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Ordinanza

Ordinanza n. 11217/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del decreto del Ministero dell'interno del 24.3.2022, notificato l'11.4.2022, con cui è stata respinta l'istanza di concessione della cittadinanza italiana n. K10/-OMISSIS-;

Giustizia amministrativa202207507

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministero dell'Interno del 24 marzo 2022, notificato l'11 aprile 2022, con cui è stata respinta l'istanza di concessione della cittadinanza italiana. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificamente esposti i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. La camera di consiglio è stata convocata nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato, per verificare la persistenza dell'interesse a ricorrere, la completezza dell'istruzione e l'assenza di ulteriori esigenze istruttorie o di integrazione del contraddittorio.

La decisione

Il TAR ha accertato che persiste l'interesse del ricorrente alla decisione, che il Ministero dell'Interno ha depositato il fascicolo del procedimento ai sensi dell'art. 46 c.p.a., che il ricorrente ha depositato documentazione integrativa e che non sono state formulate ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio. Non ha deciso nel merito la legittimità del diniego di cittadinanza. Ha quindi disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la calendarizzazione e fissazione dell'udienza di smaltimento dell'arretrato, demandando alla Segreteria gli adempimenti conseguenti. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte ai sensi della normativa sulla protezione dei dati personali.

Norme richiamate

  • art. 46 c.p.a.

    Richiamato quale base dell'obbligo dell'amministrazione di depositare il fascicolo del procedimento; il TAR ha dato atto dell'avvenuto deposito.

  • art. 72-bis c.p.a.

    Richiamato in relazione al divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi, nell'organizzazione della trattazione delle cause nell'ambito dello smaltimento dell'arretrato.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Richiamato insieme all'art. 72-bis c.p.a. con riguardo al divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte per tutelarne i diritti o la dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati a sostegno della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato, il giudice può convocare una camera di consiglio istruttoria per verificare preliminarmente la persistenza dell'interesse a ricorrere, la completezza dell'istruzione e l'assenza di ulteriori esigenze di integrazione del contraddittorio, prima di trasmettere il fascicolo per la calendarizzazione dell'udienza decisoria.
  • Quando l'interesse alla decisione persiste, il fascicolo amministrativo è stato depositato, la parte ricorrente ha prodotto la documentazione integrativa e non sono state formulate ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio, il giudice può disporre la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la fissazione dell'udienza di smaltimento, senza definire il merito della controversia.
  • Il differimento della trattazione nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato è considerato incompatibile con gli impegni assunti con il PNRR e con il divieto di rinvio previsto dagli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a., salvo la sussistenza di eccezionali motivi.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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