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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24286/2023 del 06/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Mamadou Diof ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Lecce (15/09/2021) che aveva confermato la condanna del Tribunale di Brindisi per i reati di ricettazione (art. 648 cpv.) e contraffazione (art. 474 c.p.) e aveva negato la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis c.p. Il ricorso in Cassazione denunciava inosservanza o erronea applicazione della legge penale (art. 131-bis) e motivazione illogica, insufficiente e contraddittoria sulla mancata concessione della non punibilità, lamentando che la Corte territoriale non aveva considerato l'intervento della Corte Costituzionale (sent. n.156/2020) e la giurisprudenza delle Sezioni Unite (Tushaj 2016; Ibaldi 2022) che chiariscono criteri e condizioni per l'applicazione della causa di non punibilità, nonché che la pluralità di reati in continuazione non è automaticamente ostativa all'applicazione della particolare tenuità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla valutazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p., disponendo il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Lecce per una nuova valutazione. La Corte ha rilevato che la Corte d'appello aveva erroneamente escluso l'applicabilità dell'art. 131-bis senza confrontarsi con la sentenza della Corte Costituzionale n.156/2020 (che ha reso possibile l'applicazione della causa di non punibilità anche ai reati per i quali non è previsto un minimo edittale di pena detentiva, come l'ipotesi lieve della ricettazione) e senza effettuare la valutazione complessiva richiesta dalle Sezioni Unite (che richiede l'esame dei criteri di cui all'art. 133 c.p. e degli indicatori specifici quando vi è continuazione), per cui la decisione è viziata nella parte in cui esclude la particolare tenuità basandosi solo sul numero dei beni e sul concorso di reati.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha richiamato la necessità di applicare tale causa anche ai reati senza minimo edittale di pena quando ricorrano i presupposti (sulla scorta della Corte Costituzionale n.156/2020). Il giudice deve compiere una valutazione complessiva della fattispecie secondo i criteri giurisprudenziali.

  • art. 648 cpv. cod. pen.

    Delitto di ricettazione nella sua forma lieve: nel caso di specie è stata riconosciuta la possibilità che la fattispecie lieve rientri nella causa di non punibilità ex art. 131-bis, in linea con la sentenza della Corte Costituzionale n.156/2020.

  • art. 474 cod. pen.

    Riferito ai reati relativi a prodotti con marchi contraffatti; la Corte territoriale aveva ritenuto che, per i limiti edittali ostativi della ricettazione, i fatti non fossero riconducibili alla causa di non punibilità, ma la Cassazione ha ritenuto tale valutazione carente rispetto ai precedenti costituzionali e di legittimità.

  • Sentenza Corte Costituzionale n.156/2020

    Ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 131-bis nella parte in cui non consentiva l'applicazione della causa di non punibilità ai reati per i quali non è previsto un minimo edittale di pena detentiva, rendendo applicabile la causa anche alla forma lieve della ricettazione.

  • Sezioni Unite (Ibaldi, 2022)

    Hanno chiarito che la pluralità di reati unificati nella continuazione non è di per sé ostativa alla configurabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità; il giudice deve valutare complessivamente la fattispecie, tenendo conto di specifici indicatori (natura e gravità degli illeciti, tipologia dei beni giuridici, modalità esecutive, finalità, conseguenze, periodo temporale, intensità del dolo, comportamenti successivi).

  • Sezioni Unite (Tushaj, 2016)

    Hanno affermato che il giudizio sulla particolare tenuità richiede una valutazione complessiva e congiunta delle peculiarità della fattispecie concreta, con riferimento ai criteri di cui all'art. 133 c.p. (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo).

Massime di principio

  • Dopo la Corte Costituzionale n.156/2020, l'art. 131-bis può essere applicato anche a reati per i quali non è previsto un minimo edittale di pena detentiva, se ricorrono i requisiti della particolare tenuità.
  • La mera pluralità di reati o l'unificazione per continuazione non esclude automaticamente la possibilità di riconoscere la causa di non punibilità: il giudice deve compiere una valutazione complessiva e ponderata della fattispecie.
  • Il giudice deve motivare la decisione sulla particolare tenuità richiamando e valutando esplicitamente i criteri dell'art. 133 c.p. (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo) e gli indicatori indicati dalla giurisprudenza di legittimità per i casi di continuazione.
  • La valutazione deve considerare elementi concreti come natura e gravità degli illeciti, tipologia del bene protetto, modalità e finalità delle condotte, quantità/valore dei beni coinvolti, intensità del dolo, effetti e comportamenti successivi; decisioni basate solo sul numero dei beni o sul concorso formale dei reati sono carenti.
  • In caso di omissione del necessario confronto con pronunce costituzionali o di legittimità rilevanti, la decisione di merito può essere annullata con rinvio per una nuova valutazione limitata al tema della particolare tenuità.

Testo integrale

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