 21 Cost. Constatato che le espressioni rientravano nelle forme di critica politica, incluse coloriture e iperboli ammesse nel dibattito pubblico e sul mezzo social, la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio con formula assolutoria, ritenendo scriminata la condotta ai sensi dell'art. 51 c.p.

Norme richiamate

  • art. 595 c.p. (diffamazione), commi terzo e quarto

    Norma utilizzata per la contestazione iniziale del reato (diffamazione aggravata per mezzo di pubblicità). La Corte ha esaminato gli elementi materiali e l'offensività delle espressioni ma ha escluso la punibilità per effetto della scriminante.

  • art. 51 c.p. (scriminante, esercizio di un diritto)

    Interpretata dalla Corte come applicabile alla critica politica: valutando il contesto, la verità dello spunto (aumento delle indennità) e il pubblico interesse, le espressioni rientrano nel legittimo esercizio del diritto di critica e dunque scriminano la condotta.

  • art. 599 c.p. (esimente della provocazione)

    Richiamata dal ricorrente come possibile esimente per la risposta a dichiarazioni precedenti del CAMMARATA; la Corte ha ritenuto superfluo decidere su tale profilo perché ha accolto la scriminante dell'art. 51, che assorbe il motivo.

  • art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto)

    Lamentata in via subordinata dal ricorrente. La Corte ha ritenuto il primo motivo assorbente e non ha riconosciuto la necessità di decidere separatamente sulla particolare tenuità.

  • art. 21 Cost. (libera manifestazione del pensiero)

    Richiamato come fondamento costituzionale del diritto di critica politica, che richiede interpretazione rigorosa delle norme penali in materia di espressione e una più ampia tutela della libertà di manifestazione del pensiero.

  • Art. 10 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (libertà di espressione) / giurisprudenza Corte EDU

    Invocata per sottolineare l'esigenza di ampia tutela della libertà di espressione, soprattutto riguardo opinioni su questioni di interesse pubblico; la Corte ha richiamato tali principi per motivare la protezione della critica politica anche se espressa con toni forti.

Massime di principio

  • La critica politica, fondata su un fatto vero e di pubblico interesse, può costituire scriminante e legittimare anche espressioni colorite o aspre se non travalicano l'attacco personale gratuito.
  • Nella valutazione della diffamazione si deve considerare il contesto complessivo: soggetto offeso (amministratore pubblico), mezzo usato (social network), veridicità dello spunto e clima politico locale.
  • L'uso di iperboli, toni vivaci, linguaggio figurato o gergale in un dibattito politico non è automaticamente punibile; rileva la percepibilità dell'offesa secondo il parametro dell'uomo medio e la possibile funzione critica delle espressioni.
  • La presenza di dichiarazioni reciproche e di un acceso conflitto politico locale può rafforzare la qualificazione della condotta come critica politica scriminata.
  • Il requisito della "continenza" resta importante ma va interpretato tenendo conto delle mutate pratiche comunicative (soprattutto social) e della necessità di bilanciare tutela della reputazione e libertà di espressione.

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