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Interpello

Risposta n. 61 del 5/11/2018

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L'istante ritiene di sì in entrambi i casi, sostenendo che il collegamento con il rapporto agevolato sussista sia quando fornisce personale somministrato alle imprese esecutrici, sia quando partecipa a una ATI che realizza l'opera.

Cessione del credito per interventi di riqualificazione energetica e nozione di "impresa collegata"

Il quesito

La società istante chiede se, nel caso di somministrazione di lavoro a imprese che eseguono interventi agevolati o di partecipazione a un'associazione temporanea di imprese (ATI) per appalti agevolati, possa essere considerata "impresa collegata" al rapporto che genera la detrazione e quindi legittimata ad acquisire il credito cedibile.

Il parere dell’Agenzia

L'Agenzia ritiene che il collegamento con il rapporto da cui origina la detrazione sussista sia per la società di somministrazione di lavoro sia per la società che partecipa a una ATI. Pertanto, il credito può essere ceduto anche a favore della società istante, purché ricorrano le condizioni normative sulla cessione del credito e sui soggetti cessionari previste dall'art. 14 del DL n. 63/2013 e dalle circolari richiamate.

Cessione del credito per interventi di riqualificazione energetica e nozione di "impresa collegata"

L'interpello riguarda l'ambito soggettivo della cessione del credito corrispondente alla detrazione per interventi di riqualificazione energetica prevista dall'art. 14 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63. La questione centrale è se determinati soggetti che collaborano all'esecuzione dei lavori, pur non essendo direttamente esecutori materiali dell'intervento, possano essere considerati soggetti "collegati" al rapporto che dà origine alla detrazione e quindi cessionari del credito.

Fattispecie rappresentata dalla società istante

La società istante svolge attività di somministrazione di lavoro, autorizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e fornisce personale alle imprese appaltatrici di lavori per i quali è ammessa la cessione del credito da ecobonus. Inoltre, in alcuni casi, assume appalti per opere agevolate partecipando a un'associazione temporanea di imprese (ATI) di fornitori di beni e servizi.

Secondo quanto rappresentato, la società ritiene che il credito possa essere acquisito anche quando:

  • il personale somministrato è impiegato presso l'impresa che esegue i lavori agevolati;
  • la società partecipa a un'ATI che realizza l'opera agevolata.

Quesito del contribuente

L'istante chiede se, nelle due ipotesi descritte, la propria posizione sia assimilabile a quella di un'"impresa collegata" al rapporto che ha dato origine alla detrazione, con conseguente possibilità di ricevere in cessione il credito corrispondente alla detrazione per riqualificazione energetica.

Soluzione interpretativa prospettata

La società ritiene di poter essere considerata "impresa collegata" in entrambe le fattispecie:

  • nella somministrazione di lavoro, perché il personale fornito concorre materialmente alla realizzazione dell'intervento;
  • nella ATI, perché la partecipazione all'aggregazione imprenditoriale la porrebbe comunque in relazione con l'opera agevolata.

Normativa e prassi richiamate

L'Agenzia ricostruisce il quadro normativo della cessione del credito per interventi di efficienza energetica richiamando:

  • l'art. 14 del DL n. 63/2013, che disciplina la detrazione per riqualificazione energetica;
  • il comma 2-sexies introdotto dalla legge di bilancio 2017, che ha consentito ai condòmini, per specifici interventi sulle parti comuni condominiali sostenuti dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, di cedere il credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati, con esclusione di banche e intermediari finanziari, salvo quanto previsto per i soggetti in no tax area;
  • il comma 2-ter del medesimo art. 14, come modificato dal DL n. 50/2017, che ha esteso la cessione ai contribuenti incapienti (no tax area), consentendo loro anche la cessione a banche e intermediari finanziari;
  • il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate 28 agosto 2017, prot. n. 165110, sulle modalità attuative;
  • la legge di bilancio 2018, che ha ampliato dal 1° gennaio 2018 la cedibilità del credito a tutti gli interventi di riqualificazione energetica richiamati dall'art. 14, compresi quelli sulle singole unità immobiliari.

L'Agenzia richiama inoltre la circolare n. 11/E del 2018 e la circolare n. 17/E del 2018, dalle quali emerge che:

  • i cessionari diversi dai fornitori devono essere soggetti privati collegati al rapporto che genera la detrazione;
  • il credito può essere ceduto, ad esempio, tra società appartenenti allo stesso gruppo;
  • se il fornitore si avvale di subappaltatori o di soggetti che forniscono materiali necessari all'opera, anche questi possono essere considerati collegati;
  • nei casi di consorzi, reti di imprese o contratti con più soggetti, la cessione può avvenire anche a favore di imprese partecipanti non esecutrici, purché siano parte del medesimo rapporto da cui originano le detrazioni;
  • il collegamento va verificato sia per la cessione originaria sia per quelle successive.

Soluzione interpretativa dell'Agenzia delle Entrate

L'Agenzia afferma che il collegamento con il rapporto che genera la detrazione deve essere riconosciuto anche alla società che fornisce personale in regime di somministrazione di lavoro. Richiama l'art. 30 del d.lgs. n. 81/2015, secondo cui il contratto di somministrazione è un rapporto complesso in cui l'agenzia mette a disposizione dell'utilizzatore uno o più lavoratori dipendenti che operano sotto la direzione e il controllo dell'utilizzatore.

Secondo l'Agenzia, l'impresa esecutrice dei lavori agevolati si avvale del lavoro somministrato come fattore produttivo, in modo analogo a quanto accade per il fornitore dei materiali richiamato nella circolare n. 17/E del 2018. Da ciò deriva un sufficiente collegamento con il rapporto originario, idoneo a consentire la cessione del credito.

Parere dell'Agenzia delle Entrate sull'ATI

In modo coerente, l'Agenzia estende la medesima conclusione all'ipotesi in cui la società di somministrazione partecipi a un'associazione temporanea di imprese per l'assunzione di appalti relativi a opere agevolate. Richiama il d.lgs. n. 50/2016 e, in particolare, l'art. 45, che disciplina i raggruppamenti temporanei di imprese come forme di cooperazione temporanea e occasionale finalizzate alla realizzazione congiunta di un'opera o di un affare.

Poiché l'ATI realizza un aggregato imprenditoriale temporaneo e funzionalmente unitario, l'Agenzia ritiene applicabile, per analogia con quanto già chiarito per consorzi e reti d'impresa, la possibilità di cedere il credito anche alle imprese partecipanti che non abbiano eseguito direttamente i lavori.

Conclusioni operative

Il parere finale è favorevole al contribuente: la cessione del credito può essere effettuata anche nei confronti della società istante, sia quando essa fornisce personale somministrato alle imprese che eseguono lavori agevolati, sia quando partecipa a un'ATI per l'assunzione di appalti che danno diritto alla cessione del credito.

Resta fermo, come precisato nella prassi richiamata, che la cessione deve rispettare le condizioni soggettive e oggettive previste dall'art. 14 del DL n. 63/2013 e che la verifica del collegamento va compiuta rispetto al rapporto originario che genera la detrazione.

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