Parere n. 1114/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario proposto con deposito diretto ex art. 11 d.P.R. n. 1199/1971, dalla Società Augusta s.r.l. contro il Comune di Cesano Boscone, con notifica al Direttore del Settore Urbanistica e Ambiente e responsabile del procedimento: 1.per l’annullamento: - del provvedimento comunale prot. n. 0031131/2023 del 15 dicembre 2023 ricevuto in pari data, con il quale è stata dichiarata l’inefficacia e disposta l’archiviazione della SCIA presentata ai sensi dell’art. 22 d.P.R. n. 380/2001; - nonché di ogni atto ad esso preliminare e conseguente ed in particolare, ove occorrer possa, del provvedimento prot. 00006925/2024 del 13 marzo 2024, “Confermativo” della “validità del precedente provvedimento n. 31131 del 15.10.2023”; 2. per la condanna del Comune di Cesano Boscone al risarcimento dei danni patiti e patiendi.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeImpugnazione del provvedimento comunale che ha dichiarato l’inefficacia e disposto l’archiviazione di una SCIA edilizia, nonché domanda di risarcimento dei danni
Esito
Prevale l’amministrazione
La questione giuridica
La Società Augusta s.r.l. ha impugnato, mediante ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il provvedimento del Comune di Cesano Boscone del 15 dicembre 2023, con cui è stata dichiarata l’inefficacia e disposta l’archiviazione della SCIA presentata ai sensi dell’art. 22 d.P.R. n. 380/2001, nonché il successivo atto confermativo del 13 marzo 2024. La ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 3, 10, 22 e 23-ter d.P.R. n. 380/2001, oltre all’eccesso di potere per difetto di istruttoria, carenza di motivazione e violazione del principio di buona amministrazione, formulando anche una domanda risarcitoria. Nel corso del procedimento il Comune di Cesano Boscone ha proposto opposizione ai sensi dell’art. 10 d.P.R. n. 1199/1971, chiedendo la trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale. La questione esaminata dal Consiglio di Stato ha quindi riguardato gli effetti dell’opposizione rituale e tempestiva dell’amministrazione resistente sulla procedibilità del ricorso straordinario.
Il parere
Il Consiglio di Stato non ha esaminato nel merito le censure relative alla SCIA edilizia né la domanda risarcitoria. Ha accertato che il Comune di Cesano Boscone aveva depositato un atto di opposizione al ricorso straordinario in data 6 giugno 2024 e ha ritenuto tale opposizione rituale e tempestiva. In applicazione dell’art. 10 d.P.R. n. 1199/1971, il ricorso è stato dichiarato improcedibile per trasposizione in sede giurisdizionale. La Sezione ha richiamato il principio secondo cui l’opposizione costituisce lo strumento mediante il quale una parte può adire il giudice precostituito per legge, poiché il ricorso straordinario, quale rimedio alternativo a quello giurisdizionale, presuppone la concorde volontà di tutte le parti al suo utilizzo.
Osservazioni
Opposizione al ricorso straordinario
L’opposizione proposta dal Comune di Cesano Boscone ai sensi dell’art. 10 d.P.R. n. 1199/1971 è stata ritenuta rituale e tempestiva.
Effetto della trasposizione
L’opposizione della parte resistente determina l’improcedibilità del ricorso straordinario per trasposizione in sede giurisdizionale, senza esame dei motivi di merito e della domanda risarcitoria.
Norme richiamate
art. 10 d.P.R. n. 1199/1971
L’opposizione al ricorso straordinario
L’opposizione rituale e tempestiva della parte resistente consente la trasposizione della controversia davanti al giudice amministrativo e comporta l’improcedibilità del ricorso straordinario.
art. 11 d.P.R. n. 1199/1971
deposito diretto del ricorso al Consiglio di Stato
La disposizione è richiamata quale base normativa per il deposito diretto del ricorso straordinario presso il Consiglio di Stato.
art. 48 c.p.a.
atto di costituzione dinanzi al competente T.A.R.
