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Sentenza

Sentenza del 24/03/2016 n. 208 - Comm. Trib. Prov. Varese

ACCERTAMENTO - Accertamento sulla base degli studi di settore - Legittimità dell'accertamento - Acquisizione ulteriori elementi in sede di contraddittorio.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente contestava la legittimità dell'accertamento, ritenendo insufficiente l'applicazione automatica delle risultanze dello studio di settore utilizzato per determinare i ricavi presunti. Secondo il principio richiamato, lo scostamento dallo standard statistico, da solo, non può fondare validamente l'accertamento. Nel caso concreto, tuttavia, l'Amministrazione aveva acquisito ulteriori elementi nel corso del contraddittorio endoprocedimentale: la gestione dell'azienda evidenziava ricavi costantemente inferiori alle componenti economiche considerate e i redditi dichiarati erano nettamente inferiori ai costi sostenuti per il personale dipendente e ai compensi corrisposti a terzi.

La decisione

L'accertamento è stato ritenuto legittimo. La decisione ha confermato che gli studi di settore non possono essere applicati in modo meramente automatico, ma possono costituire una base valida quando l'Amministrazione li integra con ulteriori elementi concreti, acquisiti anche durante il contraddittorio con il contribuente. In ragione delle anomalie economiche riscontrate e degli elementi aggiuntivi raccolti, la contestazione del contribuente non è stata accolta.

Norme richiamate

  • Cassazione, Sezioni Unite, sentenze nn. 26635, 26636, 26637 e 26638 del 18 dicembre 2009

    L'applicazione automatica delle risultanze dello strumento standardizzato proprio dell'attività economica esercitata dal contribuente non è sufficiente.

    Gli studi di settore costituiscono presunzioni semplici e non consentono, da soli e senza un effettivo confronto con il contribuente, di fondare validamente l'accertamento. L'accertamento può però essere legittimo se l'Amministrazione acquisisce e valuta ulteriori elementi concreti nel contraddittorio endoprocedimentale.

Massime di principio

  • Lo scostamento dai ricavi o compensi risultanti dagli studi di settore non determina automaticamente l'illegittimità o la fondatezza dell'accertamento: è necessaria una valutazione individualizzata della situazione del contribuente.
  • Il contraddittorio endoprocedimentale è rilevante perché consente all'Amministrazione di acquisire elementi ulteriori e al contribuente di spiegare le anomalie riscontrate.
  • Un accertamento basato sugli studi di settore è più solido quando è accompagnato da dati economici concreti e coerenti, come ricavi persistentemente bassi rispetto ai costi, costi del personale elevati o compensi a terzi incompatibili con i redditi dichiarati.
  • Il contribuente che contesta l'accertamento deve fornire giustificazioni specifiche e documentate sulle ragioni dello scostamento, non limitarsi a contestare in astratto l'affidabilità dello studio di settore.
  • La legittimità dell'accertamento dipende dalla motivazione complessiva e dalla convergenza degli elementi raccolti, non dal solo risultato matematico dello strumento standardizzato.

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