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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00066/2026 del 02/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello che li ha condannati per resistenza a P.U., lesioni dolose e furto con strappo in danno della guardia giurata-volontario WWF Facchinetti. Contestano: (i) l'erronea qualificazione del fatto come furto con strappo (art. 624-bis), sostenendo che la violenza fosse diretta alla persona e non alla cosa e che mancasse il dolo specifico del profitto; (ii) l'assenza dei presupposti per il reato di resistenza a P.U. poiché la vittima non indossava il pettorale d'istituto; (iii) l'insussistenza del contributo causale del secondo imputato nelle lesioni; (iv) il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche (art. 62-bis). In sostanza chiedevano la riconsiderazione della dinamica fattuale e della qualificazione giuridica degli eventi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e ha confermato le condanne. Ha ritenuto che le statuizioni dei giudici di merito fossero coerenti e logicamente motivate sulla base del racconto della vittima, dei riscontri medici e di altre testimonianze; ha affermato che la violenza fu funzionale anche all'impossessamento della telecamera e che il fine di "profitto" nel furto può consistere anche in un vantaggio non patrimoniale (es. cancellare riprese compromettenti). Ha inoltre ribadito il limite del sindacato di legittimità: la Cassazione non riesamina i fatti se non per travisamento della prova, e le questioni newly raised in Cassazione che richiedono accertamenti di fatto non sono ammissibili. Conseguenze pratiche: ricorsi inammissibili; i ricorrenti condannati alle spese processuali, al versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di giudizio a favore della parte civile (euro 3.000 oltre accessori).

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 624-bis

    La Corte ha ritenuto che il furto con strappo sussista anche quando la violenza si svolge nell'ambito di un'aggressione alla persona se, cessata l'aggressione, gli imputati si impossessano della cosa; inoltre il "fine di profitto" può essere un vantaggio non patrimoniale (es. cancellare riprese compromettenti)

  • Codice penale, art. 337

    La resistenza a pubblico ufficiale è stata considerata integrata poiché l'aggressione era diretta ad opporsi all'operato della guardia in servizio, la cui qualifica risultava espressa dal pettorale (fatto valutato dal giudice di merito)

  • Codice penale, art. 582

    Le lesioni personali sono state ritenute provate dalla certificazione medica e dal complessivo racconto della vittima; la Corte ricorda che la dichiarazione della persona offesa può fondare la responsabilità penale se soggettivamente credibile

  • Codice penale, art. 62, comma 1, n. 4

    La Corte d'appello ha riconosciuto un'attenuante specifica (art. 62, comma 1, n.4) in rideterminazione della pena per gli imputati, come richiamato in motivazione

  • Codice penale, art. 62-bis

    Sul diniego delle attenuanti generiche la Corte ha confermato l'orientamento secondo cui, dopo la riforma, lo stato di incensuratezza non è di per sé sufficiente; il giudice di merito può rigettare la diminuente se mancano elementi di segno positivo

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 3

    La Cassazione ricorda i limiti del ricorso per cassazione: non possono essere dedotte questioni non prospettate in appello, salvo talune eccezioni

  • Codice di procedura penale, art. 609, comma 2

    In combinato con l'art. 606, stabilisce i limiti delle questioni deducibili in cassazione; la corte ha richiamato la prassi che esclude il riesame dei fatti

  • Codice di procedura penale, art. 192

    commi 3 e 4 citati in giurisprudenza

    La Corte ha richiamato che le regole sui riscontri non si applicano alle dichiarazioni della persona offesa, le quali possono da sole fondare la condanna purché sia adeguatamente motivata la loro attendibilità

  • Codice di procedura penale, art. 616

    A seguito dell'inammissibilità dei ricorsi, la Corte ha disposto il versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende ai sensi di questa norma

Massime di principio

  • In Cassazione non è possibile ottenere la riconsiderazione dei fatti se il ricorso si limita a chiedere una diversa valutazione probatoria; il sindacato di legittimità riguarda la correttezza logico-giuridica della motivazione e non la riscostruzione dei fatti.
  • La qualificazione di un comportamento come furto con strappo può essere confermata anche quando la violenza abbia avuto origine come aggressione alla persona, se risulta che la violenza è stata funzionale o ha poi consentito l'impossessamento della cosa.
  • Il "profitto" nel furto può consistere in un vantaggio non strettamente patrimoniale (es. cancellare o impedire riprese compromettenti); perciò l'elemento soggettivo si interpreta in senso ampio.
  • Le dichiarazioni della persona offesa possono da sole fondare la condanna purché il giudice di merito motivi adeguatamente la credibilità soggettiva e l'attendibilità intrinseca del racconto; quando la persona offesa è parte civile il vaglio può richiedere maggior rigore e, se possibile, riscontri.
  • La mancanza di indossare un elemento identificativo (es. pettorale) è questione di fatto riservata al giudice di merito; in Cassazione va provato il travisamento della prova per ottenere riapertura sul punto.
  • Le doglianze di nuova qualificazione giuridica sono ammesse in Cassazione solo se la loro soluzione non richiede nuovi accertamenti di fatto; altrimenti risultano inammissibili.
  • Il diniego delle attenuanti generiche può essere motivato sulla base dell'assenza di elementi di segno positivo: lo stato di incensuratezza da solo non basta dopo la riforma dell'art. 62-bis.
  • Chi propone ricorso in Cassazione rischia la condanna alle spese e il pagamento alla Cassa delle ammende se il ricorso è dichiarato inammissibile per ragioni non esenti da colpa.

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