È richiamato in relazione alla costituzione della ricorrente nel giudizio giurisdizionale conseguente alla trasposizione.
art. 22 d.P.R. n. 380/2001
È indicato quale fondamento della SCIA oggetto del provvedimento comunale impugnato, ma la relativa disciplina sostanziale non è stata esaminata per l’improcedibilità del ricorso.
Massime di principio
- L’opposizione rituale e tempestiva proposta dalla parte resistente ai sensi dell’art. 10 d.P.R. n. 1199/1971 determina la trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale e l’improcedibilità del ricorso nella sede straordinaria.
- Il ricorso straordinario, in quanto rimedio alternativo a quello giurisdizionale, presuppone la concorde volontà delle parti di avvalersene; la volontà contraria manifestata mediante opposizione impedisce la prosecuzione del procedimento straordinario.
- Quando il ricorso straordinario diviene improcedibile per trasposizione, il Consiglio di Stato non procede all’esame dei motivi di illegittimità dell’atto impugnato né delle domande accessorie, inclusa la domanda risarcitoria.
Improcedibilità del ricorso straordinario per opposizione dell’amministrazione
Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da una società privata contro il Comune di Cesano Boscone avverso il provvedimento che aveva dichiarato l’inefficacia e disposto l’archiviazione di una SCIA edilizia presentata ai sensi dell’art. 22 d.P.R. n. 380/2001. La ricorrente aveva chiesto anche il risarcimento dei danni.
Oggetto e motivi del ricorso
La ricorrente aveva impugnato il provvedimento comunale del 15 dicembre 2023 e il successivo atto del 13 marzo 2024, qualificato come confermativo. Le censure riguardavano:
- la violazione e l’erronea interpretazione degli artt. 3, 10 e 22 d.P.R. n. 380/2001;
- la violazione e l’erronea interpretazione degli artt. 3 e 23-ter d.P.R. n. 380/2001;
- l’eccesso di potere per difetto di istruttoria, carenza di motivazione e violazione del principio di buona amministrazione.
La domanda comprendeva inoltre il risarcimento dei danni asseritamente derivanti dall’illegittima attività amministrativa.
Opposizione del Comune e trasposizione
Nel corso del procedimento il Comune di Cesano Boscone ha notificato e depositato un atto di opposizione ai sensi dell’art. 10 d.P.R. n. 1199/1971, chiedendo che la controversia fosse trasferita davanti al giudice amministrativo. La ricorrente ha preso atto dell’opposizione e ha chiesto che il ricorso straordinario fosse dichiarato improcedibile, riservandosi di costituirsi dinanzi al T.A.R. Lombardia – Milano ai sensi dell’art. 48 c.p.a.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella relazione istruttoria, si è associato a tale conclusione.
Valutazioni del Consiglio di Stato
La Sezione ha verificato l’effettivo deposito dell’atto di opposizione da parte dell’ente locale e ne ha riconosciuto la ritualità e la tempestività. Ha quindi applicato la disciplina della trasposizione prevista dall’art. 10 d.P.R. n. 1199/1971.
Il Consiglio di Stato ha ribadito che l’opposizione è lo strumento attraverso il quale ciascuna parte può adire il giudice precostituito per legge. Il ricorso straordinario è infatti un rimedio alternativo a quello giurisdizionale e presuppone la concorde volontà di tutte le parti di utilizzare tale sede. Il principio è stato ricondotto anche a Cons. Stato, sez. III, 25 maggio 2019, n. 3396, e Cons. Stato, sez. I, 18 dicembre 2015, n. 3496.
Esito
Il parere è stato reso nel senso che il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per trasposizione. Di conseguenza, la Sezione non ha esaminato nel merito le censure relative alla SCIA, la legittimità dei provvedimenti comunali né la domanda risarcitoria. La controversia può proseguire nella sede giurisdizionale competente, secondo le forme previste dall’art. 48 c.p.a.
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