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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10632/2022 del 24/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva confermato l'assoluzione in abbreviato di Papa e Petescia; la parte civile deduceva tre motivi principali: 1) violazioni procedurali e vizi di motivazione per avere la Corte di appello ammesso prove nuove per gli imputati e respinto richieste istruttorie della parte civile e del PM, nonché per valutazione atomistica e travisamento della prova (in particolare omissione di considerare testimonianze e contenuti del cellulare del ricorrente); 2) mancato esame di una lettera confessione inviata da Papa al Procuratore D'Alterio; 3) omissione, nella motivazione, di considerare gli esiti di una consulenza tecnica sul cellulare del ricorrente e presunta revoca implicita dell'ammissione di quella prova.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della parte civile. Ha ritenuto infondate o inammissibili le doglianze: in particolare ha affermato che nel giudizio abbreviato non sussiste un diritto alla prova in senso assoluto e che la mancata integrazione istruttoria non rileva in cassazione salvo lacune o illogicità evidente della motivazione; ha escluso travisamento della prova e ha ritenuto legittima la valutazione di merito sulla credibilità del denunciante e dei testi, nonché sulla attendibilità delle prove documentali produite tardivamente. Conseguentemente la Corte ha confermato l'assoluzione dei resistenti, ha condannato la parte civile al pagamento delle spese processuali e ha disposto la compensazione delle spese relative all'azione civile, rigettando le ulteriori richieste di condanna e di risarcimento avanzate dalle difese degli imputati.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Regola i motivi di ricorso in Cassazione; la Corte ha applicato i limiti di ammissibilità e sindacabilitÃ, escludendo la rinnovazione dei fatti e richiedendo vizi di motivazione manifesti per annullare per carenza probatoria

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Disciplina l'assunzione d'ufficio di prove in appello; la Corte ha richiamato il principio che, in caso di giudizio abbreviato non condizionato, non sussiste un diritto assoluto alla prova e la mancata attivazione di poteri officiosi non è automaticamente sindacabile in Cassazione

  • art. 441 cod. proc. pen.

    Norma sull'abbreviato; la Corte ha confermato che le regole proprie del rito abbreviato limitano la possibilità di chiedere integrazioni probatorie e la sindacabilità della decisione in sede di legittimitÃ

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla coerenza del percorso argomentativo; ogni presunta incongruenza finisce nel novero dei vizi di motivazione da valutare nel merito

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato tra le norme processuali denunciate; la Corte ha ritenuto inammissibile la doglianza autonoma sulla sua inosservanza senza il collegamento a vizi di motivazione

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Richiamato tra i presunti vizi procedurali iniziali; la Corte ha confermato l'orientamento secondo cui la mera violazione formale non produce automaticamente le sanzioni previste in cassazione

  • art. 622 cod. proc. pen.

    Norma invocata dalla parte civile per chiedere annullamento; citata in occasione delle conclusioni dell'avvocato del ricorrente ma non è risultata decisiva per la Cassazione

  • art. 441 comma 5 cod. proc. pen.

    Richiamata nella critica sulla ammissione di prove in appello; la Corte ha precisato i limiti alla rilevanza di tali doglianze in sede di legittimitÃ

  • art. 190, 191, 495 cod. proc. pen.

    Richiamate in relazione a questioni probatorie e di contrasto tra conclusioni probatorie; la Corte ha valutato che non sussistessero vizi tali da compromettere la motivazione

  • art. 110, 56, 317, 629, 326 comma 1, 323, 479, 61 n.2 cod. pen.

    Norme penali che riproducono i capi d'imputazione originari (concorso, abuso d'ufficio, rivelazione di segreti, tentata estorsione/concussione e falsità ecc.); la sentenza impugnata e la Cassazione hanno esaminato la loro applicabilità alla fattispecie ritenendo non provata la responsabilità degli imputati

Massime di principio

  • Nel giudizio abbreviato non condizionato non esiste un diritto assoluto di una parte a ottenere l'assunzione di prove d'ufficio in appello; la valutazione sulla necessità dell'integrazione probatoria resta rimessa al giudice di merito e può essere sindacata in Cassazione solo per lacune o illogicità manifeste della motivazione
  • La Suprema Corte non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione del fatto; la censura in Cassazione deve riguardare il travisamento della prova (prova inesistente o risultato oggettivamente diverso) e non il travisamento del fatto in senso ampio
  • Questioni non sollevate nel motivo di appello davanti alla corte d'appello sono, di norma, inammissibili in Cassazione per effetto dell'art. 606 comma 3; il ricorrente deve portare al vaglio del grado precedente le questioni che poi intende dedurre in legittimitÃ
  • Depone contro la credibilità di una denuncia la tardività di denuncia, le versioni discordanti nel tempo del denunciante, l'assenza di riscontri oggettivi e la dipendenza di testimoni da interessi personali; tali elementi possono legittimare l'assoluzione per insufficienza di prova
  • Le consulenze tecniche e le prove informatiche richiedono adeguata garanzia di autenticità e catena di custodia: stampe o file privi di comprovata provenienza hanno scarso valore probatorio e possono essere ritenuti inattendibili dal giudice

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