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Sentenza

Sentenza n. 4339/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma quanto al ricorso n. 2696 del 2025: della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (sezione Seconda) n. 6/2025, resa tra le parti. quanto al ricorso n. 2409 del 2025: della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (sezione Seconda) n.6/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202502696

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Veneto, Sez. II, che aveva annullato il permesso di costruire per l'ampliamento di un'abitazione mediante realizzazione di un corpo separato in un centro rurale di antica origine

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari e comune appellanti)

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda il permesso di costruire n. 15/2019, rilasciato per un ampliamento di circa 28 mq di un'abitazione ubicata in un centro rurale di antica origine, tutelato dagli strumenti urbanistici comunali e classificato con grado di protezione 3A. L'intervento aveva sostituito un precedente manufatto in legno assentito con SCIA nel 2017. I proprietari di un immobile prospiciente avevano impugnato il titolo deducendo la lesione della visuale panoramica, dell'ambiente storico-architettonico e del contesto rurale. Il TAR aveva ritenuto sussistenti legittimazione e interesse a ricorrere e aveva annullato il permesso, qualificando l'intervento come nuova costruzione non consentita dalle NTO in assenza di piano urbanistico attuativo. I proprietari beneficiari del titolo e il Comune hanno appellato la sentenza deducendo: difetto di legittimazione e interesse, perché la mera vicinitas non dimostrava un pregiudizio concreto e serio; tardività o carenza di interesse per la mancata impugnazione della precedente SCIA; erronea interpretazione dell'art. 9 della l.r. Veneto n. 14/2009 e dell'art. 37 delle NTO, sostenendo l'applicabilità del Piano Casa e la compatibilità dell'ampliamento con la disciplina urbanistica. Gli appellati hanno sostenuto la lesione del panorama e dei valori ambientali della contrada.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha riunito i due appelli, proposti contro la medesima sentenza, e li ha accolti, riformando integralmente la decisione del TAR e respingendo il ricorso di primo grado. Il Collegio ha distinto legittimazione e interesse a ricorrere: la vicinitas può fondare la legittimazione, ma non dimostra automaticamente l'interesse, che richiede la prova di uno specifico, effettivo e serio pregiudizio derivante dall'intervento. Quanto alla lamentata lesione dell'ambiente storico-architettonico, il Collegio ha escluso il pregiudizio perché l'art. 37 delle NTO ammette, per il centro rurale e il grado di protezione 3A, interventi di risanamento, ristrutturazione, demolizione e ricostruzione, anche con ampliamento entro i limiti previsti. Quanto al panorama, le sole fotografie non hanno dimostrato la riduzione del cono visuale, della luce o della fruibilità dell'immobile, né l'incremento differenziale del pregiudizio rispetto al manufatto in legno già legittimamente assentito e non impugnato. La visuale non era stata integralmente compromessa: l'edificio era collocato a quota inferiore, non direttamente di fronte all'immobile degli appellati e la visuale restava fruibile dal piano superiore. Inoltre, l'area era già caratterizzata dalla presenza di altri annessi e i fondi erano separati da una strada a uso pubblico. Il panorama è tutelabile solo quando la lesione sia concreta, apprezzabile, seria e comprovata; una mera diminuzione di scorci o una valutazione soggettiva non sono sufficienti. Le ulteriori questioni sulla tardività e sulla legittimità sostanziale dell'intervento sono state assorbite per carenza di interesse a ricorrere. Gli appellati sono stati condannati alle spese, liquidate complessivamente in 10.000 euro, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 70 c.p.a.

    Consente la riunione di ricorsi connessi; gli appelli sono stati riuniti perché riguardavano la medesima sentenza e il medesimo provvedimento.

  • art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a.

    È richiamato in relazione alla carenza di interesse a ricorrere; il giudizio è stato definito respingendo il ricorso di primo grado per difetto di interesse.

  • art. 29 c.p.a.

    È stato dedotto dagli appellanti in relazione alla tardività dell'impugnazione, questione rimasta assorbita.

  • art. 39 c.p.a.

    Richiama l'applicazione dell'art. 100 c.p.c. al processo amministrativo in tema di interesse ad agire.

  • art. 100 c.p.c.

    È richiamato quale fondamento dell'interesse ad agire, la cui concreta sussistenza deve essere verificata anche nel giudizio amministrativo.

  • art. 9 l.r. Veneto n. 14/2009

    La sua applicabilità al caso concreto è stata contestata negli appelli, ma la relativa questione di merito è rimasta assorbita dopo l'accertamento della carenza di interesse dei ricorrenti di primo grado.

  • art. 37 NTO del Piano degli Interventi del Comune di Selva di Progno

    I Centri rurali “Sono zone di particolare interesse ambientale giunte oggi ad un livello di degrado strutturale o funzionale. I centri rurali di antica origine individuati nella allegata analisi potranno essere oggetto di interventi diretti di risanamento, restauro, ristrutturazione o demolizione con ricostruzione, anche per parti, con possibile variazione delle destinazioni d'uso dei rustici esistenti in residenza o attività artigianali-commerciali compatibili con essa, sempre nel rispetto dell'impianto strutturale e formale originario, a seconda del grado di protezione e tipo di intervento individuato per ciascuna di loro”.

    La disciplina urbanistica del centro rurale e del grado di protezione 3A consente interventi edilizi anche significativi, inclusi demolizione e ricostruzione e ampliamenti entro i limiti previsti; pertanto l'intervento non è stato ritenuto lesivo dell'ambiente circostante ai fini dell'interesse a ricorrere.

  • art. 146, comma 9, d.lgs. n. 42/2004

    Il silenzio della Soprintendenza è stato considerato quale assenso tacito ai fini paesaggistici; tale elemento, unitamente al parere favorevole della Commissione locale per il paesaggio, ha escluso la dimostrazione di una lesione paesaggistica concreta.

Massime di principio

  • Nei giudizi di impugnazione di titoli edilizi, la vicinitas può individuare la legittimazione del vicino, ma non dimostra automaticamente l'interesse a ricorrere: quest'ultimo richiede la prova di un pregiudizio specifico, effettivo, serio e causalmente riconducibile all'intervento contestato.
  • La lamentata lesione del panorama può fondare l'interesse a ricorrere soltanto quando la compromissione della visuale sia concreta, apprezzabile e comprovata mediante elementi idonei, non essendo sufficienti la mera allegazione soggettiva, la produzione di fotografie prive di ulteriori riscontri o la semplice riduzione di alcuni scorci.
  • La prova del pregiudizio panoramico deve considerare anche la situazione edilizia preesistente: non è sufficiente dimostrare l'impatto del nuovo intervento, se non viene provato l'incremento differenziale rispetto a un manufatto già legittimamente realizzato e non impugnato.
  • La tutela dell'interesse al panorama deve essere bilanciata con il diritto di proprietà e con lo ius aedificandi del titolare del fondo interessato; il panorama non costituisce un bene tutelabile in via assoluta o ex se.
  • La disciplina urbanistica che tutela un centro rurale di antica origine non implica necessariamente la conservazione integrale dell'assetto esistente: se le norme tecniche consentono interventi di ristrutturazione, demolizione e ricostruzione e ampliamenti, la sola trasformazione edilizia non dimostra un pregiudizio ambientale concreto.
  • La legittimazione e l'interesse a ricorrere sono condizioni dell'azione che il giudice amministrativo deve verificare anche d'ufficio; accertata la carenza di interesse, le ulteriori questioni sulla tardività e sulla legittimità sostanziale del titolo restano assorbite.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziPiani regolatori e variantiLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivoProporzionalità e ragionevolezza

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