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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 721/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che ha rigettato l'istanza di riesame della custodia cautelare applicata per il reato di partecipazione ad associazione mafiosa. Denuncia violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla partecipazione all'associazione, sostenendo che l'ordinanza non avrebbe specificato il contributo causale fornito dall'indagato: le intercettazioni proverebbero solo contatti personali con il capo Obaseki, non riscontrati da altri elementi, e non risulterebbe il coinvolgimento nei delitti-fine dell'associazione.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata abbia fornito motivazione completa e coerente della sussistenza di gravi indizi di partecipazione all'associazione di tipo mafioso denominata "Black Axe" (radicata in Nigeria e presente in Italia). La partecipazione è stata valutata sulla base di: identificazione dell'indagato, numero e frequenza dei contatti con il capo Obaseki, contenuto delle conversazioni (condivisione di rituali del clan e conoscenza di altri esponenti), dichiarazione di affiliazione rituale in Nigeria nel 2006, rimesse di denaro e richiesta di solidarietà dopo una lunga detenzione. La Corte ha richiamato giurisprudenza consolidata secondo cui la partecipazione mafiosa può emergere da indizi gravi, precisi e convergenti anche in assenza della prova di reati-fine. Il ricorso è stato quindi respinto come inammissibile perché mirava a una rivalutazione del merito e non ha dimostrato travisamento della prova; le doglianze sulle esigenze cautelari sono state enunciate senza argomentazione. Condanna alle spese processuali e al versamento di Euro 3000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La norma è stata applicata per qualificare il sodalizio "Black Axe" come associazione di tipo mafioso; la Corte ha ritenuto che i caratteri tipici dell'art. 416-bis (vincolo associativo con capacità intimidatrice, omertà, regole rituali, sanzioni, finalità delittuose) emergano dagli elementi indiziari raccolti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in seguito alla declaratoria di inammissibilità.

  • art. 94 cod. proc. pen., comma

    Indicata nella parte finale per gli adempimenti di cancelleria disposti dalla Corte al termine della decisione (adempimenti formali conseguenti alla pronuncia).

Massime di principio

  • La partecipazione ad associazione mafiosa ex art. 416-bis può essere desunta da un insieme convergente di indizi (contatti frequenti con i vertici, affiliazione rituale, rimesse di denaro, dichiarazioni di altri affiliati, comportamento di disponibilità verso l'organizzazione) anche in assenza della prova di specifici reati-fine.
  • Non è necessario che la partecipazione si manifesti in un ruolo formalmente stabile o nella commissione di delitti-scopo: forme diverse di contributo (anche di 'bassa manovalanza' o disponibilità) possono integrare la partecipazione se risultano da indizi gravi e precisi.
  • In sede di legittimità non è consentita una rivalutazione del merito e delle prove: le critiche alla valutazione probatoria sono ammissibili solo se si dimostra il travisamento della prova o vizi logici manifesti nella motivazione del giudice di merito.
  • Per impugnare con successo misure cautelari occorre articolare censure concrete e circostanziate sulle esigenze cautelari (pericolosità, esigenze istruttorie, esigenze di prevenzione) e non soltanto rilievi generici.
  • La declaratoria di inammissibilità può comportare condanna alle spese e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende; quindi le impugnazioni devono essere fondate e precise per evitare sanzioni economiche.

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