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Sentenza

Sentenza del 16/10/2018 n. 4441 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava due avvisi di accertamento fondati sul medesimo processo verbale della Guardia di Finanza. Nel primo giudizio l’Agenzia contestava l’applicazione del reverse charge previsto dall’art. 17, comma 5, del DPR n. 633/1972 alle cessioni qualificate dal contribuente come "rottami auriferi", sostenendo che si trattasse invece di gioielli e oggetti d’oro usati ceduti da un soggetto privo dell’iscrizione all’Albo degli operatori professionali in oro. Nel secondo giudizio l’Agenzia contestava maggiori ricavi non dichiarati, desunti da due quaderni contenenti annotazioni extracontabili relative ad acquisti di oggetti d’oro usati, ritenuti prova presuntiva di operazioni non contabilizzate.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha riunito i due appelli, ritenendoli connessi, e li ha accolti entrambi. Ha stabilito che il reverse charge è applicabile alle cessioni di oro da investimento, materiale d’oro e prodotti semilavorati con determinati requisiti, ma non alla rivendita di gioielli e oggetti d’oro usati effettuata da un compro oro privo dell’iscrizione all’Albo della Banca d’Italia. Ha inoltre ritenuto che i quaderni extracontabili costituissero una contabilità parallela idonea a provare presuntivamente ricavi non dichiarati per euro 11.668,50, oltre all’IVA, ponendo sul contribuente l’onere della prova contraria, non assolto. Le sentenze di primo grado sono state riformate, i ricorsi originari di X sono stati rigettati e X è stato condannato al pagamento delle spese: euro 600,00 per il primo grado ed euro 900,00 per il secondo grado, per ciascun giudizio.

Norme richiamate

  • Art. 17, comma 5, DPR n. 633/1972

    Il regime dell’inversione contabile è applicabile alle cessioni imponibili di oro da investimento e alle cessioni di materiale d’oro e prodotti semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi.

    Il reverse charge non può essere applicato automaticamente a ogni cessione di oggetti d’oro o gioielli usati. Sono necessari i requisiti oggettivi del bene e, secondo la sentenza, anche la qualificazione soggettiva dell’operatore autorizzato al commercio del materiale d’oro.

  • Art. 10, n. 11, DPR n. 633/1972

    Cessioni imponibili di oro da investimento.

    La disposizione individua una delle categorie di cessioni alle quali può collegarsi il regime speciale dell’inversione contabile.

  • Legge n. 7/2000, art. 1, commi 1 e 3

    Gli operatori professionali in oro devono essere iscritti all’Albo istituito presso la Banca d’Italia.

    La sentenza valorizza l’iscrizione all’Albo quale requisito per il commercio professionale di materiale d’oro, distinguendolo dall’attività dei compro oro autorizzati al commercio di oggetti preziosi finiti.

  • Risoluzione n. 3751 E del 28 novembre 2002

    Rientrano nella nozione di materiale d’oro tutte le forme di oro grezzo destinate a una successiva lavorazione; il semilavorato è un prodotto privo di uno specifico uso e funzione.

    I rottami di gioielli possono rientrare nel materiale d’oro quando siano effettivamente destinati a una successiva lavorazione e abbiano caratteristiche di materiale privo di specifica funzione, non quando la qualificazione sia solo formale.

  • Art. 39, DPR n. 600/1973

    Il ritrovamento di documentazione extracontabile attendibile può fondare una presunzione di maggiori ricavi e legittimare l’accertamento induttivo.

  • Art. 56, D.Lgs. n. 546/1992

    Le questioni ed eccezioni non riproposte in appello si intendono rinunciate.

    La mancata costituzione in appello e la mancata riproposizione delle eccezioni non accolte in primo grado comportano la loro rinuncia processuale.

  • Cassazione, sentenze n. 13061/2011 e n. 17817/2007

    Il rinvenimento di una contabilità parallela, anche approssimativa o scarsamente intellegibile, può costituire prova presuntiva di maggiori ricavi.

    La contabilità in nero non ha un mero valore indiziario quando, valutata nel complesso, consenta di ricostruire operazioni non registrate; in tal caso l’onere di fornire la prova contraria grava sul contribuente.

Massime di principio

  • Il reverse charge relativo all’oro deve essere applicato solo quando ricorrono contemporaneamente i requisiti previsti dalla legge per la natura del bene e, secondo l’orientamento recepito dalla sentenza, per la qualificazione dell’operatore.
  • La mera indicazione in fattura della causale "rottami auriferi" non è sufficiente: occorre dimostrare che i beni siano realmente rottami o materiale d’oro destinato a successiva lavorazione, e non gioielli o oggetti usati rivenduti come tali.
  • Un compro oro privo dell’iscrizione all’Albo degli operatori professionali in oro può essere considerato obbligato ad applicare il regime ordinario alle cessioni di oggetti d’oro usati, anziché il reverse charge previsto per il materiale d’oro.
  • Quaderni, brogliacci e appunti manoscritti rinvenuti durante una verifica possono costituire prova presuntiva di ricavi occultati, soprattutto quando contengano dati coerenti su clienti, quantità, prezzi e operazioni non presenti nella contabilità ufficiale.
  • Quando l’Amministrazione fornisce una ricostruzione analitica basata su documentazione extracontabile, il contribuente deve offrire una prova concreta e specifica dell’inesistenza o dell’erroneità delle operazioni contestate; la mancata partecipazione al giudizio d’appello indebolisce ulteriormente la difesa.
  • Le eccezioni e gli argomenti non riproposti in appello possono considerarsi rinunciati; è quindi essenziale costituirsi tempestivamente e ripresentare tutte le difese non accolte in primo grado.

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