Cassazione Civile, Ordinanza n. 02030/2026 del 30/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (lavoratore)
La controversia
La controversia nasceva dal mancato riconoscimento, per alcuni lavoratori già dichiarati illegittimamente ceduti e reintegrati con sentenza, del diritto alle retribuzioni maturate dopo la messa in mora del datore di lavoro con offerta delle prestazioni lavorative. La Corte d'appello aveva confermato il diritto solo per uno dei lavoratori, ritenendo provata la rituale messa in mora, ma aveva rigettato le domande degli altri due/tre lavoratori per difetto di prova certa della conoscenza da parte della società delle lettere di messa in mora: per alcuni mancava la cartolina di ricevimento, per altri mancavano elementi idonei a dimostrare spedizione, ricezione o sottoscrizione della richiesta. I ricorrenti hanno censurato tale decisione con due motivi: 1) omesso esame del fatto decisivo costituito dalla ricezione, da parte della società, delle lettere di messa in mora, documentata dagli avvisi di ricevimento già prodotti in primo grado; 2) violazione delle norme sull'onere e valutazione della prova e sui poteri istruttori in appello, sostenendo che la sola ricevuta postale di spedizione delle raccomandate, o comunque la documentazione prodotta, era sufficiente a far operare la presunzione di conoscenza ex art. 1335 c.c. e che il giudice avrebbe dovuto valorizzare anche ulteriori mezzi di prova eventualmente indispensabili.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di uno dei lavoratori perché nei motivi non risultava una specifica censura riferita alla sua posizione processuale. Quanto agli altri ricorrenti, ha accolto il primo motivo nei limiti esposti, ritenendo che la Corte d'appello avesse omesso di considerare la documentazione già acquisita agli atti che attestava la ricezione delle raccomandate contenenti le messe in mora, documentazione rilevante ai fini della presunzione di conoscenza ex art. 1335 c.c. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. La sentenza impugnata è stata quindi cassata in relazione al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione per nuovo esame e per la regolazione delle spese del giudizio di cassazione. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate tra il lavoratore dichiarato inammissibile e la società.
Norme richiamate
omesso esame del fatto decisivo per il giudizio
il vizio può essere dedotto quando il giudice di merito ometta di valutare un fatto storico decisivo e oggetto di discussione, quale la ricezione della lettera di messa in mora.
violazione e falsa applicazione
è stato invocato per censurare l'erronea applicazione delle regole sulla prova della spedizione e ricezione delle raccomandate e sulla presunzione di conoscenza.
richiamato per contestare la ripartizione dell'onere della prova circa la messa in mora e la ricezione delle comunicazioni.
richiamato in relazione alle presunzioni semplici e alla loro idoneità probatoria rispetto alla ricezione della missiva.
mezzi istruttori indispensabili alla decisione
invocato come base per l'ammissione in appello dei mezzi di prova indispensabili alla decisione.
la presunzione di conoscenza della dichiarazione si reputa operante quando la comunicazione giunge all'indirizzo del destinatario, salvo prova contraria; la Corte valorizza anche la documentazione attestante la ricezione della raccomandata.
Massime di principio
- Per gli atti recettizi, la prova della ricezione da parte del destinatario è decisiva ai fini dell'operatività della presunzione di conoscenza; il giudice di merito non può trascurare la documentazione ritualmente prodotta che attesti l'arrivo della raccomandata all'indirizzo del destinatario.
- Quando in atti siano presenti avviso di ricevimento o altra documentazione postale idonea a dimostrare la consegna, la contestazione generica del destinatario non è sufficiente a escludere la presunzione di conoscenza, dovendo il giudice valutare specificamente tali risultanze.
- In tema di ricorso per cassazione, il motivo deve investire in modo specifico la statuizione impugnata rispetto alla posizione di ciascun ricorrente; in difetto di una censura effettiva e riferibile alla singola parte, il ricorso è inammissibile per quella parte.
- La decisione di merito è censurabile per omesso esame quando il giudice ometta completamente di considerare un fatto storico documentato e discusso tra le parti, se tale fatto sia decisivo ai fini della soluzione della lite.
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