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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38802/2022 del 13/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Milano che aveva confermato il sequestro preventivo di complessivi euro 480.000 rinvenuti su un autobus della società albanese Alba Tour Bus. Il ricorrente contestava la qualificazione del reato presupposto, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione nella mancata individuazione della fattispecie di ricettazione o, in subordine, dell'art. 131-ter T.U.B. (abusiva attività di prestazione di servizi a pagamento), sostenendo l'assenza della prova di un'attività strutturata e di una clientela indeterminata.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse concreto ed attuale del ricorrente: non essendo egli proprietario del denaro sequestrato (che il ricorrente stesso indicava come proprietà del legale rappresentante della Alba Bus Tour), non poteva conseguire la restituzione della somma e dunque non aveva interesse ad impugnare il provvedimento cautelare. La Corte ha richiamato il principio giurisprudenziale secondo cui l'indagato non titolare del bene può proporre gravame solo se vanta un interesse concreto ed attuale corrispondente all'effetto del dissequestro. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    Fattispecie penalmente contestata in sede investigativa (ricettazione); la Corte non ha comunque esaminato il merito della qualificazione del reato per avere dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse.

  • art. 131-ter T.U.B.

    Richiamato dal ricorrente come possibile reato presupposto (abusiva attività di prestazione di servizi a pagamento). La Corte osserva che, anche se prospettato, la presunta mancanza di prova di attività strutturata e di clientela indeterminata non è stata valutata nel merito a causa dell'inammissibilità del ricorso.

  • art. 322 c.p.p.

    Norma che disciplina il riesame del titolo cautelare: la Corte ricorda che l'indagato non titolare del bene è astrattamente legittimato a proporre riesame, ma solo se vanta un interesse concreto ed attuale all'impugnazione finalizzato alla restituzione del bene.

  • Giurisprudenza citata

    Sez. 3, n. 16352 del 11/01/2021; Sez. 5, n. 52060 del 30/10/2019

    Precedenti che consolidano il principio secondo cui il non proprietario del bene sequestrato può impugnare il provvedimento cautelare solo se dimostra un interesse concreto ed attuale correlato all'effetto del dissequestro; tali precedenti sono stati richiamati per dichiarare l'inammissibilità.

Massime di principio

  • Chi non è proprietario del bene sequestrato può proporre riesame del sequestro solo se dimostra un interesse concreto ed attuale, normalmente identificabile nella possibilità di ottenere la restituzione del bene.
  • Il difetto di interesse è motivo di inammissibilità dell'impugnazione: il giudice può dichiarare il ricorso inammissibile senza entrare nel merito della qualificazione del reato presupposto.
  • Per impugnare un sequestro preventivo è cruciale l'accertamento della titolarità del bene; l'onere di dimostrare un interesse giuridicamente rilevante grava sul ricorrente non proprietario.
  • Le questioni di merito sulla qualificazione del reato (es. ricettazione vs art. 131-ter T.U.B.) possono rimanere inesaminate se l'impugnazione è inammissibile per ragioni procedurali.
  • In caso di ricorso manifestamente privo di interesse concreto, il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie (Cassa delle Ammende).

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