Sentenza n. 3196/2026 - Roma, Sezione 3B
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Roma - sezione Lavoro n. 3852/25, pubblicata in data 28/03/2025, notificata in copia attestata conforme ex art. 475 c.p.c. in data 14/04/2025, passata in giudicato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale ordinario di Roma, sezione Lavoro, che aveva accertato il diritto al beneficio economico della Carta elettronica del docente e condannato l'Amministrazione all'accredito degli importi dovuti
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, sezione Lavoro, n. 3852/2025, passata in giudicato. La pronuncia del giudice ordinario aveva accertato il diritto della docente a usufruire del beneficio economico previsto per la Carta elettronica del docente, ai sensi dell'art. 1 della legge n. 107/2015, e aveva disposto il conseguente accredito degli importi relativi agli anni scolastici indicati nella sentenza. La ricorrente ha dedotto l'inadempimento del Ministero. L'Amministrazione, non costituita, non ha fornito chiarimenti né elementi idonei a dimostrare l'avvenuta esecuzione o l'esistenza di sopravvenienze ostative.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza. Ha ritenuto che l'attività richiesta dal giudicato del giudice ordinario non fosse stata eseguita e che non risultassero dagli atti elementi contrari o impedimenti sopravvenuti. In applicazione dell'art. 112, comma 2, c.p.a., ha condannato il Ministero a dare esecuzione al titolo giudiziale entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Ha inoltre nominato, per il caso di ulteriore inadempimento, il Direttore generale del Ministero preposto alla direzione competente quale commissario ad acta, senza facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli un termine di ulteriori 60 giorni decorrente dalla scadenza del termine concesso all'Amministrazione. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 600 euro per spese processuali, oltre accessori di legge, con distrazione.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
l'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato
La disposizione consente di agire in ottemperanza anche per ottenere l'esecuzione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, quando la pubblica amministrazione non abbia adempiuto all'obbligo di conformarsi al contenuto decisorio.
art. 1 legge n. 107/2015
beneficio economico di cui alla Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente
La norma costituisce il fondamento del beneficio economico oggetto del giudicato del giudice ordinario, la cui esecuzione è stata richiesta in sede di ottemperanza.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza può essere proposto davanti al giudice amministrativo per ottenere l'esecuzione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario quando una pubblica amministrazione non si sia conformata, con riferimento al caso deciso, agli obblighi derivanti dal titolo giudiziale.
- A fronte dell'allegazione del privato relativa all'inadempimento dell'amministrazione, la mancata costituzione dell'amministrazione e l'assenza di elementi documentali che dimostrino l'esecuzione del giudicato consentono di accertare l'inottemperanza.
- Accertata l'inottemperanza, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di eseguire il titolo entro un termine determinato e nominare sin d'ora un commissario ad acta per il caso di persistente inerzia, precisandone termine, competenza e modalità di intervento.
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