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Sentenza

Sentenza n. 1397/2026 - Milano, Sezione 3

per l'ottemperanza «alla sentenza n. 4545/2024 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, pubblicata in data 16/10/2024, nel termine di 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della emananda sentenza, mediante l'assegnazione della carta del docente con le modalità e le funzionalità di cui agli artt. 2, 5, 6 e 8 del DPCM 28 novembre 2016 e accreditando sulla Carta l'importo di € 500,00, oltre interessi legali dalla maturazione del credito sino al saldo, corrispondente ai contratti a tempo determinato stipulati dal ricorrente ROMANO VINCENZO nell'anno scolastico 2020/21, quale contributo alla sua formazione professionale; l'importo di € 1.000,00, oltre interessi legali dalla maturazione del credito sino al saldo, corrispondente ai contratti a tempo determinato stipulati dalla ricorrente DE SIMONE ANNAMARIA negli anni scolastici 2022/23, 2023/24, quale contributo alla sua formazione professionale; Per il caso di mancata esecuzione della predetta sentenza entro il termine assegnato, si chiede di nominare sin d'ora, quale Commissario ad acta, il Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia o un funzionario da questi delegato, affinché provveda agli adempimenti sostitutivi. Con condanna del Ministero dell'Istruzione e del Merito al pagamento delle spese della presente procedura, oltre accessori di legge, da distrarre in favore dei difensori della parte ricorrente, che si dichiarano antistatari»;

Giustizia amministrativa202503019

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario che aveva riconosciuto il diritto all'accredito della Carta del docente

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docenti creditori)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno agito per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, passata in giudicato, con la quale era stato riconosciuto a uno di essi il diritto all'accredito di euro 500 per l'anno scolastico 2020/2021 e all'altra il diritto all'accredito di euro 500 per ciascuno degli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024 sulla Carta del docente. Il Ministero, nonostante la notificazione della sentenza quale titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996, non aveva eseguito il giudicato. I ricorrenti chiedevano inoltre il riconoscimento degli interessi legali sulle somme e la nomina preventiva di un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.

La decisione

Il TAR ha ritenuto procedibile il ricorso, chiarendo che il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996 decorre dalla notificazione presso la sede del debitore del titolo esecutivo, costituito dalla sentenza munita dell'attestazione di conformità, e non dipende dalla spedizione in forma esecutiva di cui all'art. 475 c.p.c., non più necessaria dopo la riforma Cartabia. Nel merito, ha accertato l'inottemperanza del Ministero e gli ha ordinato di dare integrale esecuzione al giudicato entro 120 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il Ragioniere Generale dello Stato, il quale dovrà intervenire, su istanza del creditore, entro i successivi 60 giorni, senza compenso. È stata respinta la domanda di interessi legali, poiché l'importo della Carta del docente è previsto al valore nominale, senza maggiorazioni, neppure in caso di utilizzo nell'anno successivo. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio di ottemperanza, liquidate in euro 800 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Consente al giudice amministrativo di adottare le misure necessarie per l'esecuzione del giudicato, compresa la dichiarazione di inottemperanza e la nomina di un commissario ad acta.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669

    Il termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione delle pronunce nei confronti delle amministrazioni decorre dalla notificazione del titolo esecutivo presso la sede del debitore.

  • art. 474 c.p.c.

    Rileva per la nozione di titolo esecutivo quale atto attributivo di un diritto certo, liquido ed esigibile.

  • art. 475 c.p.c.

    La spedizione in forma esecutiva non è più necessaria dopo le modifiche della legge Cartabia; ai fini dell'art. 14 d.l. n. 669/1996 è sufficiente la notificazione della sentenza munita di attestazione di conformità.

  • art. 2 D.P.C.M. 28 novembre 2016

    L'importo della Carta del docente è indicato al valore nominale e non è suscettibile di maggiorazione mediante interessi, nemmeno se utilizzato nell'anno successivo.

Massime di principio

  • Ai fini del decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996, rileva la notificazione presso la sede dell'amministrazione del titolo esecutivo, inteso come sentenza idonea ad attribuire un diritto certo, liquido ed esigibile; non è invece necessaria la spedizione in forma esecutiva prevista dall'art. 475 c.p.c., non più richiesta dall'ordinamento dopo la riforma Cartabia.
  • In sede di ottemperanza a un giudicato di condanna dell'amministrazione, il giudice può ordinare l'esecuzione integrale entro un termine e nominare preventivamente un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'inerzia dell'amministrazione e all'istanza del creditore.
  • L'importo riconosciuto per la Carta del docente, in quanto previsto al valore nominale dalla disciplina istitutiva, non può essere maggiorato degli interessi legali, neppure quando l'accredito o l'utilizzo avvenga successivamente all'anno di riferimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaTermini del procedimentoEfficacia ed esecutorietà

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