Cassazione Penale, Sentenza n. 18540/2022 del 11/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione delle pene accessorie applicate dal GUP (interdizione perpetua dai pubblici uffici e incapacità perpetua a contrattare con la pubblica amministrazione ex art. 317-bis cod. pen.), non oggetto dell'accordo sul patteggiamento. Si eccepisce che, essendo il reato di cui al capo 2) un "satellite" nella fattispecie di continuazione, la pena concreta per tale reato era pari a 4 mesi e €400 di multa; pertanto doveva applicarsi la seconda parte del primo comma dell'art. 317-bis (pene accessorie temporanee, non inferiori a 5 né superiori a 7 anni) e non le pene accessorie perpetue. Si deduce inoltre che, in relazione al reato continuato, il giudice doveva scindere le fattispecie ai sensi dell'art. 77 cod. pen. e valutare la circostanza attenuante di cui all'art. 323-bis, comma secondo, cod. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alle pene accessorie: ha rilevato l'obbligo, nel reato continuato, di scindere le singole violazioni e di determinare le pene accessorie con riferimento alla pena concreta del reato satellite (qui: 4 mesi e €400). Ne consegue che il GUP ha erroneamente applicato le pene accessorie perpetue anziché, in relazione al reato satellite, le pene temporanee previste dalla seconda parte del comma 1 dell'art. 317-bis. La Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla determinazione delle pene accessorie e ha rinviato al Tribunale di Milano per nuovo giudizio sulla loro determinazione secondo i criteri dell'art. 133 cod. pen. Ha, invece, dichiarato inammissibile la censura relativa alla mancata applicazione dell'attenuante ex art. 323-bis c.2, ritenendo che in sede di patteggiamento il giudice deve pronunciarsi solo sulle circostanze prospettate dalle parti e che non è sindacabile in Cassazione la mancata applicazione di una attenuante non richiesta.
Norme richiamate
art. 317-bis cod. pen.
Disciplina le pene accessorie per i reati in materia di pubblica amministrazione; la prima parte prevede pene accessorie perpetue per ipotesi gravi mentre la seconda parte del comma 1 prevede pene accessorie temporanee con limiti di durata (es. non inferiori a 5 né superiori a 7 anni) da applicare in relazione all'entità della pena inflitta al singolo reato satellite.
art. 77 cod. pen.
Nel reato continuato le pene accessorie vanno determinate facendo riferimento ai singoli reati componenti (scissione del reato continuato) e applicando le pene accessorie previste per ciascun illecito satellite.
art. 320 cod. pen.
Rientra tra i reati in materia di pubblica amministrazione cui si applicano le disposizioni di cui all'art. 317-bis; qui il reato contestato come capo 2) è stato qualificato come satellite e la pena concreta ad esso riferita è risultata essere di 4 mesi e multa.
art. 323-bis, comma secondo, cod. pen.
Prevede una circostanza attenuante rilevante per la determinazione delle pene; tuttavia, in sede di patteggiamento la mancata applicazione di una attenuante non richiesta dalle parti non è sindacabile in Cassazione.
art. 445, comma 1-ter cod. proc. pen.
Prevede che per i reati in materia di pubblica amministrazione (tra cui art. 320) sono applicabili le pene accessorie di cui all'art. 317-bis ed ammette il ricorso per cassazione con riferimento alle pene accessorie non oggetto dell'accordo.
art. 448, comma 2-bis cod. proc. pen.
Stabilisce i limiti di censurabilità della sentenza di patteggiamento; non opera quando le pene accessorie non sono oggetto dell'accordo, rendendo ammissibile il ricorso in Cassazione su tale punto.
art. 133 cod. pen.
Fissa i criteri per la determinazione concreta della pena (e, per estensione, della durata delle pene accessorie quando la legge non la fissa rigidamente): il giudice di merito deve determinare la durata delle pene accessorie non fisse in concreto secondo questi criteri.
art. 444 cod. proc. pen.
Norma sul patteggiamento: il giudice, nella procedura di cui all'art. 444, comma secondo, deve pronunciarsi sulla qualificazione giuridica del fatto e sulle circostanze prospettate dalle parti; non è richiesto che valuti circostanze non dedotte dalle parti.
art. 37 cod. pen.
Richiamato per chiarire che la durata delle pene accessorie non va rapportata automaticamente alla durata della pena principale inflitta ex art. 37, ma deve essere determinata concretamente dal giudice.
Massime di principio
- Nei casi di reato continuato il giudice deve "scindere" il reato continuato e determinare le pene accessorie con riferimento a ciascun reato satellite, prendendo in considerazione la pena concreta inflitta a ciascuno di essi.
- Se le pene accessorie non sono comprese nell'accordo di patteggiamento, è ammissibile il ricorso per cassazione con riferimento a tali pene (art. 445 comma 1-ter cod. proc. pen.).
- Per stabilire se applicare pene accessorie perpetue o temporanee ai sensi dell'art. 317-bis occorre considerare la pena concreta riferita al singolo reato satellite; pene accessorie non fisse devono essere determinate in concreto secondo i criteri dell'art. 133 cod. pen.
- In sede di patteggiamento non è sindacabile in Cassazione la mancata applicazione di circostanze attenuanti non richieste dalle parti: il giudice deve motivare solo sulle circostanze prospettate dalle parti.
- Quando la legge lascia la durata della pena accessoria in misura non fissa, il giudice di merito ha il potere/dovere di determinare la durata concreta basandosi sui criteri generali di commisurazione della pena e non semplicemente rapportandola alla durata della pena principale.
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