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Sentenza

Sentenza n. 12770/2026 - Roma, Sezione 3T

per la declaratoria di nullità e/o l'annullamento - della nota prot. regione.lazio.registro.ufficiale.u.0166950.14-02-2023 del 14.02.2023; - della successiva nota prot. regione.lazio.registro.ufficiale.u.0257500.07-03-2023 del 7.03.23, con la quale la Regione Lazio, correggendo quanto riportato nella precedente suddetta nota, ha trasmesso agli operatori economici gli indici ricalcolati per la revisione dei prezzi da utilizzarsi per l'anno 2023 e per il conguaglio canoni dell'anno 2022 e del relativo allegato; - nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti, ancorché attualmente non conosciuti, ivi compreso il capitolato ed il contratto per quanto occorra ed in parte qua; nonché per l'accoglimento delle connesse domande di accertamento e di condanna specificate in ricorso;

Giustizia amministrativa202306706

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla parte ricorrente. Non è stata quindi esaminata la legittimità delle note regionali né delle ulteriori domande di accertamento e condanna. Le spese di lite sono state compensate tra le parti, considerata la definizione in rito e l'assenza di opposizioni alla richiesta di compensazione.

TAR Lazio - Roma, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: note della Regione Lazio relative agli indici ricalcolati per la revisione dei prezzi per l'anno 2023 e per il conguaglio dei canoni dell'anno 2022

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha chiesto la declaratoria di nullità e/o l'annullamento di due note della Regione Lazio, aventi a oggetto gli indici utilizzati per la revisione dei prezzi e il conguaglio dei canoni, nonché degli atti presupposti, connessi e conseguenti, formulando anche domande di accertamento e di condanna. Nel corso del giudizio, con memoria depositata il 22 aprile 2026, la ricorrente ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione e alla prosecuzione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione processuale applicabile alla definizione della controversia.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • Il ricorso giurisdizionale amministrativo deve essere dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse del ricorrente alla decisione e alla prosecuzione della controversia.
  • Quando il giudizio è definito in rito per sopravvenuto difetto di interesse, il giudice non esamina i vizi dedotti contro l'atto impugnato né le domande connesse, salvo specifiche ragioni che impongano una diversa decisione.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando la causa è definita in rito e le parti non si oppongono alla richiesta di compensazione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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