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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47750/2023 del 29/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza territoriale in relazione a procedimenti penali per reati connessi (tra cui art. 416 c.p. e truffe ex art. 640, 2º comma, e art. 493-ter c.p.) a carico di Ciro Giordano e Gennaro Esposito. L'origine del contrasto: il GIP di Verona aveva inizialmente declinato la competenza indicando Trento (per una truffa commessa a Molveno), il PM di Verona ha trasmesso gli atti a Trento, il GIP di Trento ha adottato misure cautelari e il Tribunale di Trento (riesame) ha poi ritenuto competente il Tribunale di Verona e ha sollevato conflitto negativo.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e, dopo aver analizzato la connessione tra i reati e i criteri per la determinazione della competenza territoriale, ha deciso che il reato piugrave ai fini della competenza è quello di cui all'art. 493-ter c.p. (commesso a San Giovanni Lupatoto, provincia di Verona). Applicando le regole dell'art. 16 c.p.p. (luogo del reato piugrave; in caso di parità criteri alternativi: massimo della pena, poi minimo, poi multa), la Corte ha dichiarato la competenza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verona e ha disposto la trasmissione degli atti a quel giudice. Ha inoltre precisato che il delitto associativo ex art. 416 c.p. non esercita per se una vis atractiva sulla competenza degli altri reati.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il conflitto di competenza; la Corte ha ritenuto ammissibile il conflitto negativo in presenza del doppio rifiuto di provvedere da parte di due giudici che si indicano reciprocamente competenti, determinando la stasi del procedimento

  • art. 12, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Definisce la connessione oggettiva fondata sulla continuazione e richiede atti volitivi unitari; la Corte ha ritenuto sussistente la riferibilità soggettiva unitaria dei reati ai medesimi imputati, giustificando l'esame della connessione

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Stabilisce i criteri per la determinazione della competenza territoriale in presenza di reati connessi: luogo del reato piugrave e, in caso di parità, criteri alternativi. La Corte ha applicato tale disposizione per assegnare la competenza a Verona

  • art. 416 cod. pen.

    Delitto associativo; la Corte ha chiarito che il generico programma criminoso dell'associazione non è di per sé idoneo a spostare la competenza degli eventuali reati-fine senza ulteriori elementi

  • art. 493-ter cod. pen.

    Reato ritenuto il piugrave nel procedimento; la sua commissione nel territorio di Verona ha determinato, secondo i criteri di legge, la competenza territoriale del GIP di Verona

  • art. 640, secondo comma, cod. pen.

    Delitto di truffa aggravata; la Corte ha confrontato la sanzione edittale (reclusione) e le sanzioni pecuniarie con quelle previste dall'art. 493-ter per determinare quale reato fosse piugrave ai fini della competenza

  • Giurisprudenza citata (Sez.1, n. 1858/1992; Sez.1, n. 4960/1995; Sez.1, n. 16620/2001; Sez.1, n. 503/1973; Sez.6, n. 2629/2021)

    Precedenti richiamati per i principi sul conflitto negativo, sulla non efficacia attrattiva dell'associazione e sui criteri per valutare il reato piugrave (massimo e minimo edittale, poi pena pecuniaria)

Massime di principio

  • Il conflitto negativo di competenza è configurabile quando due giudici rifiutano di conoscere dello stesso procedimento indicandosi reciprocamente competenti: occorre l'intervento della Corte regolatrice per superare la stasi
  • In presenza di reati connessi la competenza territoriale si determina in base all'art. 16 c.p.p.: si prende il luogo del reato piugrave; per individuare il reato piugrave si confrontano le pene detentive massime, poi le minime, e, se ancora in parità, le pene pecuniarie
  • Il reato di associazione a delinquere ex art. 416 c.p. non opera automaticamente una vis atractiva sulla competenza degli altri reati-fine: serve elemento di connessione effettivo e specifico, non il solo programma criminoso
  • Se gli stessi reati in continuazione sono attribuiti agli stessi imputati si rafforza la connessione soggettiva e la ragione di trattare unitariamente il procedimento, ma ciò non può ledere il diritto al giudice naturale degli altri coimputati
  • Il giudice che declina la competenza dovrebbe indicare chiaramente quale ufficio ritiene competente e le ragioni (luogo di consumazione del reato piugrave), poiché decisioni contrastanti possono determinare la stasi procedimentale che impone la pronuncia della Corte

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