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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03214/2026 del 26/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso straordinario contestava un errore di percezione/omissione nella precedente decisione di questa Corte: in particolare si lamentava che la Corte di cassazione non aveva valutato o aveva travisato il contrasto decisivo tra le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (soprattutto il racconto di Massimo Molino, che escludeva il coinvolgimento di Giovanni Cortese) e le propalazioni convergenti, ma limitate, di Antonio Accurso e Salvatore Tamburino. La difesa sosteneva che la mancata disamina di tale contrasto e la possibile svista nella lettura degli atti (anche rispetto alle dichiarazioni di Pietro Esposito e alla sentenza irrevocabile contro Ugo De Lucia) avevano viziato il processo formativo della volontà della Corte di cassazione, determinando un errore di fatto rilevabile ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p.; pertanto chiedeva la caducazione della decisione e la celebrazione di un nuovo giudizio di cassazione.

La decisione

La Corte ha accolto la prospettazione di vizio nella portata rescindente: ha ritenuto che vi fosse un'omessa o insufficiente disamina del contrasto tra i racconti dei collaboratori (in particolare il conflitto tra Molino e Accurso/Tamburino) tale da configurare un 'errore percettivo' rilevante ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. Perciò la Corte ha revocato la sentenza n. 1939/2025 emessa dalla Prima Sezione in data 11/12/2024 nei confronti di Giovanni Cortese e ha fissato la trattazione del ricorso originario in pubblica udienza per la rinnovata valutazione; non c'è stata una pronuncia di merito sulla colpevolezza o innocenza, ma l'apertura della fase rescissoria e l'ordine di riesame.

Norme richiamate

  • Codice penale

    artt. 81, secondo comma; 110; 575; 577, primo comma, n. 3; 416-bis.1

    Norme indicate per definire i reati e le aggravanti contestate (omicidio aggravato, concorso, partecipazione a organizzazione di tipo mafioso).

  • Codice di procedura penale

    La norma sul rimedio straordinario per errore di fatto/omissione: consente la rescissione quando vi è un errore di percezione (svista o omessa valutazione) di un motivo decisivo; la Corte ha applicato la disciplina che prevede anche la possibilità di procedere in modalità bifasica (immediata caducazione e, se occorre, pubblica udienza per il riesame).

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. e)

    Richiamato come parametro di controllo del vizio di motivazione nelle impugnazioni: la Corte ha richiamato i limiti della censura in cassazione e il principio secondo cui la valutazione frazionata delle dichiarazioni dei collaboratori è ammissibile quando correttamente argomentata.

  • Codice di procedura penale

    Norma richiamata con riferimento alle forme della celebrazione del nuovo giudizio (modalità di rinnovazione del procedimento ove necessario).

Massime di principio

  • Il rimedio ex art. 625-bis c.p.p. tutela contro errori 'percettivi' della Corte (svista od omissione nella valutazione di un motivo decisivo): per avere successo occorre dimostrare che l'omissione o l'errore riguardi un elemento potenzialmente decisivo per l'esito del ricorso.
  • Quando più collaboratori rendono versioni parzialmente conflittuali, il giudice di merito può 'frazionare' la valutazione e ritenere attendibili solo alcune parti delle loro dichiarazioni, purché tali parti siano corroborate da riscontri estrinseci; la cassazione controlla la correttezza logico-giuridica di tale operazione, non ogni apprezzamento di merito.
  • Se la corte di legittimità ha omesso di esaminare una doglianza rilevante che poteva influire sulla decisione, la procedura corretta prevede la revoca della precedente pronuncia e, se necessario, la celebrazione di una nuova udienza pubblica per il riesame: non sempre la correzione porta ad annullamento con rinvio ai giudici di merito, ma può determinare il riesame in Cassazione stessa.
  • Per difendersi efficacemente in casi basati su dichiarazioni di collaboratori, la strategia utile è evidenziare incompatibilità essenziali tra i racconti o la mancanza di riscontri forti rispetto a dichiarazioni di coimputati 'deboli'; la mancanza di riscontri solidi può rendere vulnerabile una condanna fondata sulla convergenza di testimonianze fragili.
  • La prova dell'errore di fatto ai fini della rescissione richiede chiarezza: omissioni manifeste, contraddizioni decisive o la presenza di un fatto la cui non esistenza o esistenza sia 'ictu oculi' dimostrabile possono giustificare l'intervento correttivo della Corte.

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