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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 835/2025 del 09/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva respinto la richiesta di revoca dell'ingiunzione a demolire: con il primo motivo denunciava che il dispositivo della sentenza definitiva (n.1624/2005) prevedeva la demolizione delle sole "opere esterne" mentre l'ingiunzione e il giudice dell'esecuzione avevano disposto la demolizione dell'intero manufatto ritenendo il riferimento alle sole opere esterne un "refuso" (presunta errata applicazione dell'art.130 c.p.p.). Con il secondo motivo deduceva vizio di motivazione perché il giudice dell'esecuzione non avrebbe valutato la domanda difensiva concernente l'avvenuto ripristino mediante demolizione delle sole opere esterne e si sarebbe limitato a motivare sul rigetto del condono e sull'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di legittimazione/assenza di interesse concreto e attuale della ricorrente: il Comune di Boscoreale aveva comunicato l'inefficacia della SCIA, il rigetto dell'istanza di condono e l'acquisizione delle opere e dell'area al patrimonio comunale, per cui la ricorrente non era più proprietaria né titolare di un diritto reale sull'immobile e non poteva ottenere un beneficio pratico dall'annullamento dell'ordinanza. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui l'acquisizione dell'opera al patrimonio comunale fa venir meno l'interesse del precedente proprietario a impugnare l'ordine di demolizione. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la ricorrente è stata condannata alle spese del procedimento ai sensi dell'art.616 c.p.p. e a versare, in via equitativa, euro 3.000 alla Cassa delle ammende ex art.1, comma 64, L. n.103/2017.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, cod. proc. pen.

    norma richiamata in relazione ai motivi di ricorso per cassazione (error in procedendo e vizio di motivazione); la Corte valuta l'ammissibilità dei motivi secondo tali lettere

  • art. 130 cod. proc. pen.

    richiamata dalla ricorrente per contestare la correzione del dispositivo sentenziale come "refuso"; la Corte non affronta nel merito l'interpretazione del dispositivo perché dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse

  • art. 31, comma 9, d.P.R. n. 380/2001

    norma richiamata quale fondamento dell'ordine di demolizione dell'opera abusiva emesso in sede di giudizio di cognizione

  • legge n. 47/1985

    norma sul condono edilizio: la Corte prende atto del rigetto dell'istanza di condono come evento rilevante ai fini dell'acquisizione al patrimonio comunale e della perdita dell'interesse del condannato

  • art. 616 cod. proc. pen.

    norma che prevede l'onere delle spese per il ricorrente in caso di inammissibilità; applicata per condannare la ricorrente alle spese del procedimento

  • art. 1, comma 64, L. n. 103/2017

    consente di aumentare oltre il massimo la sanzione prevista dall'art.616 c.p.p.: applicata dalla Corte per disporre il versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

  • giurisprudenza della Corte di legittimità richiamata

    es. Sez. 3 n. 20027/2024, Sez. 3 n. 35203/2019, Sez. 3 n. 45432/2016

    principio consolidato: l'acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale fa cessare l'interesse del precedente proprietario all'impugnazione della revoca o sospensione dell'ordine di demolizione, salvo specifica deduzione di interesse concreto (es. volontà e titolo a eseguire spontaneamente la demolizione)

Massime di principio

  • Se il bene oggetto dell'ordine di demolizione è stato acquisito al patrimonio comunale (per mancato ripristino o per rigetto del condono), il precedente proprietario perde generalmente l'interesse concreto e attuale a impugnare la decisione di demolizione e il ricorso è inammissibile salvo specifica e convincente deduzione di un vantaggio effettivo derivante dall'annullamento.
  • Per conservare l'ammissibilità dell'impugnazione dopo l'acquisizione comunale, il ricorrente deve dedurre in modo preciso quale beneficio pratico ed effettivo otterrebbe dall'annullamento (p.es. titolo e progetto per esecuzione volontaria della demolizione entro termini utili, o altra situazione che produca un vantaggio concreto).
  • Le discordanze tra parte motiva e dispositivo di una sentenza (presunti "refusi") possono essere oggetto di censura, ma tale censura perde rilevanza se il ricorrente non ha più interesse sostanziale al risultato processuale (es. perdita della proprietà). È quindi essenziale agire tempestivamente prima di eventi amministrativi (acquisizione) che estinguono l'interesse.
  • Il giudice dell'esecuzione può interpretare e applicare la sentenza di cognizione alla luce dell'imputazione e della fase esecutiva; tuttavia le questioni interpretative sul contenuto dell'ordine demolitorio vanno tempestivamente dedotte dal condannato prima che intervenienti fattori amministrativi determinino l'irrilevanza della controversia.
  • In caso di inammissibilità del ricorso per carenza di interesse il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese e, nelle ipotesi previste, a sanzioni aumentate in favore della Cassa delle ammende; perciò è opportuno valutare preliminarmente la sussistenza dell'interesse concreto prima di proporre impugnazioni in Cassazione.

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