Sentenza n. 563/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia n. 92/2022, resa tra le parti, pubblicata il 17 gennaio, non notificata, con la quale è stato respinto parzialmente il ricorso n. 1604/2019 Reg. Ric.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Sicilia n. 92/2022, che aveva parzialmente respinto il ricorso contro l'ordinanza comunale di demolizione di un fabbricato, una pergotenda, una pavimentazione e cancelli realizzati in assenza dei titoli autorizzativi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'appellante ha impugnato la sentenza con la quale il TAR aveva annullato l'ordinanza di demolizione solo limitatamente ad alcune opere minori, mantenendola per il fabbricato a un'elevazione fuori terra e per le ulteriori opere ritenute abusive. I motivi d'appello denunciavano violazione e falsa applicazione della disciplina edilizia, urbanistica e sul procedimento amministrativo, inclusi gli artt. 27, 29, 31 e 34 d.P.R. 380/2001, la normativa regionale siciliana e gli obblighi di motivazione e istruttoria, nonché eccesso di potere per erroneità dei presupposti, difetto di istruttoria e difetto di motivazione. Nel corso del giudizio il CGARS aveva disposto una verificazione ai sensi dell'art. 66 c.p.a. Il verificatore aveva accertato che il garage era stato realizzato dopo il 16 aprile 2008 e prima del 16 giugno 2010, che non risultava nelle rappresentazioni e fotografie del 1967 e che non vi erano elementi comprovanti una preesistenza del manufatto. In pendenza dell'appello, l'appellante ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché il nuovo PRG comunale aveva modificato in senso migliorativo la capacità edificatoria del lotto, rendendo necessaria la dismissione delle opere incompatibili con il progetto edilizio che intendeva presentare.
La decisione
Il CGARS ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ritenendo che la dichiarazione dell'appellante, resa prima della trattenuta della causa in decisione, costituisse comportamento idoneo a dimostrare la perdita dell'interesse alla decisione, anche se contenuta in una memoria non notificata alla controparte. Il Collegio ha richiamato il principio della disponibilità dell'interesse al ricorso nel processo amministrativo di parti. Ai fini della regolazione delle spese, tuttavia, ha applicato la soccombenza virtuale: la verificazione aveva dimostrato la legittimità dell'ordinanza di demolizione e, quindi, l'infondatezza delle censure rivolte contro la sentenza del TAR. L'appellante è stato condannato alle spese del grado, liquidate in euro 3.000,00 oltre spese generali e accessori di legge, con attribuzione a suo carico di ogni altra spesa del grado.
Norme richiamate
art. 66 c.p.a.
Consente al giudice di disporre una verificazione tecnica; nel caso concreto la verificazione ha accertato l'epoca di realizzazione del garage e l'assenza del manufatto nelle documentazioni aerofotogrammetriche del 1967.
art. 84, comma 4, c.p.a.
La dichiarazione contenuta in una memoria non notificata alla controparte è stata ritenuta comportamento probante della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Costituisce il fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 38 c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni applicate dal Collegio.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni applicate dal Collegio.
art. 27 d.P.R. 380/2001
Richiamato tra le disposizioni edilizie poste a fondamento delle censure e della controversia relativa all'ordinanza di demolizione.
art. 29 d.P.R. 380/2001
Richiamato in relazione alla responsabilità e alla disciplina delle opere abusive.
art. 31 d.P.R. 380/2001
Richiamato quale principale riferimento normativo per l'ingiunzione di demolizione delle opere eseguite in assenza del necessario titolo edilizio.
art. 34 d.P.R. 380/2001
Richiamato in relazione alla disciplina sanzionatoria edilizia dedotta in giudizio.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la parte ricorrente conserva la disponibilità dell'interesse alla decisione sino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione; una dichiarazione univoca di sopravvenuta carenza di interesse consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso o dell'appello, anche se contenuta in una memoria non notificata alla controparte, quando il comportamento processuale complessivo ne confermi il significato.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse non impedisce al giudice di regolare le spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, verificando quale sarebbe stato l'esito della controversia se essa fosse stata decisa nel merito.
- Ai fini della soccombenza virtuale, una verificazione tecnica disposta nel giudizio può essere utilizzata per accertare la fondatezza delle censure e la legittimità dell'atto impugnato, anche quando il giudizio venga definito con una pronuncia di improcedibilità.
- Un'ordinanza comunale di demolizione è legittima, quanto alle opere abusive accertate, quando la verificazione escluda la preesistenza del manufatto rispetto alla disciplina applicabile e dimostri la sua realizzazione in epoca successiva, in assenza dei necessari titoli autorizzativi.
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