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Sentenza

Sentenza n. 206/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento a) del Decreto del Sottosegretario di Stato MAECI del 30.07.2025 (prot. n. -OMISSIS- - Decreto SSS Silli n. -OMISSIS- ), notificato in data 01.08.2025 che ha rigettato il ricorso gerarchico del Sig. -OMISSIS-avverso il diniego di rilascio di passaporto ordinario elettronico; b) Decreto della Questura di Monza e della Brianza del 30.05.2025 notificato il 14.06.2025 (Prot. Cat. 22/B/-OMISSIS-), recante diniego di rilascio del passaporto ordinario elettronico; nonché di ogni atto presupposto, connesso e conseguente, ivi compreso il ritiro e/o trattenimento del passaporto/documenti personali.

Giustizia amministrativa202503584

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rilascio del passaporto ordinario elettronico e decreto ministeriale di rigetto del ricorso gerarchico

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego della Questura di Monza e della Brianza e il successivo decreto del Sottosegretario di Stato presso il MAECI, che aveva respinto il ricorso gerarchico, deducendo violazione di legge ed eccesso di potere. Nel corso del giudizio, dopo l'ordinanza cautelare del TAR, il MAECI ha adottato un decreto di revoca del diniego, in seguito al deposito da parte del ricorrente dei provvedimenti penali di estinzione del reato e della pena. Il ricorrente ha quindi chiesto la cessazione della materia del contendere e la condanna dell'amministrazione alle spese per soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere in ragione del ritiro dell'atto impugnato. Ha compensato integralmente le spese, rilevando che il diniego è stato ritirato solo dopo il deposito dei necessari provvedimenti penali da parte del ricorrente e che tali provvedimenti risultavano ampiamente tardivi rispetto alla maturazione dei presupposti per la loro emanazione. La sentenza è stata pronunciata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. e ha ordinato all'autorità amministrativa di eseguirla.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata, sentite le parti in camera di consiglio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte interessata.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali relativi a condanne penali e reati.

Massime di principio

  • La sopravvenuta revoca o il ritiro dell’atto amministrativo impugnato determina la cessazione della materia del contendere quando elimina l’oggetto della controversia e soddisfa la pretesa sostanziale azionata dal ricorrente.
  • La regolazione delle spese in caso di cessazione della materia del contendere può tenere conto della condotta processuale e sostanziale delle parti, nonché delle ragioni per cui l’amministrazione ha ritirato l’atto impugnato; tali elementi possono giustificare la compensazione delle spese.
  • Il giudizio può essere definito con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. quando, sentite le parti, la causa è matura per la decisione e la sopravvenienza rende non più attuale la controversia.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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