Ordinanza n. 1836/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento n. prot. 216, emesso il 24/2/2025 dall’Ambasciata d’Italia in Ungheria, con cui è stato disposto il diniego della richiesta visto di ingresso per residenza elettiva - n. 20240000147, presentata dalla Signora -OMISSIS- il 26/11/2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del visto di ingresso per residenza elettiva adottato dall’Ambasciata d’Italia in Ungheria
Esito
Favorevole al ricorrente (richiedente visto)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego del visto di ingresso per residenza elettiva, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare ha dedotto l’illegittimità del diniego, contestando, secondo quanto ritenuto dal Collegio, la completezza della valutazione delle proprie disponibilità economiche. Ha inoltre rappresentato esigenze familiari rilevanti ai fini del periculum in mora.
La decisione
Il TAR ha accolto l’istanza cautelare ai fini del riesame. Ha ravvisato il fumus boni iuris nella necessità di una più completa valutazione delle disponibilità economiche della ricorrente e il periculum in mora in relazione alle sue esigenze familiari. Ha ordinato all’Amministrazione un motivato riesame della domanda di visto, con le opportune integrazioni istruttorie e previo colloquio con l’interessata. Il giudizio è stato rinviato alla camera di consiglio del 12 maggio 2026; le spese sono state riservate al definitivo.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La disposizione è stata applicata per la decisione sulla domanda cautelare; il Collegio ha ritenuto sussistenti fumus boni iuris e periculum in mora e ha disposto il riesame dell’atto impugnato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- In sede cautelare, la necessità di una più completa valutazione delle disponibilità economiche dell’istante può integrare il fumus boni iuris avverso il diniego di un visto per residenza elettiva, imponendo all’amministrazione un motivato riesame.
- Quando il diniego di un visto incide su esigenze familiari dell’interessato, tali esigenze possono fondare il periculum in mora necessario per la concessione della tutela cautelare.
- Il giudice amministrativo, accolta la domanda cautelare, può disporre non l’automatico rilascio del visto ma il riesame motivato della domanda, subordinandolo alle necessarie integrazioni istruttorie e al colloquio con l’istante.
Come è indicizzato
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