Sentenza del 30/12/2015 n. 5671 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
IRES - Associazione non lucrativa - Requisiti per l'esenzione di imposta - Effettivo svolgimento dell'attività senza fine di lucro - Necessità - Attività svolta in diretta attuazione degli scopi istituzionali dietro pagamento di un corrispettivo specifico - Esclusione dall'ambito delle attività commerciali in presenza delle clausole statutarie previste dal legislatore - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava l'applicabilità dell'esenzione prevista dall'art. 111 del d.P.R. n. 917/1986, vigente ratione temporis e oggi corrispondente all'art. 148 TUIR. L'associazione sosteneva che le attività svolte a favore dei propri associati fossero istituzionali e prive di finalità lucrativa, anche se remunerate. La questione decisiva non era la sola forma giuridica dell'ente, ma l'effettivo svolgimento di attività senza fine di lucro e il rispetto delle clausole statutarie idonee a garantire un reale rapporto associativo.
La decisione
La sentenza ha affermato che l'esenzione non dipende dalla mera veste formale di associazione non lucrativa, ma dall'effettiva assenza di finalità lucrative. Tuttavia, le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali a favore degli associati non sono commerciali e non producono reddito imponibile, anche se svolte dietro pagamento di uno specifico corrispettivo, quando lo statuto assicura l'effettività del rapporto associativo. In particolare, devono essere escluse la temporaneità della partecipazione e garantiti ai soci maggiorenni il diritto di voto sull'approvazione e modifica dello statuto e dei regolamenti e sulla nomina degli organi direttivi. L'orientamento è favorevole all'associazione, nei limiti della verifica concreta di tali requisiti.
Norme richiamate
Art. 111 d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
Non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, sebbene dietro pagamento di specifici corrispettivi, nei confronti degli associati.
La disposizione esclude dalla commercialità le attività istituzionali rese agli associati, purché siano rispettati i requisiti sostanziali e statutari che dimostrano l'effettività del rapporto associativo e l'assenza di finalità lucrative.
Art. 148 d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
È la disposizione oggi corrispondente all'art. 111, a seguito della riforma introdotta dal d.lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, e disciplina il trattamento fiscale delle attività istituzionali degli enti associativi.
D.lgs. 12 dicembre 2003, n. 344
Ha riformato la numerazione e la disciplina del TUIR, facendo corrispondere l'originario art. 111 all'attuale art. 148.
Massime di principio
- Per ottenere l'esenzione fiscale non basta qualificarsi formalmente come associazione non lucrativa: occorre dimostrare che l'attività sia effettivamente priva di finalità lucrative.
- Il pagamento di una quota o di un corrispettivo specifico da parte degli associati non rende automaticamente commerciale l'attività, se questa è direttamente collegata agli scopi istituzionali dell'associazione.
- Lo statuto deve prevedere e l'associazione deve concretamente rispettare un rapporto associativo reale, stabile e non temporaneo, con effettivi diritti partecipativi dei soci maggiorenni.
- Il diritto di voto dei soci sull'approvazione o modifica dello statuto e dei regolamenti e sulla nomina degli organi direttivi costituisce un elemento essenziale per dimostrare l'autenticità dell'associazione.
- L'amministrazione finanziaria e il giudice devono valutare la sostanza dell'attività e del rapporto associativo, non soltanto la denominazione dell'ente o le sue clausole formali.
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