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Sentenza

Sentenza n. 12659/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento del silenzio serbato dall'amministrazione in ordine alla richiesta di convocazione utile alla presentazione della domanda del visto di ingresso per lavoro subordinato; nonché di ogni altro provvedimento, connesso, conseguente e presupposto, ad oggi non conosciuto, con espressa riserva di motivi aggiunti.

Giustizia amministrativa202513110

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sulla richiesta di convocazione per la presentazione della domanda di visto di ingresso per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto un'azione per l'accertamento del silenzio serbato dall'Ambasciata d'Italia a Islamabad sulla richiesta di convocazione utile alla presentazione della domanda di visto di ingresso per lavoro subordinato, riservandosi eventuali motivi aggiunti contro atti connessi, conseguenti o presupposti non conosciuti. Nel corso del giudizio l'amministrazione resistente ha dichiarato che l'appuntamento era stato fissato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse alla decisione di merito, poiché l'amministrazione aveva fissato l'appuntamento richiesto, facendo venir meno l'utilità concreta della pronuncia sul silenzio. La decisione è stata adottata ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., anche mediante sentenza in forma semplificata ex art. 60 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate in ragione della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione della controversia con sentenza semplificata, previa audizione delle parti, quando ne ricorrono i presupposti.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione, come avvenuto per la fissazione dell'appuntamento richiesto.

Massime di principio

  • L'azione avverso il silenzio diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nelle more del giudizio, l'amministrazione adotta il comportamento o compie l'attività richiesta, facendo venir meno l'utilità concreta e attuale della pronuncia giudiziale.
  • La fissazione dell'appuntamento necessario per presentare una domanda di visto esaurisce l'interesse alla decisione sull'inerzia relativa alla convocazione, senza implicare, sulla base della pronuncia, alcuna valutazione sull'esito della successiva domanda di visto.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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