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Risoluzione

Risoluzione n. 173 del 24/04/2008

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La risoluzione chiarisce che il reverse-charge si applica solo se appaltatore e subappaltatore operano effettivamente nel settore edilizio, a prescindere da eventuali variazioni del codice attività; se il regime è stato applicato erroneamente, devono essere emesse note di variazione e si applicano le sanzioni, salvo ravvedimento operoso.

Applicazione del reverse-charge nei subappalti edilizi

Applicazione del reverse-charge nei subappalti edilizi

La risoluzione esamina l’ambito di applicazione dell’inversione contabile ex art. 17, comma 6, DPR n. 633/1972, con riferimento a prestazioni rese nell’ambito di un subappalto per la costruzione di una centrale termoelettrica. Il punto centrale è stabilire se il regime IVA speciale dipenda dal codice attività formalmente attribuito alle parti o dall’attività effettivamente svolta.

Fattispecie esaminata

La società ALFA S.p.A., mandataria di un’associazione temporanea di imprese BETA, svolge attività di costruzione, installazione e manutenzione di impianti per la produzione e distribuzione di energia, oltre a lavori generali di costruzione. L’attività principale è classificata nel codice ATECOFIN 2004 29.11.2, sezione D, mentre dal gennaio 2007 la società ha comunicato anche il codice 45.21.1, sezione F, per l’attività secondaria.

ALFA ha stipulato con KAPPA ENERGIA S.p.A. un contratto per la realizzazione delle opere civili di una nuova centrale termoelettrica. Le società mandanti della BETA operano nel settore edile con codici compresi nella sezione F. Le fatture tra mandanti e mandataria, nonché quelle emesse da ALFA verso KAPPA, sono state emesse con reverse-charge. In seguito, KAPPA ha comunicato di aver acquisito un codice attività non rientrante nella sezione F, sostenendo che la propria attività prevalente fosse di progettazione, costruzione e commercializzazione di impianti industriali.

Quesiti posti dall’istante

La società chiede:

  • se dal 1° gennaio 2007 il reverse-charge sia applicabile alle prestazioni rese da ALFA, quale mandataria di BETA, a favore di KAPPA ENERGIA S.p.A. e delle società mandanti;
  • in caso di risposta negativa, come correggere l’erronea applicazione del reverse-charge, sia per le operazioni entro un anno sia oltre tale termine, e se l’incertezza interpretativa possa escludere le sanzioni.

Soluzione proposta dal contribuente

L’istante sostiene che il reverse-charge sia applicabile perché, secondo la risoluzione n. 154/2007, rilevano le prestazioni riconducibili al comparto edilizio e non solo il codice attività formale dei soggetti. Richiama inoltre la circolare n. 37/2006 e la sentenza della Corte di Cassazione n. 24.064 del 10 novembre 2006 per affermare che la realizzazione di una centrale termoelettrica rientrerebbe nel settore edile.

In via subordinata, ritiene che, se fosse stata applicata l’IVA in modo errato, il subappaltatore debba emettere fattura integrativa o nota di addebito ai sensi dell’art. 21 e seguenti del DPR n. 633/1972. Sostiene inoltre che non vi sarebbero limiti temporali specifici per le variazioni in aumento e che, data l’incertezza interpretativa, non dovrebbero applicarsi sanzioni ai sensi dell’art. 10, comma 3, dello Statuto del contribuente e del D. Lgs. n. 472/1997.

Quadro normativo richiamato dall’Agenzia

L’Agenzia ricorda che l’art. 1, comma 44, lettera a), della legge n. 296/2006 ha esteso il reverse-charge alle prestazioni di servizi rese nel settore dell’edilizia. La circolare n. 37 del 29 dicembre 2006 ha precisato che l’istituto si applica alle prestazioni dipendenti da subappalti e che tali prestazioni devono essere ricondotte alle attività di costruzione della sezione F della tabella ATECOFIN 2004.

La circolare n. 11 del 16 febbraio 2007 ha ulteriormente chiarito che il reverse-charge in edilizia si applica solo se sia appaltatore sia subappaltatore operano nell’ambito di un’attività riconducibile alla sezione F.

Valutazione dell’Agenzia sulle attività svolte

L’Agenzia richiama anche la risoluzione n. 172 del 13 luglio 2007, secondo cui, se la società svolge sostanzialmente un’attività rientrante nella sezione F, alle prestazioni rese si applica comunque l’inversione contabile.

Dalla documentazione esaminata emerge che i contratti tra ALFA e KAPPA hanno per oggetto, in generale, la realizzazione di scavi per opere civili necessarie alla costruzione della centrale termoelettrica. Le imprese della BETA operano nel settore edile e sono classificate nella sezione F.

Quanto a KAPPA, l’Agenzia osserva che la società risulta avere due codici attività, uno nella sezione F e uno nella sezione D. Il fatto che, in corso di esecuzione del contratto, abbia acquisito un nuovo codice attività non è decisivo: occorre verificare l’attività effettivamente svolta. Se tale attività è riconducibile al codice 45.21.1, le prestazioni rese da ALFA devono essere fatturate con reverse-charge; in caso contrario, si applica il regime IVA ordinario.

Regolarizzazione dell’errore e regime sanzionatorio

Se fin dalla stipula del contratto non sussistevano le condizioni per il reverse-charge, il subappaltatore deve emettere note di addebito ai sensi dell’art. 26 del DPR n. 633/1972 e versare la sanzione prevista dall’art. 6, comma 1, del D. Lgs. n. 471/1997, ferma restando la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso ex art. 13 del D. Lgs. n. 472/1997.

L’Agenzia esclude la sussistenza di obiettive condizioni di incertezza normativa, precisando che la comunicazione di un nuovo codice attività da parte dell’appaltatore non modifica di per sé la qualificazione dell’attività svolta e non incide sulle informazioni disponibili al momento della stipula del contratto. Di conseguenza, non viene riconosciuta una causa di non punibilità basata sull’incertezza interpretativa.

Conclusione operativa

La risposta amministrativa afferma in sostanza che il reverse-charge si applica solo se l’attività effettiva di appaltatore e subappaltatore è riconducibile al settore edilizio di cui alla sezione F della tabella ATECOFIN 2004. In caso di errata applicazione del regime, occorre correggere le fatture mediante note di variazione e applicare le sanzioni previste, salvo il ricorso al ravvedimento operoso.

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