Cassazione Civile, Ordinanza n. 02018/2026 del 30/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (datore di lavoro)
La controversia
La controversia nasce da un rapporto di lavoro subordinato. Il lavoratore aveva agito in giudizio contro il datore di lavoro chiedendo il risarcimento dei danni; il Tribunale di Latina aveva rigettato le domande e la Corte d'Appello di Roma aveva confermato il rigetto, respingendo l'appello del lavoratore. Quest'ultimo ha quindi proposto ricorso per cassazione articolato in due motivi. Prima dell'adunanza, tuttavia, le parti hanno depositato un verbale di conciliazione in sede sindacale e hanno chiesto che fosse dichiarata la cessazione della materia del contendere con compensazione delle spese.
La decisione
La Corte ha preso atto del deposito tempestivo e regolare del verbale di conciliazione intervenuto tra le parti in corso di giudizio di cassazione e, conseguentemente, ha dichiarato cessata la materia del contendere, disponendo anche la cessazione della regolazione sulle spese. Ha inoltre escluso i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato. Non è stata quindi esaminata nel merito la fondatezza dei due motivi di ricorso.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio di legittimità, le parti depositano un verbale di conciliazione valido e tempestivo che definisce la controversia, la Corte deve dichiarare cessata la materia del contendere senza esaminare i motivi di ricorso.
- La cessazione della materia del contendere comporta la definizione del processo e può determinare anche la regolazione delle spese secondo l'accordo intervenuto tra le parti o secondo la valutazione del giudice, senza necessità di pronuncia sul merito.
- In presenza di estinzione della controversia per conciliazione, non sussistono i presupposti per l'applicazione dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.
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