Cassazione Civile, Ordinanza n. 34661/2021 del 16/11/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (ente della riscossione)
La controversia
L'ente della riscossione ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva dichiarato inammissibile il suo appello. La CTR aveva ritenuto che il difensore dell'ente fosse privo di ius postulandi, assumendo che l'Agenzia non potesse conferire mandato a un avvocato del libero foro. Con l'unico motivo di ricorso, l'Agenzia ha dedotto violazione degli artt. 11, comma 2, 12, comma 1, e 15, comma 2-sexies, d.lgs. n. 546/1992, dell'art. 1, comma 8, d.l. n. 193/2016 conv. in l. n. 225/2016, nonché dell'art. 4-nonies d.l. n. 34/2019 conv. in l. n. 58/2019, sostenendo che il giudice d'appello aveva erroneamente escluso la possibilità di farsi rappresentare da un avvocato del libero foro.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il ricorso. Ha richiamato il principio già affermato dalle Sezioni Unite secondo cui l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può avvalersi, nei casi previsti, dell'Avvocatura dello Stato oppure, negli altri casi e anche quando l'Avvocatura non sia disponibile, di avvocati del libero foro, senza necessità di formalità ulteriori né di una delibera specifica, salvo il diverso caso in cui la controversia rientri tra quelle riservate all'Avvocatura di Stato su base convenzionale e l'ente intenda discostarsene. Ha inoltre valorizzato la norma di interpretazione autentica dell'art. 4-nonies d.l. n. 34/2019. Ne è seguita la cassazione della sentenza impugnata con rinvio alla CTR della Campania, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
Il motivo di ricorso è stato formulato come vizio processuale per violazione di legge processuale, in relazione alla declaratoria di inammissibilità dell'appello.
artt. 11, comma 2, 12, comma 1, e 15, comma 2-sexies, d.lgs. n. 546/1992
Sono richiamati dalla ricorrente per sostenere la legittimazione processuale dell'ente e la correttezza del patrocinio conferito.
art. 1, comma 8, d.l. n. 193/2016 conv. in l. n. 225/2016
"L'ente è autorizzato ad avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato... Lo stesso ente può altresì avvalersi... di avvocati del libero foro..."
La Corte lo interpreta nel senso che la convenzione è la fonte primaria per la difesa dell'ente; il ricorso all'Avvocatura dello Stato o al libero foro dipende dalla disciplina convenzionale e dai casi previsti dalla norma, senza automatica necessità di formalità ulteriori per il libero foro fuori dalle ipotesi riservate.
art. 4-nonies, comma 1, d.l. n. 34/2019 conv. in l. n. 58/2019
"si interpreta nel senso che... si applica esclusivamente nei casi in cui l'Agenzia... intende non avvalersi dell'Avvocatura dello Stato nei giudizi a quest'ultima riservati su base convenzionale; la medesima disposizione non si applica nei casi di indisponibilità della stessa Avvocatura dello Stato ad assumere il patrocinio"
È norma di interpretazione autentica che chiarisce ex tunc l'ambito di applicazione dell'art. 43, comma 4, r.d. n. 1611/1933.
art. 43, comma 4, r.d. n. 1611/1933
La delibera motivata è necessaria solo se l'ente non intende avvalersi dell'Avvocatura dello Stato in controversie a essa riservate su base convenzionale e l'Avvocatura sia disponibile; non serve per il ricorso al libero foro nei casi non riservati o di indisponibilità dell'Avvocatura.
art. 380-bis c.p.c.
Indica il rito camerale non partecipato per la trattazione del ricorso.
Massime di principio
- L'Agenzia delle Entrate-Riscossione può stare in giudizio tramite Avvocatura dello Stato o tramite avvocati del libero foro secondo la disciplina legale e convenzionale, senza necessità di specifica delibera o formalità per il patrocinio del libero foro quando la controversia non sia riservata all'Avvocatura di Stato.
- La validità del mandato difensivo dell'Agenzia va verificata in base alla distinzione tra cause riservate convenzionalmente all'Avvocatura dello Stato e cause non riservate; solo nel primo caso, se l'ente intende discostarsene, può rilevare la disciplina della delibera motivata.
- La costituzione dell'Agenzia a mezzo dell'Avvocatura dello Stato o di un difensore del libero foro implica, di regola, la sussistenza dei relativi presupposti di legge, senza necessità di specifica allegazione o prova, neppure in cassazione.
- È erronea la declaratoria di inammissibilità dell'appello fondata sul solo rilievo che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione si sia avvalsa di un avvocato del libero foro, se ciò avviene in un caso consentito dalla normativa applicabile.
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