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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13008/2024 del 28/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, per € 3.680.888,63, in relazione a ipotesi di autoriciclaggio e truffa ai danni dello Stato connesse all'uso fraudolento di crediti d'imposta (art. 121 DL 34/2020 conv. L.77/2020). Il ricorrente ha censurato: tardiva trasmissione degli atti al riesame (art. 309 c.10 c.p.p.); incompetenza territoriale del Tribunale di Roma (da devolvere a Locri o Verona o, comunque, remissione alla Cassazione); vizio di motivazione su fumus e periculum (mancanza di onere di verifica del commercialista, assenza di prova della consapevolezza della falsità delle comunicazioni all'Agenzia delle Entrate, insufficiente rapporto causale tra somme sequestrate e reato); errata valutazione del quantum confiscabile; richiesta di dissequestro di conti intestati a terzi (madre e moglie).

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha quindi rigettato le censure. Ha ritenuto che le censure riproponessero questioni già oggetto di merito innanzi al giudice del riesame e non fossero ammessi nuovi approfondimenti di merito in sede di legittimità. In particolare: il rilievo sulla tardiva trasmissione degli atti non poteva essere sollevato in Cassazione perché non tempestivamente dedotto davanti al tribunale del riesame; il termine di cinque giorni previsto dall'art. 309 c.p.p. non ha efficacia perentoria nella specie in presenza del diverso regime dell'art. 324 c.p.p.; la competenza territoriale era stata correttamente individuata in Roma con riferimento al luogo in cui il cessionario (Poste Italiane, sede di Roma) aveva accettato la cessione, momento in cui si sarebbe perfezionato il reato di riciclaggio; vi era motivazione sufficiente sul fumus e sul periculum (controlli e riscontri investigativi, ingenti somme percepite, ruolo del Vartolo anche come cessionario in alcuni casi, assenza di documentazione giustificativa dei lavori); il sequestro in funzione di confisca per equivalente poteva colpire l'intero importo anche a carico di un solo concorrente, essendo applicabile il principio solidaristico; non sussisteva interesse personale concreto del ricorrente rispetto ai conti intestati a terzi. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria di € 3.000,00 a favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020 conv. in l. n.176 del 2020

    Richiamata solo la forma procedurale di cui al richiamo normativo relativo alla trattazione del ricorso.

  • art. 309, commi 5 e 10, cod. proc. pen.

    La Corte ha precisato che la deduzione della tardiva trasmissione di atti favorevoli è inammissibile in Cassazione se non tempestivamente eccepita davanti al tribunale del riesame; inoltre il termine per la trasmissione previsto in tale norma non ha efficacia perentoria nel contesto del riesame del sequestro quando interviene il diverso regime di cui all'art. 324 c.p.p.

  • art. 27 cod. proc. pen.

    Rilevata la regola sulla dichiarazione di incompetenza per territorio e sul suo esercizio; la determinazione della competenza si effettua con riferimento alla contestazione formulata dal pubblico ministero.

  • artt. 24 e 24-bis cod. proc. pen.

    Richiamate come regole sulla devoluzione delle questioni di competenza e sull'eventuale rinvio pregiudiziale alla Corte di Cassazione; la Corte ha ritenuto che non fosse necessario il rinvio perché la questione di competenza era stata risolta correttamente.

  • art. 316-ter cod. pen.

    Articolo relativo all'autoriciclaggio: la Corte ha ritenuto che dagli elementi raccolti emergesse fumus per la partecipazione del professionista alla condotta di autoriciclaggio, tenendo conto anche del ruolo nell'inoltro telematico delle comunicazioni e dei flussi finanziari successivi.

  • art. 3 d.P.R. 322/1998

    La Corte ha richiamato il dovere di controllo previsto per il professionista nelle comunicazioni all'Agenzia delle Entrate, utilizzato per motivare la fondatezza delle imputazioni nei confronti del commercialista.

  • art. 324, comma 3, cod. proc. pen.

    Uso della disposizione per affermare la natura non perentoria dei termini di trasmissione nel riesame del sequestro e la decorrenza del termine decisionale dal momento in cui il tribunale ritiene completa l'acquisizione degli atti.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Disposizione sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca: la Corte ha ricordato l'obbligo di motivazione concisa anche sul periculum in mora, come richiesto dalla giurisprudenza di legittimità.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sulla confisca che giustifica la finalità del sequestro preventivo; la Corte ha richiamato il carattere sanzionatorio della confisca per equivalente.

  • art. 322-ter cod. pen.

    Richiamata in relazione al sequestro preventivo funzionale alla confisca: conforme all'orientamento secondo cui il vincolo può essere disposto nei confronti di uno dei concorrenti per l'intero importo del prezzo o profitto del reato.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese del procedimento e alla sanzione pecuniaria a carico del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso.

  • legge n.47 del 2015

    Riferita nella parte in cui ha novellato l'art. 324 c.p.p.; citata per spiegare la disciplina dei termini nel riesame dei sequestri.

  • art. 121 d.l. n.34/2020 conv. L.77/2020

    Normativa relativa ai benefici economici per interventi di recupero edilizio (ecobonus/superbonus/cessione del credito) al centro delle indagini; contestata l'utilizzazione fraudolenta di tali crediti.

Massime di principio

  • In Cassazione contro ordinanze di sequestro preventivo non è ammessa la rilevazione di elementi processuali favorevoli se tali elementi non sono stati tempestivamente dedotti davanti al tribunale del riesame: le questioni procedurali devono essere sollevate nel primo grado utile.
  • Il termine per la trasmissione degli atti previsto dall'art. 309 c.p.p. non produce automaticamente l'inefficacia della misura nel processo di riesame del sequestro quando opera il diverso regime previsto dall'art. 324 c.p.p.; la completezza dell'acquisizione degli atti determina il decorso del termine decisionale.
  • La competenza territoriale si determina principalmente sulla base della contestazione del pubblico ministero; il luogo in cui si perfeziona l'elemento più grave del reato (es. accettazione della cessione da parte del cessionario) può assorbire rilevanza ai fini della competenza.
  • Per disporre il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente è richiesto che emergano fumus di responsabilità e periculum in mora; la motivazione deve spiegare la probabilità di volatilizzazione o dispersione del profitto illecito e il nesso causale con il reato.
  • Nelle fattispecie di concorso di persone il vincolo cautelare può essere disposto anche a carico di un solo concorrente per l'intero importo del prezzo o profitto, salvo differenziazioni che costituiscono rapporti interni tra concorrenti e non incidono sulla rilevanza penale.
  • Il ruolo del professionista che trasmette comunicazioni telematiche all'amministrazione fiscale può integrare un onere di controllo (anche ai sensi del DPR 322/1998); la mancanza di documentazione giustificativa e i flussi finanziari anomali possono costituire indici di consapevolezza illecita.
  • Per ottenere il dissequestro di somme intestate a terzi è necessario dimostrare un interesse personale, concreto e attuale alla restituzione; la semplice riconducibilità formale non è sufficiente.

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