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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44542/2024 del 05/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che ha confermato la conversione del sequestro probatorio in sequestro preventivo sulla somma di €2.330, trovata in sede di perquisizione domiciliare. Il ricorrente deduce violazione dell'art. 321 c.p.p. per insussistenza del rapporto di pertinenzialità tra il denaro e il reato (si contestava mera detenzione di stupefacenti), omessa e illogica motivazione e contraddittorietà della decisione che da un lato escludeva la natura di profitto del reato e dall'altro confermava il sequestro ritenendo il denaro strumentale a future cessioni sulla base di indizi (cellulari, fogli con annotazioni) ritenuti insufficientemente collegati al denaro

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e disposto la restituzione immediata della somma sequestrata. Ha censurato la motivazione del Tribunale del riesame per difetto del necessario nesso di pertinenzialità richiesto dall'art. 321 c.p.p. per il sequestro preventivo impeditivo, ricordando che in caso di mera detenzione di stupefacenti non è consentita la confisca del denaro come profitto salvo le specifiche condizioni dell'art. 240-bis c.p. (richiamato dall'art. 85-bis del d.P.R. 309/1990 e modificato dalla legge 13/11/2023 n.159). La Corte ha inoltre osservato che l'ordinanza non ha valutato correttamente la possibile applicazione dell'art. 240-bis e ha usato argomentazioni incongruenti nel ritenere il pericolo di reimpiego sulla sola base di congetture; per queste ragioni ha disposto la restituzione della somma all'avente diritto

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Per il sequestro preventivo di cosa pertinente al reato è necessario il pericolo che la libera disponibilità possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare la commissione di altri reati; occorre il nesso di pertinenzialità fra bene e reato

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (riferimenti alle fattispecie di detenzione e cessione)

    Distinzione tra mera detenzione e cessione: le norme dell'art. 73 regolano le fattispecie di stupefacenti e hanno rilevanza per la possibile confisca in caso di cessione; la mera detenzione non produce automaticamente il nesso con il denaro come profitto

  • art. 73, comma 7-bis d.P.R. 309/1990

    art. 73, comma 7-bis, d.P.R. n. 309/1990

    Norma richiamata nella motivazione impugnata come possibile titolo di confisca, ma la Corte ha ricordato che per la mera detenzione non è ammessa la confisca salvo i casi previsti da altre disposizioni (es. art. 240-bis)

  • art. 240 cod. pen.

    Regola generale sulla confisca diretta e sui presupposti della confisca del profitto del reato; tuttavia, la sua applicabilità al denaro rinvenuto in possesso del detenuto per mera detenzione è esclusa se manca il nesso di pertinenzialità

  • art. 240-bis cod. pen.

    art. 240-bis cod. pen. (confisca per sproporzione)

    Prevede la confisca per sproporzione rispetto alla situazione patrimoniale; dopo la modifica introdotta dalla legge 13/11/2023 n.159, l'art. 73, comma 5 d.P.R. 309/1990 è stato incluso fra i delitti presupposto che possono giustificare la confisca per sproporzione, condizione che il Tribunale non ha valutato ma che la Corte ritiene rilevante

  • art. 85-bis d.P.R. 309/1990

    art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990

    Rinvio all'art. 240-bis cod. pen.; disciplina il rapporto tra normativa sugli stupefacenti e la disciplina della confisca per sproporzione

  • legge 13 novembre 2023, n. 159

    legge 13/11/2023 n.159 (modifica che estende l'applicazione dell'art. 240-bis)

    Ha ampliato le ipotesi di delitto presupposto per la confisca per sproporzione includendo anche la fattispecie di cui all'art. 73, comma 5 d.P.R. 309/1990; tale novità richiede valutazione specifica nel caso di sequestro di denaro

Massime di principio

  • Per disporre sequestro preventivo impeditivo di denaro occorre dimostrare il nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato e il concreto pericolo che la libera disponibilità possa aggravare, protrarre le conseguenze del reato o agevolare nuovi reati (art. 321 c.p.p.)
  • Nel caso di mera detenzione di stupefacenti la somma trovata non è automaticamente "profitto" del reato e non è convenzionalmente confiscabile: la confisca è ammessa solo se ricorrono condizioni specifiche (es. art. 240-bis per sproporzione) o se si dimostra il carattere di profitto della cessione
  • Se il pubblico ministero invoca la confisca per sproporzione (art. 240-bis) occorre che il provvedimento motivi espressamente e valuti le condizioni previste dalla norma (circostanza aggiornata dalla legge n.159/2023); omissioni su questo punto possono determinare l'annullamento
  • Indizi come telefoni multipli, appunti numerici e occultamento possono concorrere a fondare il fumus per attività di spaccio, ma devono essere collegati in modo logico e motivato al denaro per giustificare il sequestro preventivo
  • La conversione del sequestro probatorio in sequestro preventivo richiede motivazione coerente su tutti i presupposti: se il giudice esclude che il denaro sia profitto ma conferma il sequestro per finalità inibitoria, la motivazione deve spiegare il nesso che giustifica l'impedimento alla disponibilità

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