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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 17339/2020 del 19/08/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di due cartelle di pagamento relative alla T.I.A. (tariffa rifiuti) per gli anni 2002-2009; la contribuente denunciava nullità e carenza di motivazione degli atti (mancanza di indicazione di tariffa, superfici, modalità di calcolo e assenza di preventivi atti impositivi) e sosteneva la non imponibilità ai fini I.V.A.; la resistente contestava l'inammissibilità di alcuni motivi e, in particolare, che i solleciti/interventi di riscossione avessero interrotto la prescrizione dei crediti per le annualità contestate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha: dichiarato l'inammissibilità del primo motivo del ricorso principale; respinto la maggior parte dei restanti motivi del ricorso principale e del ricorso incidentale; accolto il quinto motivo del ricorso incidentale (proposto da Publiambiente) ritenendo che i solleciti di pagamento e le cartelle abbiano efficacemente interrotto la prescrizione quinquennale dei crediti T.I.A., con conseguente esigibilità anche per le annualità 2002-2004. La sentenza impugnata è stata cassata limitatamente al motivo accolto; tuttavia, deciso il merito, la Corte ha disposto l'accoglimento dei ricorsi originari della contribuente esclusivamente con riguardo all'I.V.A. (rimarcando che la T.I.A. non è soggetta a I.V.A.). Per la reciproca soccombenza le spese sono integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3 e n. 5 c.p.c.

    Usati come riferimento per i motivi di cassazione (violazione di norme di diritto e omesso esame di fatto decisivo); la Corte valuta l'ammissibilità e la fondatezza dei motivi alla luce di tali disposizioni.

  • art. 371 c.p.c.

    Richiamato per il termine del ricorso incidentale e per il principio dell'unicità del processo di impugnazione: ricorsi successivi contro la stessa sentenza si convertono in impugnazioni incidentali e vanno riuniti se proposti nei termini.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546, artt. 1, comma 2; 19; 53

    Art. 19 elenca gli atti impugnabili davanti al giudice tributario ma la Corte ne applica un'interpretazione estensiva: anche atti non elencati che contengono una chiara pretesa tributaria (es. solleciti, fatture T.I.A.) sono impugnabili; l'elencazione resta tassativa ma va interpretata alla luce dei principi costituzionali e della tutela del contribuente.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993 n. 507, art. 72, comma 1

    Consente ai Comuni la liquidazione diretta e l'iscrizione a ruolo senza avviso di accertamento solo se la liquidazione è basata sui ruoli dell'anno precedente e su dati definitivi; la Corte precisa che tale facoltà è eccezionale e richiede dati acquisiti e non contestati.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993 n. 507, artt. 71, 75, 76

    Richiamati nel ricorso incidentale in tema di disciplina della tassa sui rifiuti; la Corte valuta la relativa applicazione in relazione alla esigibilità e alla prescrizione dei crediti.

  • Legge 7 agosto 1990 n. 241, art. 3

    Riferita in relazione al dovere di motivazione degli atti amministrativi; la Corte valuta se la carenza di motivazione dei solleciti/cartelle abbia inciso sulla loro idoneità a interrompere la prescrizione o a costituire atti impositivi.

  • Legge 27 luglio 2000 n. 212, art. 7

    Richiamata in tema di garanzie del contribuente (Codice del processo tributario): la Corte valuta se siano stati rispettati i diritti di difesa e di motivazione degli atti impositivi.

  • D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, art. 3

    Interpretato per chiarire la nozione di operazione imponibile ai fini IVA: la Corte ribadisce che l'I.V.A. si applica solo a prestazioni verso corrispettivo e non alle imposte come la T.I.A.

  • Direttiva 2006/112/CE, art. 78, comma 1, lett. a

    Richiamata e valutata: la Corte ritiene che la normativa comunitaria non imponga di sovvertire l'interpretazione nazionale secondo cui la T.I.A. ha natura tributaria e non soggiace a I.V.A.; la normativa comunitaria non può essere utilizzata per trasformare in corrispettivo ciò che è imposta nazionale.

Massime di principio

  • I solleciti di pagamento e le cartelle possono interrompere la prescrizione del credito tributario: la ricezione di solleciti e cartelle produce efficacia interruttiva nei termini previsti dalla legge.
  • La T.I.A. (tariffa rifiuti) ha natura tributaria e non è soggetta a I.V.A.; eventuali addebiti di I.V.A. sulle fatture T.I.A. devono essere esclusi.
  • Gli atti non espressamente elencati nell'art. 19 del D.Lgs. 546/1992 ma che manifestano chiaramente una pretesa tributaria (es. fatture o solleciti per T.I.A.) sono impugnabili davanti al giudice tributario; tuttavia la mancata impugnazione di tali atti non cristallizza la pretesa, che può essere contestata successivamente con gli atti tipici (es. cartella).
  • La liquidazione diretta e l'iscrizione a ruolo senza avviso di accertamento sono ammesse solo se basate su dati dell'anno precedente considerati definitivi; in caso di dati incerti o contestati è necessario adottare un avviso di accertamento motivato.
  • Principio di unicità del processo di impugnazione: ricorsi successivi contro la stessa sentenza si considerano, di regola, impugnazioni incidentali e vanno riuniti se proposti nei termini; notifiche ai singoli difensori sono valide se la parte è rappresentata da più difensori.
  • In caso di reciproca soccombenza parziale tra le parti è possibile la compensazione integrale delle spese processuali.

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