Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11247/2026 del 25/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il pubblico ministero ha impugnato la sentenza che aveva dichiarato non doversi procedere per il reato di cui all'art. 635, secondo comma, n. 1, c.p., in relazione all'art. 625, primo comma, n. 7, c.p., sostenendo che i fatti (danneggiamento di due contenitori in cemento per la raccolta dei rifiuti, ubicati su suolo pubblico e di proprietà comunale) riguardano cose "destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità" e pertanto il reato è procedibile d'ufficio: la norma sulla procedibilità a querela (art. 635, sesto comma) richiama soltanto alcune categorie dell'art. 625, comma 1, n. 7, e non esclude le cose destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha interpretato il sesto comma dell'art. 635 c.p. nel senso che le categorie richiamate non comprendono le cose "destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità"; avendo accertato, sulla base della denuncia e delle dichiarazioni testimoniali, che i contenitori danneggiati sono destinati a pubblica utilità (servono a mantenere pulito un luogo pubblico nell'interesse della collettività), il delitto è procedibile d'ufficio. La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Benevento, in persona di altro giudice, per il proseguimento del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 635 cod. pen. (sesto comma)

    «nei casi previsti dal primo comma, nonché dal secondo comma, numero 1), limitatamente ai fatti commessi su cose esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, ai sensi dell'articolo 625, primo comma, numero 7), il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto è commesso in occasione del delitto previsto dall'articolo 331 ovvero se la persona offesa è incapace, per età o per infermità»

    La Corte interpreta il comma nel senso che esso richiama solo alcune delle categorie dell'art. 625, comma 1, n. 7 (esposte per necessità, consuetudine o destinazione alla pubblica fede) e non le cose "destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità": queste ultime restano quindi procedibili d'ufficio.

  • art. 625, primo comma, n. 7, cod. pen.

    Elenca categorie di beni con particolare rilievo (es. cose esposte per necessità/consuetudine/destinazione alla pubblica fede); la Corte distingue tra le categorie effettivamente richiamate da art. 635 e la più ampia nozione di cose destinate a pubblico servizio/pubblica utilità, la quale comporta procedibilità d'ufficio.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (art. 2, comma 1, lett. b) n. 1) - modifiche a art. 635

    Rilevata come fonte della formulazione del sesto comma; la modifica legislativa ha introdotto il comma che disciplina la procedibilità a querela per certe fattispecie richiamando art. 625, ma non ha inteso estendere la procedibilità a querela alle cose destinate a pubblico servizio o pubblica utilità.

  • legge 9 agosto 2024, n. 114 (novellazione art. 593, comma 2, cod. proc. pen.)

    Consente al pubblico ministero di proporre ricorso per cassazione avverso sentenze di proscioglimento per i reati indicati dall'art. 550, comma 1 e 2, quando pronunciate successivamente al 25/08/2024; la Corte richiama tale disposizione per legittimare il ricorso avverso la sentenza impugnata.

  • art. 550, commi 1 e 2, cod. proc. pen.

    Elenca i reati per i quali sono previste speciali garanzie e rimesse di impugnazione; qui rilevante perché individua la materia delle pronunce impugnabili dal pubblico ministero secondo la novellazione normativa.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Indica i motivi deducibili in cassazione; la Corte ricorda che, per i provvedimenti impugnabili secondo la nuova disciplina, il pubblico ministero può dedurre tutti i motivi previsti da questa norma.

  • Sez. 5, n. 13292 del 17/12/2024 (Benincaso) - richiamo giurisprudenziale

    Giurisprudenza citata dalla Corte che conferma che contenitori destinati alla raccolta rientrano nella nozione di "res" con destinazione a pubblico servizio, anche quando la proprietà sia di soggetti privati in appalto o concessione; usata a sostegno della qualificazione della cosa come destinata a pubblica utilità.

Massime di principio

  • Se l'oggetto danneggiato è destinato a pubblico servizio o a pubblica utilità (es. cassonetti/raccoglitori su suolo pubblico), il delitto di danneggiamento è procedibile d'ufficio anche se art. 635, sesto comma, richiama soltanto alcune categorie dell'art. 625: la destinazione funzionale prevale sulla semplice elencazione normativa.
  • Per stabilire la procedibilità bisogna accertare la destinazione reale e funzionale della cosa (prove, denuncia, dichiarazioni del pubblico ufficiale, rapporto con la collettività), non limitarsi al criterio della proprietà formale.
  • La modifica normativa non ha esteso la procedibilità a querela alle cose destinate a pubblico servizio/pubblica utilità; pertanto il giudice deve interpretare restrittivamente il richiamo contenuto in art. 635, sesto comma.
  • Quando la sentenza di non luogo a procedere o proscioglimento riguarda reati per i quali la nuova disciplina processuale consente ricorso da parte del pubblico ministero (post 25/08/2024), il PM può proporre ricorso per cassazione deducendo tutti i motivi previsti dall'art. 606 c.p.p.
  • In casi simili, la difesa dell'imputato dovrà focalizzarsi sulla prova che la cosa non era effettivamente destinata a servizio o utilità pubblica (es. privatizzazione della funzione, fatto non comprovato), mentre l'accusa dovrà documentare la finalità pubblica del bene.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.