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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8105/2022 del 07/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza di custodia in carcere contestando la motivazione relativa al pericolo di recidiva: sosteneva che la motivazione fosse meramente 'di stile', che non si fosse considerato il lungo intervallo temporale tra i fatti (febbraio 2019) e l'esecuzione della misura (aprile 2021), l'assenza di ulteriori indagini successive al 2019 e che, in relazione alla scelta della misura, il provvedimento era viziato perché il ricorrente era gravato solo da un carico pendente per fatti del 2017.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse correttamente applicato i principi sull'attualità del pericolo di reiterazione (intesa come continuità temporale e potenzialità criminale, non come mera imminenza) e avesse motivato in modo adeguato sulla base di un quadro indiziario grave: partecipazione a un'intensa e sistematica attività di spaccio con rilevanti quantità di stupefacenti (200 g di cocaina e 2,240 kg di marijuana, 21 capi di imputazione), comportamento pervicace e coinvolgimento in circuiti criminali. Si è inoltre rilevato che la custodia fu poi sostituita (24.9.2021) con obbligo di dimora, fatto che ha reso aspecifico il motivo di ricorso. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 73

    Norma sostanziale contestata: illecito possesso/detenzione di sostanze stupefacenti, la gravità degli indizi deriva dalle quantità sequestrate e dalla pluralità dei capi di imputazione

  • Codice di procedura penale - art. 274, lett. c)

    introdotto dalla legge 16 aprile 2015, n. 47

    Il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione va inteso come continuità temporale e potenzialità criminale, non come mera imminenza; occorre valutare la concretezza del pericolo sulla base di circostanze del fatto e personalità dell'indagato

  • Legge 16 aprile 2015, n. 47

    Ha modificato il requisito dell'attualità per la custodia cautelare, richiedendo una valutazione temporale e prognostica del pericolo di reiterazione

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. 6 n. 3043/2015; Sez. 2 n. 26093/2016; Sez. U n. 20769/2016)

    Costante orientamento che interpreta l'attualità del pericolo come continuità temporale e potenzialità criminale; le Sezioni Unite hanno collegato l'attualità agli indici descrittivi della concretezza (modalità del fatto, personalità dell'indagato)

Massime di principio

  • Il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione non richiede prova di imminente commissione di un nuovo reato, ma la valutazione della continuità temporale e della potenzialità criminale dell'indagato.
  • Grave quadro indiziario (quantitativi rilevanti di stupefacente, più capi di imputazione, partecipazione a circuiti di traffico) giustifica, di norma, una prognosi negativa e la scelta di misure cautelari più afflittive.
  • Il semplice intervallo temporale tra i fatti e l'esecuzione della misura non è sufficiente a escludere il pericolo di reiterazione se permangono indici di pervicace capacità criminale.
  • L'assenza di precedenti penali non esclude automaticamente il pericolo di reiterazione quando la condotta contestata denota carattere sistematico e non occasionale.
  • Per impugnare efficacemente una custodia cautelare è necessario confrontarsi specificamente e punto per punto con la motivazione del giudice; deduzioni generiche o ripetitive, senza nuovi elementi, rischiano l'inammissibilità.
  • La sostituzione successiva della misura cautelare (es. con obbligo di dimora) può rendere meno rilevanti alcune doglianze ma non elimina la necessità di una motivazione adeguata né impedisce le conseguenze processuali per ricorsi infondati (spese e ammenda).

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