Cassazione Penale, Sentenza n. 25574/2023 del 14/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per mancata applicazione della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. per tenuità del fatto. Il ricorrente contestava che la cessione di gr. 3,5 di hashish (bassa percentuale di principio attivo, 4,23%) a David Bolognini, a tarda serata e al prezzo di €30, da parte di persona incensurata e regolare sul territorio, fosse di modesta offensività e pertanto riconducibile alla tenuità. Denuncia inoltre vizio di motivazione perché i giudici avrebbero dato rilievo al luogo (Fortezza da Basso, ritenuta "zona di spaccio") e all'orario, e avrebbero penalizzato l'esercizio del diritto di difesa criticando la condotta processuale dell'imputato.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso, ritenendo i motivi infondati. Ha confermato che la valutazione sulla tenuità del fatto richiede un'analisi globale delle peculiarità concrete (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno/pericolo) e ha ritenuto adeguata e non contraddittoria la motivazione della Corte territoriale, che ha considerato rilevante l'offerta attiva della sostanza, il luogo noto per attività di spaccio e la condotta processuale dell'imputato (compresa l'accusa di calunnia). Conseguentemente il ricorso è rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
Norma che incrimina la detenzione e la cessione di sostanze stupefacenti; applicata per la configurazione del reato contestato (detenzione a fini di spaccio e cessione).
art. 131-bis cod. pen.
Causa di non punibilità per tenuità del fatto; richiede una valutazione complessiva e non automatica della modesta offensività. Nel caso concreto la richiesta di applicazione è stata ritenuta non prospettabile alla luce delle modalità della condotta e del contesto.
art. 133, primo comma, cod. pen.
Criteri da considerare (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo) nella valutazione della tenuità e nella determinazione della pena; richiamato quale parametro di valutazione per l'art. 131-bis.
Sentenza Sez. U., n. 13681 del 25/02/2016 (Tushaj)
Giurisprudenza di legittimità che stabilisce la necessità di una valutazione equilibrata e complessiva della fattispecie per la tenuità; richiamata per ribadire che non esiste un'offesa tenue in astratto ma solo nella concreta manifestazione del reato.
Massime di principio
- La tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. si valuta con riferimento all'insieme delle circostanze concrete: modalità della condotta, grado di colpevolezza e entità del danno/pericolo (art. 133 c.p.).
- Quantitativi esigui di sostanza e bassa purezza non garantiscono automaticamente il riconoscimento della causa di non punibilità se la condotta denota finalità di spaccio (offerta attiva, cessione a terzi, luogo noto per spaccio).
- Luogo e orario della condotta possono incidere sulla valutazione della tenuità: la cessione in una "zona di spaccio" o in condizioni che aumentano il pericolo sociale può escludere la tenuità.
- L'esercizio del diritto di difesa è legittimo, ma il comportamento processuale del difensore o dell'imputato (es. accuse di calunnia, strategie difensive aggressive) può essere tenuto in conto dal giudice nella valutazione complessiva della fattispecie.
- La valutazione sulla tenuità è rimessa al giudice di merito; la Corte di legittimità interviene solo per vizi motivazionali evidenti, contraddittorietà o illogicità manifesta.
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