Cassazione Penale, Sentenza n. 4218/2024 del 31/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Trento (riesame) che aveva rigettato il riesame avverso il provvedimento del GIP del Tribunale di Trento che aveva disposto numerose misure cautelari reali e personali nell'ambito di un'indagine su un'associazione finalizzata all'evasione delle accise sui prodotti energetici. I motivi principali: (i) incompetenza territoriale del Tribunale di Trento in favore del Tribunale di Foggia (la condotta principale sarebbe stata posta in essere a Cerignola); (ii) nullità e carenza motivazionale dell'ordinanza del GIP e del riesame (mancata autonoma valutazione dei presupposti per il sequestro, insufficiente motivazione sul fumus e sul periculum in mora); (iii) carenza di elementi concreti per ritenere sussistente l'associazione criminale e per attribuire al ricorrente ruolo di promotore/organizzatore; (iv) eccessiva e non adeguatamente motivata determinazione del profitto confiscabile, senza tener conto della riduzione delle accise e della proporzionalità; (v) illegittimo sequestro di un immobile di proprietà esclusiva del ricorrente eseguito nell'ambito del sequestro per altro indagato (presunta fittizia intestazione non adeguatamente provata).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso (in tema di competenza territoriale) ritenendolo fondato e, in quanto assorbente, ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Trento per un nuovo esame. La Corte ha richiamato e precisato i principi sulla connessione tra reato associativo e reati-fine (art. 12 c.p.p.), la determinazione del giudice competente per territorio (art. 8 e art. 16 c.p.p.) e l'applicabilità della regola integrativa dell'art. 9, comma 1, c.p.p. quando la consumazione sia iniziata all'estero: se nel territorio nazionale si è consumata una parte significativa della condotta, si applica la regola del "ultimo luogo" della manifestazione dell'azione. La Cassazione ha disposto che il Tribunale, in sede di rinvio, verifichi la sussistenza della connessione (lett. b) o lett. e) art. 12 c.p.p.) e, in caso di incompetenza, valuti l'applicazione dell'art. 27 c.p.p. circa l'efficacia interinale delle misure cautelari già adottate; ha inoltre ricordato che la misura cautelare reale adottata da giudice poi dichiarato incompetente conserva efficacia interinale e non richiede una valutazione ulteriore in termini di urgenza, diversamente da quanto previsto per alcune misure personali.
Norme richiamate
art. 8 cod. proc. pen.
Individua il criterio generale di competenza territoriale per il reato permanente: luogo in cui ha avuto inizio la consumazione; rilevano programmazione e sede operativa del sodalizio
art. 9 cod. proc. pen.
Regola integrativa: se la competenza non è determinabile con l'art. 8, competente il giudice dell'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione; applicabile anche ai reati permanenti e ai reati iniziati all'estero quando in Italia si sia consumata parte essenziale della condotta
art. 10 cod. proc. pen.
Prevede che quando il reato è commesso in parte all'estero la competenza si determina alla luce degli artt. 8 e 9; richiamata per sostenere l'applicabilità delle regole territoriali anche nel caso di inizio della consumazione all'estero
art. 12 cod. proc. pen.
Disciplina la connessione tra reati: lett. b) richiede identità soggettiva per spostare competenza; lett. c) e lett. e) ammettono connessione teleologica anche tra autori diversi se il reato mezzo è finalizzato ai reati-fine
art. 16 cod. proc. pen.
Criterio di preferenza quando reati connessi competono a giudici diversi: giudice del reato più grave (ovvero, in caso di parità, del primo reato)
art. 27 cod. proc. pen.
Regola sull'efficacia degli atti del giudice incompetente in materia d'urgenza: le misure cautelari adottate da giudice poi riconosciuto incompetente possono conservare efficacia interinale; applicabile anche ai sequestri
art. 274 cod. proc. pen.
Contiene le esigenze cautelari generali (periculum, fumus) la cui sussistenza è richiesta per misure personali; richiamata in relazione ai presupposti di urgenza
art. 291 cod. proc. pen.
Prevede limiti all'adozione di misure da giudice incompetente per le misure personali (richiede urgenza specifica); distinto trattamento rispetto alle misure reali
art. 317 e art. 321 cod. proc. pen.
Richiamati in relazione all'ambito applicativo delle norme sulle misure cautelari reali e ai poteri del giudice in materia di sequestro preventivo
art. 61-bis cod. pen.
Aggravante per l'uso di organizzazioni criminali; la Corte segnala che va valutata la "valterità" o l'effettiva connessione tra gruppi nazionali ed esteri prima di applicarla
art. 40 e 49 d.lgs. 504/1995
Norme sostanziali richiamate in ordine ai reati relativi all'evasione delle accise sui prodotti energetici (reati-fine e reato mezzo associativo)
Massime di principio
- Se il reato associativo è permanente e la sua operatività è iniziata all'estero, la competenza per territorio può essere attribuita al giudice italiano in cui si è manifestata una parte significativa dell'attività (criterio dell'ultimo luogo in cui si è realizzata parte dell'azione), applicando art. 8, art. 9 comma 1 e art. 10 c.p.p.
- Per stabilire la connessione tra reato associativo e reati-fine occorre verificare se ricorra la connessione oggettiva/teleologica: art.12 lett. b) richiede identità di autori; lett. c) o e) possono operare anche tra autori differenti se è provato che il reato mezzo era finalizzato ai reati-fine.
- La determinazione della competenza per il reato più grave (art. 16 c.p.p.) presuppone corretta individuazione del reato più grave tra i reati connessi; in presenza di incertezza sulla competenza va verificata l'applicabilità dell'art. 9 comma 1 prima di ricorrere a criteri residuali.
- Le misure cautelari reali adottate da un giudice poi dichiarato incompetente possono conservare efficacia interinale secondo l'art. 27 c.p.p.; ciò non esime però il giudice adito dall'indagare e motivare adeguatamente fumus e periculum al momento dell'adozione originaria.
- In fase cautelare il GIP deve fornire motivazione puntuale e specifica su fumus e periculum nonché sulla quantificazione del profitto confiscabile: va indicato il contributo e l'elemento probatorio per ciascun indagato e valutate le variazioni normative o fiscali rilevanti (es. riduzione delle accise) ai fini della proporzionalità del sequestro.
- Il sequestro di beni intestati a terzi richiede prova della disponibilità effettiva o della fittizia intestazione; la mera presunzione senza adeguata istruttoria non è sufficiente a giustificare la misura reale.
- In sede di riesame il Tribunale deve compiere una valutazione autonoma e motivata dei presupposti posti a fondamento della misura cautelare originaria, non limitandosi a seguire pedissequamente l'impostazione del P.M.
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