Ordinanza n. 256/2026 - Firenze, Sezione 3
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, per l'annullamento della Determinazione n. 196 del 31/03/2026, emessa dal Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Pienza, notificata ai ricorrenti in data 02/04/2026, avente ad oggetto “Accertamento inottemperanza ordinanza di demolizione n. 35 del 23 giugno 2023 – Acquisizione gratuita al patrimonio comunale ai sensi dell’art. 31 del D.P.R. 380/2001 e dell’art. 196 della L.R. Toscana 65/2014”, con cui si accerta l’inottemperanza alla predetta ordinanza e si dispone l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’opera abusiva denominata “Edificio B” e della relativa area di sedime, sita in Comune di Pienza e censita al Foglio 55, Particella 566, sub. 1; nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi compreso, per quanto occorrer possa, il verbale di accertamento di inottemperanza redatto dalla Polizia Locale di Pienza in data 02/02/2026, richiamato nel provvedimento impugnato. e per la conseguente declaratoria di illegittimità dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale del bene immobile di cui sopra.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Determinazione di accertamento dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione e di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’opera abusiva denominata “Edificio B” e della relativa area di sedime
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, la determinazione comunale con cui è stata accertata l’inottemperanza all’ordinanza di demolizione e disposta, ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001 e dell’art. 196 l.r. Toscana 65/2014, l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’opera abusiva e dell’area di sedime. È stato altresì contestato il verbale di accertamento dell’inottemperanza redatto dalla Polizia Locale. Il testo dell’ordinanza non espone analiticamente i singoli motivi di ricorso, ma dà atto che il Comune ha sostenuto l’assenza di una completa ed inequivocabile estraneità dei ricorrenti alla realizzazione dell’opera abusiva.
La decisione
In sede cautelare, il TAR ha respinto la domanda di sospensione dell’efficacia della determinazione impugnata. Dopo un sommario esame proprio della fase cautelare, il Collegio ha ritenuto che il ricorso non fosse assistito da fumus boni iuris, in particolare perché non risultava in modo inequivocabile la completa estraneità dei ricorrenti al compimento dell’opera abusiva. L’ordinanza non definisce il merito della controversia e non formula una decisione definitiva sulla legittimità dell’acquisizione. I ricorrenti sono stati condannati alle spese della fase cautelare, liquidate in complessivi euro 1.500.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
Richiamato quale base normativa dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all’accertata inottemperanza all’ordinanza di demolizione.
art. 196 l.r. Toscana 65/2014
Richiamato insieme all’art. 31 d.P.R. 380/2001 quale fondamento dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale.
art. 55 c.p.a.
Richiamato per la domanda di tutela cautelare; il TAR ha negato la sospensione per carenza di fumus boni iuris.
Massime di principio
- In sede cautelare, la sospensione di un provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione può essere negata quando non risulti, almeno con il necessario grado di evidenza sommaria, la completa estraneità del ricorrente alla realizzazione dell’opera abusiva.
- La valutazione cautelare sul fumus boni iuris è effettuata sulla base di un esame sommario e non anticipa la decisione definitiva sulla legittimità dell’acquisizione al patrimonio comunale.
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