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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45721/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma in appello delle loro condanne per bancarotta fraudolenta documentale (capo B) - come soci illimitatamente responsabili della C.R. Costruzioni snc fallita il 13/06/2013 - e, limitatamente a Perna, la condanna per inosservanza dell'obbligo previsto dall'art. 16, comma 1, n. 3, legge fallimentare (capo A). Perna deduce inesistenza dell'obbligo per mancata effettiva notifica della sentenza di fallimento (la notifica sarebbe stata inviata a un indirizzo dove non risiedeva più e si era proceduto soltanto al deposito presso la casa comunale). Entrambi chiedono altresì la derubricazione del fatto da bancarotta fraudolenta documentale a bancarotta semplice documentale, contestando in particolare la ricostruzione degli appalti, la valutazione dei beni ammortizzabili e la prova dell'elemento soggettivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto per prescrizione il reato ascritto a Perna (capo A, art. 220 legge fall.) con eliminazione della pena di un mese di reclusione; per il resto i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. In particolare: il motivo relativo all'art. 220 (capo A) non è manifestamente infondato e, valutata la notificazione avvenuta presumibilmente a indirizzo non più valido e il successivo deposito presso la casa comunale, il termine prescrizionale è decorso (termine estintivo il 13/12/2020), sicché quel capo viene annullato senza rinvio. Le censure sulla responsabilità per bancarotta fraudolenta documentale (capo B) sono state ritenute inammissibili perché attengono alla valutazione del materiale probatorio, materia riservata al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità. Il ricorso di Spampinato è dichiarato inammissibile e Spampinato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende. Perna vede invece annullato senza rinvio solo il capo A per estinzione per prescrizione; il resto del suo ricorso è inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 16, comma 1, n. 3, legge fallimentare

    Con la sentenza dichiarativa di fallimento il Tribunale ordina al fallito il deposito dei bilanci, delle scritture contabili e dell'elenco dei creditori entro tre giorni; l'insorgere dell'obbligo e la possibilità di configurare l'illecito si fondano sulla effettiva e rituale comunicazione della sentenza al fallito, escludendo equipollenze o presunzioni di conoscenza

  • art. 220 legge fallimentare

    Prevede la responsabilità penale per l'inosservanza degli obblighi imposti dalla sentenza dichiarativa di fallimento (deposito scritture e elenco creditori); l'accertamento dell'elemento soggettivo e degli adempimenti materiali attiene all'istruttoria di merito

  • art. 129, comma 2, codice di procedura penale

    Richiamata come criterio per pronunce immediate ove ricorrano elementi che consentono una decisione sommaria; nel caso non sussistono elementi tali da consentire un rigetto immediato del motivo di Perna relativo alla notificazione

  • art. 23, comma 8, legge n. 176/2020

    Prevede modalità di trattazione dei ricorsi in Cassazione (si segnala che i ricorsi sono stati trattati nella forma prevista dalla norma)

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 222/2018

    Richiamata in relazione alla rideterminazione della durata delle pene accessorie fallimentari, applicata dalla Corte d'appello

  • Giurisprudenza Cassazione (Sez. U, n. 22242 del 27/01/2011, Scibè) e Sez. 5, n. 46796 del 14/10/2021 (Ricciotti)

    Principio consolidato: la Corte di cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione degli elementi di fatto; perciò la mera diversa valutazione delle risultanze processuali non integra vizio di legittimità

Massime di principio

  • L'obbligo di deposito delle scritture imposto dalla sentenza di fallimento decorre solo dall'effettiva notifica rituale della sentenza: se la notifica è effettuata a un indirizzo non più valido e si procede soltanto al deposito presso la casa comunale, può essere contestata l'efficacia della comunicazione e, di conseguenza, l'inizio del termine per la responsabilità penale
  • La prescrizione può comportare l'annullamento del capo d'imputazione senza rinvio quando il decorso del termine estintivo è accertabile e non sospeso
  • Le impugnazioni che si limitano a richiedere una diversa valutazione del materiale probatorio o una diversa ricostruzione dei fatti sono, in genere, inammissibili in Cassazione: la rivalutazione del fatto spetta al giudice di merito
  • Per ottenere la derubricazione da bancarotta fraudolenta a semplice è necessario offrire prove idonee a escludere l'elemento soggettivo (dolo o artifizi): le lamentate discrepanze su appalti e ammortamenti devono essere dimostrate con elementi probatori concreti in grado di incidere sulla valutazione del giudice di merito
  • In contestazioni sulla validità della notifica, risulta importante produrre documentazione che attesti la variazione di domicilio, la mancata ricezione e l'assenza di ulteriori ricerche da parte dell'ufficio notificante; tali elementi possono incidere sul calcolo dei termini di prescrizione
  • Le decisioni parziali (annullamento di un capo per prescrizione e inammissibilità del resto) sono possibili: un ricorrente può ottenere un esito favorevole limitatamente a profili procedurali (es. prescrizione) senza riuscire a rimettere in discussione le valutazioni di merito

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