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Ordinanza

Ordinanza n. 41/2026 - Bologna, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, a) della determinazione di ER.GO Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori, n. -OMISSIS- del 29.08.2025, avente ad oggetto: “Revoca borsa di studio a.a. 2020/2021-2021/2022-2022/2023 e 2023/2024 e recupero rimborso canone di locazione 2021 a -OMISSIS- cod. studente -OMISSIS- della sede di Bologna a seguito del processo verbale di constatazione della GDF di -OMISSIS-”. b) nonché della presupposta nota prot. n. -OMISSIS- dell'01/09/2025 della Responsabile E.Q. Controlli condizioni Economiche e studenti internazionali di Bologna e Romagna con cui è stata comunicata l'adozione del provvedimento di cui al punto a) come integrata dalla successiva nota prot. n. -OMISSIS- del 26/09/2025 inoltrata con avviso di ricevimento e di ogni altro atto, oltre quelli specificati, ancorché non conosciuto, preordinato, connesso e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202501739

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca delle borse di studio relative agli anni accademici 2020/2021-2023/2024 e recupero del rimborso del canone di locazione 2021

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Lo studente ha impugnato la determinazione con cui ER.GO, sulla base di un processo verbale di constatazione della Guardia di finanza, ha revocato le borse di studio riconosciute per più anni accademici e disposto il recupero del rimborso del canone di locazione relativo al 2021. Sono stati impugnati anche la nota di comunicazione del provvedimento, la successiva integrazione e gli atti presupposti, con domanda cautelare di sospensione. Il testo dell'ordinanza non espone i motivi specifici di illegittimità dedotti nel ricorso né il contenuto dell'originaria ordinanza cautelare.

La decisione

Il TAR, rilevato che ER.GO non aveva dato seguito a un ordine già impartito con una precedente ordinanza cautelare del 2025, ha reiterato tale statuizione e ha ordinato all'Amministrazione di adottare un provvedimento espresso entro il 6 marzo 2026. La causa è stata rinviata alla camera di consiglio dell'11 marzo 2026, per verificare l'adempimento e valutare, in caso di persistente inottemperanza, la definizione con sentenza in forma semplificata oppure, su specifica istanza della parte ricorrente, l'adozione di un provvedimento di ottemperanza della statuizione cautelare. Non è stata definita la domanda di annullamento nel merito e non sono state disciplinate le spese.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della tutela cautelare nel giudizio amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione non esegue un ordine chiaramente impartito dal giudice amministrativo in sede cautelare, il giudice può reiterare l'ordine, fissando un termine per l'adozione di un provvedimento espresso e rinviando la causa per verificare l'adempimento.
  • Il principio di effettività della tutela giurisdizionale giustifica l'adozione di misure dirette a rendere concretamente eseguibile una precedente statuizione cautelare, anche mediante la successiva valutazione dell'ottemperanza su istanza di parte.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOttemperanza e commissario ad acta

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