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Sentenza

Sentenza n. 344/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'accertamento - dell'illegittimità del silenzio serbato dal Comune di -OMISSIS- nel procedimento iniziato con istanza presentata dalla ricorrente in data 15 dicembre 2020 di rinnovo della concessione demaniale e mai concluso; - nonché per la condanna del Comune all'adozione del provvedimento richiesto. Sui motivi aggiunti presentati da -OMISSIS- il 16/11/2021 per l’annullamento: - del provvedimento di diniego, prot. n. -OMISSIS-, notificato in data 21/09/2021, avente ad oggetto istanza di proroga ex lege del termine finale della concessione demaniale marittima n.-OMISSIS- Reg., depositata tramite modello ministeriale D2 - id. -OMISSIS- del 15.12.2020 ed acquisito al prot. comunale n. -OMISSIS- del 21.12.2020. - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale

Giustizia amministrativa202100645

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune sull'istanza di rinnovo o proroga della concessione demaniale marittima e, con motivi aggiunti, provvedimento di diniego della proroga ex lege

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Comune sull'istanza del 15 dicembre 2020, relativa al rinnovo della concessione demaniale marittima, nonché la condanna dell'amministrazione ad adottare il provvedimento richiesto. Con motivi aggiunti ha impugnato il successivo provvedimento comunale di diniego, avente a oggetto l'istanza di proroga ex lege del termine finale della concessione. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, affermando di avere conseguito la soddisfazione della pretesa sostanziale.

La decisione

Il TAR ha preso atto della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, determinata dall'intervenuta soddisfazione della pretesa sostanziale, e ha dichiarato improcedibili sia il ricorso originario sia i motivi aggiunti. Non sono stati esaminati nel merito né l'illegittimità del silenzio né i vizi del provvedimento di diniego. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della peculiarità della controversia e della definizione in rito.

Norme richiamate

  • artt. 84 e 85 c.p.a.

    intervenuta soddisfazione della pretesa sostanziale

    La sopravvenuta soddisfazione della pretesa sostanziale determina il venir meno dell'interesse alla decisione e conduce alla definizione del giudizio in rito.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibili per sopravvenuto difetto di interesse

    Il ricorso è dichiarato improcedibile quando, per sopravvenienze, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato quale fondamento processuale della definizione della controversia per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara di avere ottenuto la soddisfazione della pretesa sostanziale, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse determina l'improcedibilità sia del ricorso originario sia dei motivi aggiunti, senza necessità di esaminare nel merito gli atti impugnati e le censure dedotte.
  • In caso di definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere compensate quando la peculiarità della controversia e la definizione in rito lo giustifichino.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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