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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17734/2024 del 06/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Firenze (18/09/2023) per vizio di motivazione, sostenendo che il giudice non aveva adeguatamente valutato gli "elementi nuovi" prodotti a sostegno della richiesta di modifica della modalità esecutiva della misura cautelare. In particolare chiedeva la sostituzione del luogo degli arresti domiciliari, attualmente presso l'abitazione della madre a Roma, con l'abitazione dove è ristretto il coindagato Paolo Aldi a Isola del Giglio, essendo la ricorrente da tempo residente in quella località. A sostegno dell'istanza aveva documentato un percorso di riabilitazione, la ripresa degli studi universitari (Ingegneria Elettronica), la partecipazione a una pubblicazione con l'Università La Sapienza (traduzione), l'impegno in una pubblicazione personale, il percorso psicoterapeutico e il comportamento processuale positivo.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: la ricorrente, mediante il proprio difensore, ha rinunciato al ricorso il 27/10/2023 perché, nel frattempo, il GIP del Tribunale di Grosseto, con ordinanza del 13/10/2023 (allegata alla rinuncia), aveva sostituito gli arresti domiciliari con l'obbligo di dimora, imponendo ulteriori prescrizioni. Per la sopravvenuta carenza di interesse, determinata da causa non imputabile al ricorrente, la dichiarazione di inammissibilità non ha comportato condanna alle spese processuali né versamento alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Ordinanza del GIP presso il Tribunale di Grosseto

    Sostituzione della misura degli arresti domiciliari con l'obbligo di dimora; fatto sopravvenuto che ha eliminato l'interesse della ricorrente al gravame

  • Cass. Sez. 3, n. 8025

    Principio secondo cui la sopravvenuta carenza d'interesse determinata da causa non imputabile al ricorrente esclude la condanna alle spese e alla somma alla Cassa delle ammende

  • Cass. Sez. 3, n. 29593

    26/05/2021 (dep. 28/07/2021), Rv. 281785

    Conferma del principio giurisprudenziale che la perdita sopravvenuta dell'interesse alla decisione non configura soccombenza e dunque non comporta oneri a carico del ricorrente

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso o il sopravvenire di un provvedimento favorevole che elimina l'interesse porta all'inammissibilità: bisogna verificare sempre l'esistenza attuale dell'interesse a proseguire il gravame prima di sostenere il processo in Cassazione
  • La sopravvenuta carenza di interesse non implica soccombenza: normalmente non si devolvono spese processuali né somme alla Cassa delle ammende quando la perdita dell'interesse non è imputabile al ricorrente
  • Nel merito delle istanze di modifica della custodia, il giudice deve valutare e motivare caso per caso l'efficacia degli "elementi nuovi". Documenti su riabilitazione, studio, terapia e radicamento sul territorio vanno provati con elementi concreti e aggiornati
  • Se si chiede il trasferimento del luogo degli arresti domiciliari, è utile produrre prova della stabile residenza nel nuovo luogo, eventuali garanzie alternative per il rischio di fuga e piani concreti di controllo (es. disponibilità di firme, obbligo di presentazione), in modo che il giudice possa bilanciare esigenze di cautela e diritto alla vita quotidiana
  • Il difensore deve tempestivamente informare le corti superiori di provvedimenti sopravvenuti favorevoli e valutare la rinuncia per evitare costi e processi inutili; allegare il provvedimento di modifica della misura alla rinuncia è essenziale
  • La mera dichiarazione di miglioramento personale (studio, terapie, pubblicazioni) deve essere supportata da certificazioni/documenti e da un'argomentazione che colleghi tali elementi alla concreta riduzione delle esigenze cautelari

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