Cassazione Penale, Sentenza n. 14719/2022 del 14/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per evasione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali volontarie sostenendo che la Corte di appello non aveva affrontato e motivato specifici profili di doglianza sollevati in appello: a) la mancanza del dolo della resistenza perché gli operatori intervennero in abiti civili e senza qualificarsi, sicché l'imputato non avrebbe avuto consapevolezza della qualità di pubblici ufficiali dei soggetti; b) l'assenza di connessione tra le lesioni e la resistenza con la conseguente improcedibilità del reato di lesioni per difetto di querela; c) la mancata comunicazione allo stesso dell'atto di arresto al momento della condotta, con conseguente insussistenza dell'evasione; d) la sussistenza della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il motivo denunciava quindi violazione di legge e vizio di motivazione per silenzio su questioni a lui favorevoli devolute in appello.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato perché la sentenza impugnata risultava del tutto silente sui punti devoluti in appello. La Suprema Corte ha annullato la sentenza con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Palermo, disponendo che la corte di rinvio esamini compiutamente tutti i motivi di impugnazione e verifichi la fondatezza della responsabilità per i reati contestati. Il motivo relativo alla non punibilità per particolare tenuità è stato assorbito e non deciso nel merito dalla Cassazione.
Massime di principio
- La Corte d'appello è tenuta a pronunciarsi specificamente su tutte le questioni devolute in appello: il silenzio motivazionale su punti rilevanti comporta l'annullamento con rinvio.
- La mancanza di identificazione da parte di agenti in abiti civili e non qualificatisi può rilevare, se creduta, ai fini dell'elemento soggettivo del reato di resistenza (dolo specifico di opporsi a pubblici ufficiali).
- Se il reato di lesioni non è connesso a un reato procedibile d'ufficio (es. resistenza), va verificata la presenza della querela; l'assenza della querela può rendere improcedibile il reato di lesioni.
- Quanto al reato di evasione, deve essere valutata la consapevolezza dello stato detentivo: la mancata comunicazione dello stato di arresto al momento del fatto può incidere sull'integrazione del reato.
- La questione della non punibilità per particolare tenuità deve essere esaminata motivatamente; se il giudice omette di pronunciarsi in modo specifico la questione rimane aperta e può essere assorbita o riesaminata nel giudizio di rinvio.
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