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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03949/2026 del 30/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della Corte di appello di Palermo del 10/07/2025 che aveva riconosciuto, in parte, il vincolo della continuazione fra i reati giudicati con due sentenze (25/01/2024 e 28/02/2023) e rideterminato la pena complessiva. Il ricorrente ha censurato la mancata valutazione degli elementi indicativi di una preventiva ideazione unitaria (natura omogenea delle violazioni, vicinanza temporale, riconoscimento della continuazione interna nelle sentenze dedotte, condizione di tossicodipendenza) e ha sostenuto che il disegno criminoso comune fosse costituito dalla necessità di procurarsi denaro per l'acquisto di stupefacenti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta e adeguata la motivazione della Corte territoriale, che aveva valutato lo stato di tossicodipendenza ma non aveva riscontrato elementi ulteriori idonei a dimostrare una preventiva ed unitaria programmazione dei reati per tutte le sentenze dedotte; per due sentenze il vincolo della continuazione è stato riconosciuto, per le altre no, poiché si trattava di episodi estemporanei e non pianificati. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; è stata inoltre disposta, se ricorrenti le condizioni, l'annotazione prevista dall'art. 52, comma 1, del D.Lgs. n. 196/2003.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Nella valutazione della continuazione il giudice deve accertare la sussistenza di una preventiva risoluzione criminosa unitaria; lo stato di tossicodipendenza è un elemento da considerare ma non può sostituire la prova della preventiva ideazione comune. Devono essere valutati indicatori concreti: distanza cronologica tra i fatti, modalità della condotta, sistematicità, omogeneità delle violazioni, causali, tipologia dei reati e bene protetto.

  • legge 21 febbraio 2006, n. 49 (modifica art. 671 c.p.p.)

    La modifica ha introdotto l'obbligo per il giudice di considerare lo stato di tossicodipendenza nella verifica della continuazione, ma non ha ampliato il concetto di continuazione: resta necessaria la preventiva programmazione dei reati.

  • decreto legislativo 20 giugno 2003, n. 196, art. 52, comma 1

    Riferimento normativo per l'annotazione dei dati personali; la Corte dispone l'annotazione prevista dalla norma qualora ricorrano le condizioni.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione al principio secondo cui non erano emersi elementi idonei a ritenere il ricorrente esente da colpa ai fini dell'esonero dal pagamento della somma a titolo di ammenda; giurisprudenza invocata per la determinazione delle spese/ammende.

  • Sezioni Unite, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo) e altra giurisprudenza di legittimità richiamata

    Richiamati i principi giurisprudenziali secondo cui la continuazione richiede prova di una unitaria e preventiva ideazione dei reati, desumibile da indici esteriori significativi (omogeneità, contiguità spazio-temporale, modalità, sistematicità, programmi di vita, ecc.); la sola abitudine a delinquere o la sola condizione di tossicodipendenza non sono sufficienti.

Massime di principio

  • Per riconoscere il reato continuato è necessaria la prova di una preventiva e unitaria ideazione dei reati: elementi di mera occasionalità o abitudine a delinquere non sono sufficienti.
  • Lo stato di tossicodipendenza è un elemento rilevabile e valutabile, ma non presume di per sé la sussistenza di un 'medesimo disegno criminoso'; occorrono ulteriori indicatori concreti (temporalità, modus operandi, omogeneità delle violazioni, nesso causale chiaro).
  • Il giudice dell'esecuzione deve compiere una valutazione motivata e puntuale degli indici esteriori della programmazione criminale; una motivazione logica, congrua e non contraddittoria rende il provvedimento difficilmente annullabile in sede di legittimità.
  • In sede di ricorso per cassazione la critica meramente avversativa o puramente fattuale alla motivazione del giudice è inidonea: occorre dedurre vizi di diritto o illogicità/mancanza di motivazione rilevanti.
  • Chi invoca la continuazione ha l'onere di fornire elementi concreti e specifici (es. pianificazione, ripetitività con modalità simili, chiara finalità comune come procurarsi denaro per stupefacenti) per dimostrare la preventiva programmazione.
  • Se la continuazione è riconosciuta si procede all'aggravamento dell'entità della pena complessiva; se non riconosciuta, le pene restano autonome. Inoltre la parte soccombente può essere condannata alle spese e ad ammende come nel caso esaminato.

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