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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 09977/2026 del 16/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di incidente probatorio ex art. 391 bis cod. proc. pen., collegata alle indagini difensive ex art. 327 bis cod. proc. pen., finalizzata a raccogliere le dichiarazioni della moglie e dei figli di Pasquale Vitulano sui fatti relativi allo spostamento del carico (sacchi di noccioline) e sulla diffusione di particolari della rapina, da utilizzare come prova nuova nella futura istanza di revisione ex art. 630 cod. proc. pen. Il giudice dell'esecuzione aveva respinto l'istanza ritenendo le informazioni richieste generiche, in gran parte de relato o provenienti da fonti non identificate e comunque non idonee a sovvertire le risultanze probatorie già acquisite in precedenza (anche fondate su dichiarazioni del condannato). Il ricorrente ha censurato la decisione per nullità per violazione di legge e mancanza assoluta di motivazione.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico e manifestamente infondato. Ha ritenuto congrua e motivata la valutazione del giudice dell'esecuzione, il quale ha esercitato correttamente la propria discrezionalità nel valutare la novità e l'attitudine delle prove richieste a sovvertire il giudicato. È stata inoltre pronunciata la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma equitativamente fissata.

Norme richiamate

  • art. 391 bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata come titolo procedurale per l'istituto dell'incidente probatorio richiesto dal difensore per assumere testimonianze da usare in vista della revisione; la Corte conferma che tale strumento può essere chiesto anche nella fase esecutiva ma la sua ammissione è soggetta a valutazione discrezionale del giudice dell'esecuzione

  • art. 327 bis cod. proc. pen.

    Rilevante perché riguarda le indagini difensive richieste dopo l'irrevocabilità della condanna; la Corte precisa che le indagini difensive che richiedono intervento dell'autorità giudiziaria ricadono nella competenza del giudice dell'esecuzione

  • art. 391 nonies cod. proc. pen.

    Richiamata in connessione alla necessità di autorizzazione/intervento dell'autorità giudiziaria per alcune indagini difensive; conferma la competenza del giudice dell'esecuzione quando l'atto richiede tale intervento

  • art. 630 cod. proc. pen.

    Norma sostanziale sulla revisione: la prova nuova può giustificare la revisione solo se sopravvenuta o scoperta dopo la condanna e, da sola o con le altre, dimostra che il condannato deve essere prosciolto; criterio usato per valutare l'attitudine delle dichiarazioni richieste

  • art. 631 cod. proc. pen.

    Collegata all'art. 630; richiamata congiuntamente per il principio che le nuove prove, da sole o con quelle già valutate, devono dimostrare l'innocenza per giustificare la revisione

  • art. 398 cod. proc. pen.

    «il giudice pronuncia ordinanza con la quale accoglie, dichiara inammissibile o rigetta la richiesta di incidente probatorio»

    La disposizione conferma che l'esito della richiesta di incidente probatorio può essere differenziato (accoglimento, inammissibilità o rigetto) e che il giudice opera una valutazione discrezionale sulla pertinenza e rilevanza della prova richiesta

  • art. 190 cod. proc. pen.

    Principio generale secondo cui il diritto alla prova è soggetto alla valutazione del giudice: la prova deve essere conforme al quadro legale, pertinente e rilevante rispetto al thema decidendum; richiamato per sostenere il potere di filtro del giudice sull'esercizio del diritto alla prova

  • art. 611, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma procedurale che fissa il termine di 15 giorni per la requisitoria del Procuratore generale; la Corte rileva la tardività della requisitoria depositata oltre tale termine

Massime di principio

  • La richiesta di incidente probatorio in funzione di una futura istanza di revisione è soggetta alla valutazione discrezionale del giudice dell'esecuzione: non esiste un diritto automatico ad ottenere l'assunzione della prova
  • Per essere ammissibili e utili ai fini della revisione, le prove 'nuove' devono essere effettivamente sopravvenute o scoperte dopo la condanna e avere idoneità, da sole o con altre, a ribaltare il convincimento formatosi nel processo precedente
  • Dichiarazioni de relato o informazioni generiche e non circostanziate, o provenienti da fonti non identificate, sono facilmente considerate irrilevanti o inammissibili se non mostrano una concreta capacità di incidere sulla credibilità delle prove già acquisite
  • Il giudice dell'esecuzione può e deve valutare la rilevanza, pertinenza e concretezza della prova richiesta; la motivazione che espone questa valutazione è decisiva e, se congrua, rende il provvedimento resistente a censure in Cassazione
  • Le censure generiche e prive di puntuale indicazione di elementi nuovi e decisivi risultano manifestamente infondate e portano all'inammissibilità del ricorso

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