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Sentenza

Sentenza del 20/09/2016 n. 295 - Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia Giulia

Testo non disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La contribuente ha chiesto la restituzione delle imposte ipotecarie e catastali versate in misura proporzionale anziché fissa per un atto notarile del 3 aprile 2013 avente a oggetto la rinuncia abdicativa al diritto di usufrutto vitalizio su alcuni immobili. L'Agenzia ha sostenuto che la rinuncia dovesse essere collegata alla donazione della nuda proprietà e qualificata, sostanzialmente, come donazione, contestando quindi il rimborso. La controversia riguardava la natura giuridica della rinuncia all'usufrutto e i relativi effetti fiscali.

La decisione

La Commissione Tributaria Provinciale aveva accolto il ricorso della contribuente, ritenendo che l'atto non fosse una donazione. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato integralmente la decisione di primo grado. È stato riconosciuto che la rinuncia abdicativa è un negozio unilaterale non recettizio, diretto esclusivamente alla dismissione del diritto, mentre il consolidamento con la nuda proprietà costituisce un effetto automatico previsto dalla legge e non una liberalità. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese del grado d'appello, liquidate in 1.500 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Articolo 782 del Codice civile

    La forma solenne prevista per la donazione non è necessaria per una rinuncia meramente abdicativa all'usufrutto, poiché tale atto non ha causa liberale né natura di donazione.

  • Articolo 809 del Codice civile

    La rinuncia all'usufrutto, quando è meramente abdicativa e finalizzata alla dismissione del diritto, non è stata ritenuta una liberalità indiretta collegata alla donazione della nuda proprietà.

  • Cassazione civile, Sezione II, 10 gennaio 2013, n. 482

    La rinuncia meramente abdicativa è un negozio unilaterale che ha come causa la dismissione del diritto e, tenuto conto che il consolidamento con la nuda proprietà è un effetto ex lege, la stessa non può essere considerata come donazione.

    Il consolidamento dell'usufrutto con la nuda proprietà deriva direttamente dalla legge e non trasforma la rinuncia in una donazione, purché l'atto sia effettivamente privo di intento liberale.

Massime di principio

  • La rinuncia abdicativa a un diritto reale è normalmente un negozio unilaterale e non recettizio: non richiede l'accettazione del nudo proprietario né la comunicazione a terzi.
  • Quando la rinuncia è diretta esclusivamente alla dismissione del diritto e non contiene un intento di liberalità, non deve essere qualificata come donazione.
  • Il fatto che la rinuncia produca indirettamente un vantaggio per il nudo proprietario non basta, da solo, a trasformarla in una donazione: il consolidamento della proprietà è un effetto legale automatico.
  • Ai fini fiscali, la qualificazione dell'atto dipende dalla sua causa concreta e dalla presenza o meno di un intento liberale, non soltanto dagli effetti patrimoniali favorevoli prodotti nei confronti di altri soggetti.
  • La soluzione può essere diversa se l'atto dissimula una liberalità, è inserito in un'operazione negoziale complessa o evidenzia uno specifico intento di arricchire gratuitamente il nudo proprietario.

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