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Sentenza

Sentenza n. 4439/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza della sentenza n. 380/2024 del Tribunale di Como - Sezione Lavoro depositata il 19 giugno 2024.

Giustizia amministrativa202602199

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Inadempimento del Ministero all’obbligo, derivante dalla sentenza n. 380/2024 del Tribunale di Como - Sezione Lavoro, di riconoscere la carta del docente per complessivi 2.000 euro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Como - Sezione Lavoro, depositata il 19 giugno 2024 e notificata al Ministero il 7 marzo 2025, che aveva condannato l’Amministrazione a riconoscerle la carta del docente nella misura di 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, per un totale di 2.000 euro. Deduceva che il Ministero non aveva adempiuto al giudicato. La sentenza era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria; il Ministero si è costituito con atto di mera forma.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, essendo trascorsi dalla notifica della sentenza i 120 giorni previsti dall’art. 14 del d.l. 669/1996. Nel merito lo ha accolto: la documentazione comprovava la spettanza degli importi riconosciuti dal giudicato e il Ministero non aveva dedotto di aver adempiuto. Ha dichiarato l’inottemperanza e ordinato al Ministero di accreditare entro 90 giorni dalla notifica della sentenza gli importi dovuti, detratti eventuali pagamenti medio tempore effettuati. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, attivabile su istanza della creditrice dopo la scadenza del termine assegnato al Ministero; il commissario dovrà provvedere entro i successivi 60 giorni e non avrà diritto a compenso. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 800 euro oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 669/1996

    Il ricorso è procedibile in quanto è decorso, dopo la notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del decreto legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n. 30.

    Per agire in ottemperanza contro l’amministrazione per l’esecuzione della sentenza occorre che sia decorso, dalla sua notificazione, il termine di 120 giorni previsto dalla disposizione.

  • art. 114 c.p.a.

    Il ricorso per ottemperanza va dunque accolto.

    Nel giudizio di ottemperanza, accertato il mancato adempimento del giudicato, il giudice può dichiarare l’inottemperanza e ordinare all’amministrazione di eseguire la decisione, predisponendo anche la nomina di un commissario ad acta per l’eventuale ulteriore inerzia.

Massime di principio

  • Decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza previsto dall’art. 14 del d.l. 669/1996, è procedibile l’azione di ottemperanza diretta a ottenere l’esecuzione di un giudicato nei confronti dell’amministrazione.
  • Il giudice accoglie la domanda di ottemperanza quando la documentazione dimostra la spettanza delle somme riconosciute dal giudicato e l’amministrazione non deduce di avervi dato esecuzione; può assegnare un termine per l’adempimento e nominare un commissario ad acta per il caso di perdurante inerzia.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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